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Cure palliative, dopo il sì del Senato il ddl ritorna alla Camera

Tra le modifiche apportate al testo ci sono l'impegno del governo "a considerare l'opportunità e la fattibilità di produrre in Italia i farmaci a base di cannabis", la libertà per il paziente di scegliere il luogo dove vivere la propria malattia e la formazione di personale sanitario specializzato

Camera dei deputati

ROMA - Via libera bipartisan del Senato al ddl sulle cure palliative. Il testo è stato modificato rispetto a quello approvato lo scorso 16 settembre dalla Camera, dunque tornerà a Montecitorio in terza lettura. "Essere riusciti ad approvare una legge che da oggi consentirà anche a chi è malato gravemente di affrontare con minor sofferenza e maggiore dignità la sua condizione - sottolinea il senatore del Pdl, Luigi D'Ambrosio Lettieri - è una grande conquista di civiltà, resa possibile dal confronto politico tra tutti gli schieramenti, come si è registrato sia nel dibattito alla Camera sia in quello al Senato". Una legge "tutta dalla parte dei cittadini che soffrono e delle loro famiglie, che ha il merito di segnare una rivoluzione in materia di terapie antalgiche e cure palliative, dove l'Italia scontava ritardi a dir poco inaccettabili".

Tra i punti principali della normativa la possibilità di produrre medicinali a base di cannabis in Italia, la semplificazione dell'accesso ai farmaci anti-dolore, l'allargamento delle reti dei presidi e delle strutture specializzate (anche day hospital e ambulatori), la formazione di personale sanitario specializzato, la costituzione di un Osservatorio nazionale permanente sulle terapie del dolore". Si tratta di misure, aggiunge D'Ambrosio Lettieri, che "che colmano un vuoto legislativo che aveva effetti devastanti sui pazienti e sulle loro famiglie, consentendo di migliorare la qualità di vita dei primi e di sostenere adeguatamente le seconde". "Una legge organica sulle cure palliative era attesa ormai da molto tempo e da tanti italiani - dice in aula il senatore dell'Idv Alfonso Mascitelli - questa legge contiene due aspetti molto importanti: stabilisce il diritto alla continuità assistenziale e definisce la libertà da parte del paziente di scegliersi il luogo dove farsi curare, ma soprattutto dove poter vivere gli ultimi giorni della sua vita".

Per la senatrice del Pd, Fiorenza Bassoli, capogruppo in Commissione Sanità, è "un passo in avanti verso la costruzione di una rete di cure palliative per i malati terminale e di cura del dolore, servizi di cui il nostro Paese è molto carente". Mentre per il relatore del ddl Stefano De Lillo (Pdl) questa di "oggi è una giornata storica. Dopo anni di sterili discussioni il Senato ha approvato all'unanimità una legge che si pone l'obiettivo di curare quelle persone considerate non più guaribili e verso le quali, proprio per questo, deve essere garantita maggiore attenzione assicurandogli quella dignità umana che meritano". Raffaele Calabrò (Pdl), invece sottolinea come "il via libera al disegno di legge sulle cure palliative e la terapia del dolore segna un secondo e altrettanto importante passo in avanti di un unico percorso legislativo, iniziato con l'approvazione della legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Il testo sulle cure palliative e sulla terapia del dolore rappresenta per certi versi l'altra faccia della luna".

Ma non sono mancate nemmeno le critiche. Per il vicepresidente del gruppo del Pd in commissione Sanità, Daniele Bosone, "si poteva fare di più: infatti, ci si è fermati su un appunto formale della commissione Bilancio che poteva essere superato dalla volontà del Parlamento e che avrebbe permesso a tutti i medici che si occupano di terapie del dolore di prescrivere le terapie attraverso il ricettario semplice". Dorina Bianchi invece, vicepresidente dei senatori Udc, ha sottolineato il problema della difformità regionali, evidenziando come "molte regioni svantaggiate non siano in grado di assicurare una assistenza domiciliare adeguata", e ha auspicato "che questa buona legge non rimanga un contenitore quasi vuoto, senza finanziamenti adeguati". (mt)

(28 gennaio 2010)

Fonte: www.superabile.it

 

il CONTRIBUTO DI Gabriele Filistrucchi

 

 

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