Brunetta: “Spendiamo 4 miliardi all’anno per le
auto blu”
Sarebbero 10.000 quelle usate dai politici. Ma
il ministro è il primo ad averne sette, una
anche per la segretaria.
Roma,
15 lug -(di Chiara Paolin) Ecco la (cattiva)
notizia del giorno scodellata dall’inarrestabile
ministro per la Pubblica amministrazione, Renato
Brunetta: il problema italiano non sono solo le
auto blu, ma le auto blu-blu. Per precisa
volontà ministeriale, la nuova classificazione
diventerà presto patrimonio dei colletti bianchi
nella quotidiana lotta allo spreco: occhi
puntati su 7-10 mila veicoli blu-blu, ovvero
mezzi di rappresentanza politico-istituzionale
che costano ognuna la bellezza di 142 mila euro
l’anno, seguiti da 18-20 mila auto blu basic,
con autista a disposizione dei soli dirigenti
(82 mila euro), cui si sommano 60-65 mila auto
grigie senza autista, per attività operative (18
mila euro).
Con apposita conferenza stampa, ieri il ministro
ha detto una cosa già predetta mesi fa, cioè che
il parco auto dello Stato ammonta a circa 90
mila pezzi, e che l’indagine da lui avviata per
stanare il roboante spreco di denaro dei
contribuenti ha confermato in pieno le sue
intuizioni. Di più è difficile dire, perché
purtroppo solo il 50 per cento del sistema è
stato monitorato: il Formez, incaricato di
compiere l’analisi, ha dovuto prender atto di
una certa riluttanza degli enti pubblici a
conferire i dati richiesti. A partire dal
Quirinale, che però ha dato ampie rassicurazioni
di partecipare presto al censimento, come ha
voluto precisare il ministro. Andando così, un
tanto al chilometro, Brunetta ha stimato un
costo complessivo del parco auto di oltre 4
miliardi di euro l’anno, specificando che si
potrebbe risparmiare la metà. “Quando vedo 60
mila persone utilizzate per portare in giro
politici e burocrati mi disturba un po’,
preferirei producessero beni e servizi per i
cittadini” ha sorriso il ministro. Ma anche
togliendo le auto, resterebbe da pagare lo
stipendio ai 60 mila, e ciao risparmio. Caso
diverso se si volesse licenziarli e sostituirli
con service privati a costi ribassati. Carlo
Podda, del sindacato Funzione Pubblica Cgil, non
è entusiasta: “Occorre abbattere gli sprechi, è
chiaro. Però basta coi proclami, i risultati
dopo due anni di governo stanno a zero”. E la
caccia ai fannulloni tramite registro delle
assenze? “Un miglioramento s’è visto, ma a
prezzo di un netto peggioramento su un fronte
serissimo come la legge 104. I casi più
eclatanti sono andati in tivù. La realtà è che è
impossibile assistere un parente disabile a
causa di restrizioni e burocrazie spaventose”.
Eppure stavolta la lista motoristica punta il
dito su precisi capitoli di spesa. Del costo
complessivo di 4 miliardi, uno serve per
consumi, assicurazione , manutenzione e
noleggi mentre gli altri tre vanno spesi per gli
addetti al parco auto (precisamente due miliardi
per gli autisti e un miliardo per altri costi).
In media i ministeri dispongono di 190 veicoli
ciascuno tra auto blu e grigie, le dotazioni più
numerose sono agli Interni e alla Giustizia,
mentre i Comuni capoluogo ne hanno in media 82 e
le vituperate province solo 59. Nel complesso un
sacco di soldi che hanno fatto brillare gli
occhi del ministro: “Con 4 miliardi l’anno – ha
commentato Brunetta – si potrebbero anche
rinnovare i contratti del pubblico impiego”.
E qui perfino il posato Podda ha una reazione
scomposta: “Questa non si può sentire. Prima è
stata messa a bilancio una voce inesistente,
cioè il taglio a ipotetici aumenti di stipendio
nella pubblica amministrazione. Come se io
dicessi: siccome l’anno prossimo non mi compro
la macchina, risparmio. Servivano scelte
strutturali. Si parlò di un taglio netto alle
collaborazioni facili, ma non ho visto
risultati. Poi Brunetta promise la centrale
unica per gli acquisti, e nulla. Con le dovute
cautele, può aver senso anche la sinergia tra
Inps, Inpdap e Inail. Ognuno di questi capitoli
varrebbe un risparmio da un miliardo di euro:
perché non si fa? Noi siamo qui pronti, la
verità è che sentiamo solo chiacchiere e
promesse”. Intanto il ministro Brunetta se ne va
dalla conferenza stampa dando appuntamento al
prossimo resoconto aggiornato , per fine mese.
Chissà se arriverà in auto blu-blu: ne ha sette
a disposizione. Ma basta coi privilegi: Brunetta
ha invitato i colleghi a fare un uso più
moderato dei lampeggianti e proposto di
iscrivere nel registro anche le auto pubbliche
così da evitare problemi ai comuni cittadini che
dovessero avere un incidente con mezzi di Stato.
(Il Fatto Quotidiano)
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