Caso Provolo, l'associazione e la curia trovano
un accordo
INCONTRO IN VESCOVADO. Si è chiusa con una
stretta di mano la querelle tra il presidente
Dalla Bernardina e Zenti. Ed è stata annunciata
la costituzione di una commissione indipendente
chiamata ad accertare i fatti di pedofilia
denunciati dagli ex allievi dell'istituto lo
scorso anno
Verona.
Una stretta di mano, in privato, in Curia. Le
scuse formali, sempre in privato e l'annuncio
della costituzione di una commissione
indipendente «terza e imparziale» che dovrà
accertare i fatti di pedofilia denunciati dagli
ex allievi del Provolo. Nessuna dichiarazione,
nessun commento, nulla a che vedere con il
clamore di quell'incontro con la stampa che
rappresentò il primo atto di una serie di
contrasti verbali e a suon di denunce tra il
vescovo e l'associazione sordi Antonio Provolo.
Poi sono stati i legali di entrambe le parti a
diffondere un comunicato stampa, lo ha letto
l'avvocato Enrico Morgante che con Mario Vittore
de Marzi rappresenta il vescovo, ma il testo era
stato concordato con i difensori
dell'associazione sordi Provolo, Paolo Tacchi
Venturi e Giuseppe Rossodivita.
Si è chiusa così la querelle tra il presidente
dell'associazione Giorgio dalla Bernardina e
monsignor Zenti, querelato per le frasi
pronunciate in conferenza stampa nel gennaio
2009, poche ore dopo l'uscita in edicola del
settimanale L'Espresso che riportava i racconti
dell'orrore. Ovvero le violenze subite per anni
dai bambini sordomuti ospiti dell'Istituto,
abusi sessuali e botte ad opera di sacerdoti e
fratelli laici all'interno del Provolo. Abusi
che emersero a distanza di decenni e sulla cui
veridicità monsignor Zenti espresse critiche e
forti dubbi, parlò di denunce di abusi usati
come ricatto per usufruire dei beni
dell'Istituto, parlò di plagio.
Finisce così, con un incontro privato (l'accesso
nella stanza del vescovo è stato concesso ai
soli fotografi) e con un patto tra gentiluomini:
la denuncia verrà ritirata e oggi l'udienza
davanti al gip Isabella Cesari (che avrebbe
dovuto decidere sull'accoglimento della
richiesta di archiviazione della posizione
monsignore, indagato per diffamazione) terminerà
con la pronuncia di «non luogo a procedere per
intervenuta remissione di querela».
LE SCUSE. Monsignor Giuseppe Zenti «ha
manifestato le proprie scuse al signor dalla
Bernardina», riporta il comunicato, «pur
chiarendo e precisando di non aver mai voluto
offendere né il signor dalla Bernardina
personalmente, né l'associazione sordi e tanto
meno meno i sordi associati». E riguardo alle
frasi «le esternazioni del vescovo piuttosto
erano dettate dalla volontà di difendere la
propria diocesi da quelle che, in quel momento,
sembravano essere accuse ingiustificate».
LE RASSICURAZIONI. Le scuse e l'accettazione di
colui che si sentì offeso dalle esternazioni:
«Giorgio dalla Bernardina dal canto suo accetta
le scuse e ribadisce di non aver mai ricattato,
mai plagiato i sordi e mai falsificato o scritto
di proprio pugno le dichiarazioni rese dai sordi
inerenti ai fatti di pedofilia, di non aver mai
avanzato pretese sui beni del Provolo e di non
mai pensato di ambire alla carica di presidente
nazionale dell'Ens».
LA COLLABORAZIONE. L'intento comune sarà una
«fruttuosa collaborazione improntata al
reciproco rispetto». In nome di questo l'accordo
più importante: «la fattiva collaborazione
dell'associazione Provolo nell'ambito
dell'inchiesta che la Curia si appresta a
realizzare con la creazione di una commissione
indipendente, terza ed imparziale, al fine di
accertare i fatti di pedofilia denunciati dai
sordi ex allievi dell'Istituto». Quell'inchiesta
disposta dal Vaticano un paio di mesi fa, che
non è iniziata fors'anche perchè in sospeso
c'erano le dichiarazioni del gennaio 2009. Quei
dubbi sulla veridicità dei racconti
rappresentarono un'altra difficoltà da superare
dopo abusi e anni di silenzio. Quella difficoltà
da ieri è ufficialmente diventata
collaborazione.
Fabiana Marcolini
http://www.larena.it