PRIMA che il nostro Sole
giunga alla sua fine facendo evaporare il nostro
pianeta, oppure prima che un gigantesco
asteroide si scontri con la Terra e ancor prima
che una stella, passandoci vicino, ci strappi
dalla nostra orbita, il nostro Pianeta potrebbe
avere una fine violenta in seguito allo scontro
con i pianeti a noi più vicini: Mercurio, Venere
e Marte.
L'evento scatenante sarebbe da ricercare nel
pianeta Mercurio, il quale pur avendo dimensioni
molto piccole rispetto agli altri pianeti (4.878
km contro i 12.736 della Terra) potrebbe
innescare un'alterazione delle loro orbite, il
cui risultato sarebbe una catastrofe planetaria.
E' questa la conclusione di una nuova
simulazione al computer che tiene conto delle
più piccole variazioni di orbita che possono
subire i pianeti nei prossimi milioni o prossimi
miliardi di anni. Va detto infatti, che anche se
a noi sembra che le orbite dei pianeti siano
stabili nel tempo, così non è, in quanto
l'attrazione reciproca tra i corpi del sistema
solare le fanno variare anche di pochi metri al
secolo e questo sull'arco di centinaia di
milioni di anni può avere conseguenze
importanti.
Lo studio è stato realizzato da ricercatori
dell'Osservatorio di Parigi e pubblicato su
Nature. E dimostrerebbe che una serie di
fenomeni astrali potrebbero far sì che l'orbita
di Mercurio arrivi ad allungare il suo asse
maggiore fino al punto da intersecare l'orbita
di Venere. A quel punto si verrebbe ad avere una
tale alterazione dell'orbita di Mercurio stesso
che potrebbe essere eiettato al di fuori del
sistema solare, oppure finire inghiottito dal
Sole o essere proiettato verso la Terra con la
quale verrebbe a scontrarsi.
A questa conclusione gli autori della ricerca,
Jacques Laskar e Mickael Gastineau, sono giunti
dopo aver simulato 2.501 scenari del nostro
sistema solare in ciascuno dei quali si è
ipotizzata una piccola variazione di orbita
(dell'ordine di pochi metri) dei pianeti più
vicini a noi. Nel 25% dei casi sarebbe Mercurio
il pianeta più esposto ad una profonda modifica
della sua orbita che lo porterebbe ad incrociare
quella di Venere. A quel punto anche gli altri
pianeti più vicini al Sole subirebbero delle
forti alterazioni orbitali.
In una percentuale molto bassa l'alterazione
sarebbe così consistente che tra 3,3 miliardi di
anni Marte, Venere, Mercurio potrebbero
scontrarsi con la Terra. In ben 200 casi, dei
2501 scenari previsti dai ricercatori, due
pianeti interni verrebbero a scontrarsi tra loro
e la Terra sarebbe coinvolta in 48 casi.
"Da questa simulazione, ciò che risulta più
sorprendete è il fatto che l'alterazione
dell'orbita di Mercurio può influenzare anche
quelle di Venere e della Terra", ha detto Laskar.
Ma cosa farebbe di Mercurio la boccia planetaria
che altererebbe una situazione che sembra essere
assai stabile? "La causa di tutto ciò è da
ricercare nel pianeta Giove, il quale con la sua
enorme massa ha un'influenza gravitazionale
notevole sull'orbita del piccolo pianeta vicino
al Sole", ha spiegato l'astronomo.
Tale influenza, nell'arco di centinaia di
milioni di anni, sarebbe sufficiente dapprima ad
allungare la sua orbita e poi a spingerlo al di
fuori della stessa.
Che lo scontro tra pianeti sia una realtà è già
stato dimostrato da quanto osservato attorno
alla stella SM1207B, dove sono state trovate le
evidenze dello scontro tra almeno due pianeti e,
d'altra parte, sembrerebbe ormai certo che circa
4 miliardi di anni fa un oggetto grande come
Marte si scontrò con il nostro pianeta e dal
fenomeno nacque la Luna.