COMUNICAZIONE VELOCE A TUTTI A SORDI GRAZIE X
FILM UNA VERA STORIA
BELLISSIMA,
MA PECCATO SENZA SOTTOTITOLATI

MAI VISTO IN ITALIA, PRIMA VISIONE ASSOLUTA!
DURATA 180’ 14 GIUGNO ORE 18:00 
Il
film (Bloccato
dalla censura, film
scandalo sull’occupazione italiana in Libia)
Dopo trent’anni, via il divieto italiano
al «Leone del deserto»
La memoria è spesso dolorosa,
ma gli italiani sono maestri nell'esercizio
dell'oblio: delle pagine nobili ma «politicamente
imbarazzanti», come l'eroismo del console fascista
Guelfo Zamboni, che salvò dalla deportazione tutti
gli ebrei italiani di Salonicco; e delle pagine
vergognose, legate al passato coloniale. Come
accadde in Libia con la feroce repressione del
generale Graziani, inviato da Mussolini per
stroncare la resistenza di tremila guerriglieri
senussi, guidati dall'eroe beduino Omar Mukhtar.
Gheddafi è arrivato a Roma con la sua foto appuntata
sulla divisa.
Mukhtar fu impiccato da prigioniero di guerra.
All'inizio degli anni 80 Gheddafi decise di
finanziare un film colossal su Mukhtar, «Il leone
del deserto», con il meglio dello star system di
allora: Anthony Quinn, Irene Papas, Rod Steiger,
Oliver Reed, Raf Vallone e Gastone Moschin. Denis
Mack Smith lo definì un documento unico sulle
atrocità coloniali.
In Italia il film è stato vietato per quasi 30 anni.
Nessun distributore lo ha acquistato, e quando fu
proiettato in una sala di Trento intervenne la Digos
con l'ordine di sequestro voluto da Giulio Andreotti
per «vilipendio delle forze armate italiane». Tutti
i tentativi di riproporlo (Craxi l'aveva promesso a
Gheddafi) sono falliti. Fino a oggi ( Sky lo propone
questa sera alle 21 su Cinema Classics). Il
colonnello, sul divieto del film, ha ragione. Anche
se vi fece inserire una bugia, distinguendo il ruolo
di Mukhtar dalla Confraternita islamica dei senussi,
di cui re Idris era la bandiera. Voleva che
diventasse un prode cavaliere solitario, per
potersene proclamare erede.
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