Parla la direttrice Carlotta Besozzi: ''La legislazione europea in materia di discriminazione non è sufficiente, andrebbe preso l'esempio degli Usa, molto più avanti in particolare per l'accessibilità''
BRUXELLES - "La legislazione europea in materia di discriminazione non è sufficiente a proteggere i cittadini disabili dell'Ue e la presidenza svedese può e deve fare di più per le persone con disabilità". A dirlo è Carlotta Besozzi, direttrice dello European Disability Forum, un un'intervista al quotidiano online Euractiv concessa al suo rientro da New York, dove l'Edf ha partecipato alla conferenza Onu dei Paesi che hanno ratificato la convenzione sui diritti dei disabili. Secondo Carlotta Besozzi, l'Europa dovrebbe prendere esempio dagli USA per quanto riguarda la legislazione in materia di protezione dei disabili: "L'American Disabilities Act è una legge che, in alcuni aspetti, è molto più avanzata rispetto a quelle in vigore in molti Paesi europei. Penso in particolare all'accessibilità. Il merito dell'entrata in vigore di questa legge in America, va in gran parte attribuito alla lotta dei veterani della guerra del Vietnam. In Europa, invece, la protezione per le persone con disabilità è un po' a macchia di leopardo: alcuni Paesi eccellono negli standard di istruzione per i bambini disabili, altri sono molto avanti per quel che riguarda la lotta alle barriere architettoniche, altri ancora hanno dei trasporti particolarmente accessibili. Manca però l'uniformità. Per esempio l'Italia ha un ottimo sistema di istruzione per i bambini con disabilità, ma resta carente se si considerano gli altri aspetti".
Per quanto riguarda il bilancio delle attività della passata Commissione in merito alle persone disabili, la Besozzi individua luci e ombre: "Grandi progressi sono stati fatti nel settore dei trasporti e dei diritti dei passeggeri - afferma - ma d'altro canto la proposta di direttiva contro la discriminazione che è ora in discussione in Consiglio non ci soddisfa per niente. Già la prima bozza era carente in merito a specifiche provvisioni per la protezione dei disabili, poi la passata presidenza l'ha annacquata ulteriormente, rendendola a nostro parere inefficace. La presidenza svedese può e deve migliorare la proposta di direttiva, prima che questa venga approvata. Se non lo fa, è meglio che la Commissione rediga un altro testo. D'altra parte, le campagne in favore delle persone con disabilità, hanno portato a far sì che l'UE firmasse la Convenzione ONU e questo è un fatto molto positivo".
Infine sulla crisi economica la Besozzi afferma che "i disabili sono doppiamente svantaggiati, sia per quanto riguarda la ricerca del lavoro o di condizioni di lavoro soddisfacenti, sia per quel che concerne misure che gli Stati membri o l'Ue nel suo insieme sono restii a prendere a tutela delle persone con disabilità, per non dover affrontare costi extra in un periodo in cui si cerca di porre limiti alla spesa sociale. (Maurizio Molinari)
(10 settembre 2009)

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