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Boom di invalidi Woodcock indaga |
9/04/2009
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Una regione di invalidi. La Basilicata,
statistiche alla mano, è una delle realtà
locali dove è più alto il rapporto tra
invalidi civili e popolazione residente:
sono 26.463, secondo le ultime rilevazioni
dell’Inps, i lucani che percepiscono un
assegno di invalidità. In pratica un
residente su 22 è destinatario di indennità
(in Italia la media è di uno ogni 35, nel
Sud di uno ogni 28). Il dato comprende anche
chi riceve l’assegno di accompagnamento che
ammonta a 456 euro mensili.
Nel dettaglio i ciechi sono 1.331, i
sordomuti 692 e il resto comprende persone
colpite da invalidità più o meno gravi.
Questa platea in forte crescita (mediamente
ogni anno vengono presentate circa 500
domande) alimenta il sospetto che ci siano i
soliti furbi. L’Inps di Basilicata tiene
alta la guardia su questo fenomeno e,
soprattutto negli ultimi mesi, ha
intensificato i controlli a campione sulle
pratiche. Invalidi estratti a sorte che
vengono invitati a sottoporsi a controlli
periodici per verificarne le condizioni
fisiche. L’alta incidenza di invalidi in
Basilicata, spiegano all’istituto di
previdenza, è l’effetto della popolazione
lucana che invecchia. L’età media è
cresciuta e chiaramente aumentano gli
acciacchi più o meno gravi. Di pari passo
s’impennano i dati sulle indennità di
accompagnamento. Fin qui una lettura del
fenomeno, per così dire, fisiologica. Ma c’è
la percezione che siano in tanti anche
coloro che, negli anni, sono riusciti ad
ottenere le indennità pur non avendo i
requisiti, magari a scapito di chi ne ha
realmente bisogno.
Su queste «indennità facili» l’Inps, come
dicevamo, sta vigilando con controlli a
campione. E le distorsioni del sistema non
potevano non finire anche sotto la lente
d’ingrandimento di Henry John Woodcock, il
pm anglo-napoletano che ha messo sotto
inchiesta mezza Basilicata. Uno dei
fascicoli dell’indagine «omnibus» sulla
sanità lucana riguarda proprio il
riconoscimento delle invalidità civili.
Woodcock starebbe lavorando attorno
all’ipotesi di un’attività fraudolenta messa
in piedi per aumentare i punteggi di
invalidità delle persone che presentavano
domanda e venivano sottoposte a visita.
Addebiti vengono fatti ad alcuni medici
componenti delle commissioni che, secondo
l’accusa, attribuivano invalidità maggiori
di quelle effettivamente patite o
riscontrate.
di MASSIMO BRANCATI
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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