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Bologna. Adesca sordomuta su internet e la costringe
a prostituirsi
BOLOGNA - Ha
conosciuto in chat una ragazza sordomuta come lui e,
dopo averla convinta a trasferirsi a Bologna con la
promessa di vivere insieme, l'ha costretta a
prostituirsi, intascando metà dei guadagni.
La triste vicenda
di sfruttamento è stata scoperta dai carabinieri del
capoluogo emiliano, che hanno arrestato un bolognese
di 21 anni. Il giovane, operaio e incensurato, è
finito ai domiciliari, con un'ordinanza di custodia
cautelare chiesta dal pm Lorenzo Gestri e firmata
dal Gip Letizio Magliaro, per induzione,
favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione,
con le aggravanti dell'inganno, della minaccia e
della violenza. Le indagini sono cominciate lo
scorso maggio quando la giovane, una ventiduenne
nata a Trento e residente nel Vicentino, su
consiglio di un amico e con l'aiuto di un interprete
del linguaggio dei segni, si è rivolta ai
carabinieri per denunciare quello che subiva da
qualche mese.
A metà febbraio
aveva accettato di trasferirsi a Bologna, nonostante
il parere contrario dei genitori, per convivere con
il ragazzo che aveva conosciuto qualche tempo prima
su un social network. Lui le aveva promesso che le
avrebbe trovato un lavoro, ma la realtà è stata ben
diversa. L'ha infatti subito avviata alla
prostituzione: ogni sera la portava nella zona fra
via Roma e via Firenze, nella periferia, e, in tarda
notte, la riportava a casa. Si faceva consegnare
metà dei guadagni, fra i 300 e i 500 euro al giorno,
come 'giusto compensò per contribuire al pagamento
dell'affitto dell'appartamento di via Dagnini, dove
i due abitavano, e delle varie utenze domestiche. In
più di un'occasione poi l'avrebbe minacciata e
picchiata, dopo che lei gli aveva detto che voleva
smettere, approfittando anche della soggezione
derivante dalle sue condizioni. A convincerla a fare
denuncia è stato un amico, anche lui sordomuto, che
ha confermato ai carabinieri le parole della
giovane, raccontando di avere anche assistito a
litigi durante i quali il ragazzo aveva cercato di
convincerla a continuare l'attività di
prostituzione. Lo sfruttatore è stato sottoposto
alla misura cautelare nell'abitazione del fratello.
La ragazza, che ha deciso di non tornare per il
momento a Vicenza a causa degli screzi con la
famiglia, si è trasferita a casa di un altro
conoscente.
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