Ogni sera il multisala Adriano ospita due proiezioni per un totale di dieci titoli, sottotitolati in digitale per i non udenti e dotati di un sistema speciale di audioregistrazione per i non vedenti
ROMA - L'estate capitolina si illumina con le stelle del piccolo schermo: è in corso fino all'11 luglio il Roma Fiction Fest, la manifestazione dedicata alle produzioni televisive, giunta ormai alla terza edizione. Tra anteprime, eventi speciali e passerelle dei volti noti dello spettacolo, quest'anno al festival sarà presentato anche qualcosa di mai visto in Italia, almeno fino a oggi. L'edizione 2009 dell'evento offrirà, infatti, numerose proiezioni accessibili anche alle persone non vedenti e non udenti. Grazie al lavoro di Laura Raffaeli e Stefano Pierpaoli, rispettivamente presidenti delle associazioni non profit Blindsight Project e Consequenze, gli spettacoli serali del Roma Fiction Fest saranno dotati di sottotitolaggio digitale per i non udenti e di audiodescrizione per i non vedenti. Per la realizzazione di questo servizio, spiegano gli organizzatori, sono stati adottati standard qualitativi di altissimo livello frutto del lavoro di accademici, industria e associazioni di rappresentanza dei destinatari del servizio. "È la prima volta in tutta Europa - ha sottolineato Stefano Pierpaoli - che una manifestazione dedicata al grande pubblico offre un servizio dedicato ai disabili sensoriali. Non si tratta solo di un evento speciale, ma di una proposta completa. Ogni sera il multisala Adriano ospita due proiezioni per un totale di dieci titoli, sottotitolati in digitale per i non udenti e dotati di un sistema speciale di audioregistrazione per i non vedenti".
Per la realizzazione del festival sono stati spesi 7,5 milioni di euro, grazie ai quali è stato possibile renderlo anche ‘accessibile'. In Italia, però, come spiega lo stesso Pierpaoli, lavorare in questo settore e realizzare spettacoli per tutti i tipi di pubblico è estremamente difficile. "Si avverte il disimpegno e l'egoismo di una socialità - spiega - che ha perso il senso del futuro. L'accesso alla cultura è un diritto inalienabile ed è l'impulso principale grazie al quale crescere tutti insieme e porre in essere le dinamiche per evadere dalla rassegnazione e dall'indifferenza". Intanto, qualcosa s'è mosso e, tra la folla di fan accorsi per il protagonista della fortunata serie televisiva Lost e quelli che si accontentano degli attori nostrani, nessuno si sentirà escluso. "Non so se il festival accessibile sarà l'inizio di qualcosa - conclude Pierpaoli -, ma voglio sperarlo. Di certo non si tratta di un'occasione di nicchia e offre la possibilità a tutti di partecipare ed essere protagonisti di una scossa benefica che accompagna un segnale di rinnovamento e di benessere". (ga)
(7 luglio 2009)

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