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Disabile in sciopero della fame "Liberate mio fratello"

L'uomo, affetto da distrofia muscolare, è fermo da una settimana davanti al tribunale attaccato a un respiratore. Chiede i domiciliari per il familiare, l'unico a potersi prendere cura di lui

 

Da una settimana è fermo davanti al tribunale di Pistoia, seduto sulla sua sedia a rotelle, con accanto il respiratore artificiale che lo tiene in vita. Più volte è stato portato in ospedale. Ma Giorgio Pagano, 30 anni, non demorde. Da dodici mesi ha scoperto di soffrire di distrofia muscolare, malattia che ha cambiato la sua vita e che gli ha provocato non pochi problemi al cuore, fino all’impianto di un pace-maker. L’unico a prendersi cura di lui ad Ascoli Piceno era il fratello, che però il mese scorso è stato arrestato per spaccio di droga. Ma i pm non gli hanno concesso i domiciliari, neppure per aiutare Giorgio. E lui ha deciso di protestare con uno sciopero della fame davanti al tribunale.

Il fratello, tossicodipendente, era stato trovato con un chilo di hashish in macchina, mentre tornava da Lucca, dove abitano le figlie e dove aveva iniziato da tempo un programma per disintossicarsi. Appena fermato, ha ammesso tutto. Ma era già finito in carcere per lo stesso reato. Perciò i giudici non gli hanno concesso le misure cautelari alternative.

Per Giorgio tutto è diventato più difficile:  "Gli assistenti sociali vengono un’ora a settimana. Ma io ho bisogno di una persona che mi segua, perché il cuore a volte si ferma e necessito di qualcuno che in quei momenti mi aiuti".

Ha scritto lettere ai giudici, è andato a parlargli. L’avvocato Felice Franchi, che lo assiste, ha chiesto due volte la scarcerazione del fratello, ma non c’è stato niente da fare. nella seconda domanda, aveva previsto anche un programma di riabilitazione ad Ascoli, così che fosse seguito nella sua città.

"Una donna che ha dei figli a cui badare ottiene i domiciliari. Io vorrei lo stesso per mio fratello", spiega Giorgio. "Ho detto ai magistrati di rimandarlo in carcere la sera, di mettere le telecamere in casa, di toglierci tv. giornali, internet. Ma senza di lui io muoio. Allora tanto vale che muoia qui, davanti al tribunale".

"La legge prevede che ci siano concessi ai domiciliari a un tossicodipendente se non ci sono motivi di eccezionale gravità che lo possano negare", racconta l’avvocato. "Noi non crediamo che ci siano. Ma l’importante, ora, sarebbe pensare a Giorgio".

Anche la senatrice dei Radicali, Rita Bernardini, si è mossa per lui. Oggi il segretario del ministro Angelino Alfano ha assicurato che si impegnerà per risolvere la questione. iorgio oggi vive con una pensione di invalidità di 463 e un assegno di accompagnamento di 255 euro. Troppo pochi per pagarsi un altro tipo di assistenza privata.

 

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