Dal 2007 la Caritas cittadina sostiene il progetto "Parla più forte" a favore dei bambini non udenti della scuola di Pllane, in Albania, destinato a diventare il primo centro per la diagnosi precoce di sordità nei Balcani. Grazie a medici, logopedisti e insegnanti volontari e alla tenacia di suor Caridad

TERNI - "Mi trovavo a Pllane, un villaggio nella provincia di Lezhe in Albania, per una missione della Caritas. C'era stata una violenta alluvione e noi volontari stavamo provvedendo a trovare delle sistemazioni per gli oltre 15mila sfollati della zona. All'improvviso, io e i miei compagni siamo stati letteralmente circondati da un gruppo di bambini curiosi e fra questi ce n'era uno che mi parlava in modo strano, con suoni gutturali. Non ho capito che era un bambino sordo e, preso dalla fretta, senza prestare attenzione, gli dicevo ‘Parla più forte, non ti capisco'. Solo dopo ho compreso, vedendo poco distante un istituto e delle suore in mezzo ad altri bambini che, come il piccolo che mi si era avvicinato, comunicavano a gesti e con suoni gutturali". E' così, quasi per caso, che Nicola Cimadoro entra in contatto con la scuola che a Pllane le suore del Divino Zelo gestiscono da anni e che accoglie 25 bambini non udenti. Ed è così che nasce il progetto della Caritas di Terni "Parla più forte", "per ricordare quell'incontro e rimediare - racconta ancora Nicola Cimadoro - alla mia incapacità a capire subito che mi trovavo di fronte ad un bambino sordo che però voleva a tutti i costi comunicare con me".
Da allora Cimadoro, che per la Caritas ternana gestisce i progetti di emergenza, si è occupato con tenacia e sollecitudine speciali dei bambini sordi di Pllane e delle suore che da sedici anni li accolgono in istituto, li fanno studiare e si prendono cura di loro, con interventi sanitari e riabilitativi. Il progetto "Parla più forte" è partito nel 2007 e in questi anni ha contribuito a sostenere la scuola di Pllane con numerose iniziative. "Ci rechiamo periodicamente in istituto insieme con gruppi di medici, logopedisti e insegnanti volontari - racconta Cimadoro - per garantire una formazione costante al personale della zona e per portare nuovi macchinari e nuove protesi acustiche. La Caritas si fa carico di tutti i costi di trasferimento e alloggio dei volontari, ma ci sono tanti donatori privati, tra cui anche importanti aziende, che ci garantiscono continuamente sostegno e mezzi per far crescere la scuola". E in questi anni l'istituto è cresciuto davvero, perché oltre al convitto e alla scuola vera e propria che va dalla materna alla secondaria, ospita anche un ambulatorio di riabilitazione e si sta attrezzando per avviare interventi di diagnosi precoce della sordità infantile.
Suor Caridad Magadia, di origine filippina, è una delle suore della "vecchia guardia". Ha visto nascere la scuola di Pllane ed è una delle protagoniste del progetto "Parla più forte". Oltre ad essere un'insegnante, suor Caridad è una protesista, ovvero una tecnica specializzata nella realizzazione di nuove protesi autistiche e nell'adeguamento di quelle obsolete o mal funzionanti che arrivano a Pllane in beneficienza. Suor Caridad le rimette a posto e li riutilizza per i suoi bambini. Nelle scorse settimane è arrivata in Umbria per seguire un corso di formazione in audiometria, che le consentirà di utilizzare gli strumenti per la diagnosi precoce nei neonati e per il monitoraggio costante dei bambini con gravi forme di sordità. "Il nostro ambulatorio si sta attrezzando sempre meglio - racconta la religiosa - possiamo dire che sarà l'unica struttura sanitaria nei Balcani che può effettuare con precisione la diagnosi precoce e garantire interventi di riabilitazione periodici ai bambini disabili. Nei giorni di permanenza in Umbria ho avuto due insegnanti straordinari: il dottor Maurizio Carloni della Asl di Terni e il dottor Giampietro Ricci della clinica universitaria di Otorinolaringoiatria dell'ospedale di Perugia".
"Il poliambulatorio specializzato di Pllane, a cui si affiancheranno presto anche quelli generali dei villaggi vicini di Ungrej e Shenkoll è un po' il fiore all'occhiello del lavoro che la Caritas di Terni compie da anni in Albania - sottolinea Cimadoro - ma tutto questo è stato possibile perché l'operato delle suore del Divino Zelo ha aperto la strada e realizzato quasi un'isola felice per questi bambini, pur con pochi mezzi e affrontando mille difficoltà, di tipo culturale oltre che economico e organizzativo". La scuola di Pllane non è una scuola speciale. I bambini che la frequentano sono in totale 260, e di questi ventinove hanno disabilità uditive; solo quattro di loro tornano a casa nel fine settimana, gli altri venticinque rimangono in convitto perché le loro famiglie vivono in villaggi molto lontani e difficili da raggiungere. Ma la scommessa che le suore hanno vinto da anni è l'integrazione scolastica tra bambini sordi e bambini normodotati.
"Non ci sono classi differenziate nella nostra scuola - spiega Suor Caridad - abbiamo i logopedisti che affiancano gli insegnanti e i bambini imparano tutti la lingua dei segni e comunicano tra di loro con naturalezza. Nel pomeriggio, poi, i logopedisti seguono individualmente i bambini sordi che così non subiscono rallentamenti, rispetto ai loro compagni, nell'apprendimento. Se il bambino sordo affronta e, in un certo senso, condivide la propria disabilità con i compagni, sarà lui stesso ad aiutare la famiglia ad accettare l'handicap". "Nella cultura albanese, infatti - precisa suor Caridad - la sordità è fortemente discriminata e molti bambini sordi vengono abbandonati alla nascita. E magari sono bambini che possono essere recuperati se il problema viene diagnosticato entro i primi mesi o al massimo i primi due anni di vita". La Caritas di Terni e il progetto "Parla più forte" può contare anche sulla collaborazione della Regione che ogni anno sostiene i costi per un intervento chirurgico di impianto cocleare, che si aggira sui 60mila euro. Ogni anno, dunque, un bambino albanese con grave sordità può avere questa opportunità. "Il 4 agosto arriverà a Perugia una bambina per essere operata - dice suor Caridad - e spero entro l'anno di poter avere a Pllane il collegamento con Internet in modo da monitorare a distanza con i medici di Perugia il decorso post -operatorio della bambina. Sarebbe per noi una conquista importante ed il completamento di un progetto unico nei Balcani". (mtm)
(11 agosto 2009)

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