Disabili: Senato da' via libera a ratifica convenzione ONU
Roma, 28 gen
''E' riconosciuto alle persone con disabilita' il
diritto
di godere del migliore stato di salute possibile, senza
discriminazioni in base alla condizione di
disabilita', anche attraverso interventi e servizi
volti a ridurre al minimo e a prevenire ulteriori
disabilita', e a prevenire il
rifiuto discriminatorio di assistenza medica o di prestazione di
cure o di cibo e liquidi in ragione della disabilita'''.
Entra di prepotenza nel dibattito sul testamento
biologico l'art.25 del ddl 1279 contenente la ''Ratifica ed
esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone
con disabilita', con Protocollo opzionale, fatta a New
York il 13 dicembre 2006 e istituzione
dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone
con
disabilita''', che ha avuto oggi il via libera dal Senato. Una
disposizione, quella relativa al ''rifiuto
discriminatorio di assistenza medica o di prestazione
di cure o cibo e liquidi in ragione della disabilita''' che
riporta al controverso caso Englaro e che lo stesso
relatore del DDL, Luigi Compagna (PdL) ha
definito ''di notevole importanza, ed anche di stringente
attualita'''.
La Convenzione - il cui testo era gia' stato oggetto di controversie in
dicembre quando la Santa Sede, pur giudicando positivamente
l'iniziativa, aveva ribadito il rifiuto a
firmare il testo nel timore che dietro all' impegno
per la ''salute riproduttiva'' si nascondesse il
ricorso all' aborto - sancisce per le persone
con disabilita' i principi fondamentali di pari opportunita'
e di non discriminazione, affinche' esse possano
godere, sulla base degli ordinamenti degli Stati di
appartenenza, degli stessi diritti riconosciuti agli
altri consociati.
Il documento si compone di un preambolo e di cinquanta articoli, con lo
scopo di ''promuovere, proteggere e assicurare il
pieno e uguale godimento di tutti i diritti e di
tutte le liberta' fondamentali da parte delle persone con
disabilita', e promuovere il rispetto per la loro intrinseca
dignita'. La condizione di disabilita' viene
ricondotta all'esistenza di barriere di varia
natura che possono essere di ostacolo a quanti, portatori di
minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o
sensoriali di lunga durata, hanno il
diritto di partecipare su base di uguaglianza alla vita della
societa'''.
Tra i principi generali della Convenzione ''la dignita', autonomia e
indipendenza delle persone con disabilita' e la non
discriminazione (articolo)
3), mentre tra gli obblighi generali degli Stati aderenti vi e' l'impegno
ad adottare tutte le misure legislative,
amministrative e di altra natura che si rendano
necessarie per realizzare i diritti riconosciuti dalla
Convenzione.
Fronte:asca.it
il
CONTRIBUTO DI
Cosimo Cirillo |