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BUENAS NUEVAS
NOTIZIARIO DI VITA E TESTIMONIANZA CRISTIANA
– Giugno 2010
Stampato in proprio e distribuito
gratuitamente
C’E’
SPERANZA PER TE
Dedicato ad un malato terminale di cancro
Circa 6 mesi fa
sei andato dal tuo medico perchè sentivi degli
strani e fastidiosi disturbi. Il medico ti ha
detto che dovevi fare
delle analisi per vedere con precisione che cosa
avevi. Alla fine gli hai portato l’esito degli
esami clinici e lui ti ha
detto che hai un tumore. Forse tu già
temevi che si trattasse di questo
male ma lui ti ha
dato la conferma. Però ha cercato di
tranquillizzarti dicendoti
che con la chemioterapia potevi migliorare e
anche guarire. Allora hai cominciato la cura e
hai fatto tante sedute di chemioterapia che ogni
volta ti
indebolivano, e oltre a ciò non vedevi alcun
miglioramento e hai cominciato a pensare che
forse la chemioterapia non era in grado di
eliminare il tumore. E adesso sei lì, in questa
triste situazione, e spesso pensi: “forse
per me è finita; le mie condizioni si vanno
aggravando e probabilmente si aggraveranno
sempre più. Forse soffrirò molto e alla fine non
ci sarò più. Mai come adesso
vedo la morte come una realtà così vicina, come
un percorso obbligato. E’ mai possibile
che devo fare questa fine? Ho fatto tanti
progetti… mi godevo
la vita…ed ora non ho più speranza. Il mio male
avanza inesorabilmente ed io non posso fare
niente, i medici e gli specialisti non possono
fare più niente per me: sono condannato a
morire.” – Caro amico
o amica, forse sei un malato terminale, ma io ho
una buona notizia per te: con Gesù Cristo c’è
speranza per te. Se tu lo
invochi, se tu lo cerchi, se tu lo accetti
veramente come tuo personale Salvatore, Lui
infonderà nel tuo cuore la speranza.
L’apostolo Paolo, scrivendo ai credenti, disse:
“Quantunque il nostro uomo esterno (cioè
il corpo), vada in disfacimento, pure il nostro
uomo interno (l’anima), si rinnova di giorno in
giorno (2^ Corinzi 4:16). Se
tu potessi credere che questo nostro corpo è
come un guscio, simile al guscio di un uovo che
contiene un pulcino. Il pulcino
dall’interno becca il guscio fino
a quando questo si
rompe e si apre e per lui comincia una nuova
vita. Così anche noi, se abbiamo Cristo in noi,
la morte è solo un
passaggio ad una nuova, migliore ed eterna
realtà. Gesù venne 2000 anni fa in questo mondo
e guarì tanti malati, donò la vista ai ciechi,
l’udito ai sordi, guarì malati incurabili e
risuscitò perfino i morti. Ancora oggi Egli è
una realtà per chi crede in Lui.
Se tu lo cerchi con
tutto il cuore, Egli si lascerà trovare da te.
Ciò che Lui vuole offrirti, più
di ogni altra cosa, è
la salvezza della tua anima. Lui potrebbe anche
guarire il tuo corpo,
infatti tante persone sono state guarite
da Gesù da quando Lui è tornato in Cielo, dopo
la sua resurrezione, fino ad oggi.
E Dio potrebbe
guarire anche te, ma ricordati, che seppure Egli
ti desse altri 20 o 30 anni di vita in più, poi
tornerebbe quel momento in cui, come adesso, la
morte verrebbe nuovamente a reclamare la tua
vita, e gli anni che avresti vissuto in più
sarebbero presto dimenticati e non avrebbero più
alcun valore. Adesso è il momento che tu devi
prepararti per l’eternità, rimandare
potrebbe essere molto
pericoloso. Sei arrivato ad un bivio, e ci sono
solo due strade davanti a te. Il Vangelo te le
mostra chiaramente. Gesù disse: “Larga è la
porta e spaziosa è la via che conduce alla
perdizione, e molti entrano per
essa. Stretta è
invece la porta e angusta la via che conduce
alla vita, e pochi sono quelli che la trovano”
(Matteo 7:13,14).
E tu, quale di queste
due vie stai percorrendo? Tieni ben presente che
una conduce al Cielo, l’altra all’inferno. Devi
fare una scelta: o seguire Gesù, la via stretta,
oppure seguire il mondo con le sue menzogne e i
suoi peccati, cioè la
via larga. Anni fa conobbi una donna anziana,
una vera credente, che aveva un cancro ai
polmoni. Era una donna molto provata, era
rimasta vedova ed aveva
in casa una figlia malata di mente, la quale a
volte l’aggrediva. Andai a visitarla. La trovai
seduta e con la maschera dell’ossigeno alla
bocca perché non poteva più respirare
normalmente. Ormai il male non le permetteva più
neanche di sdraiarsi nel letto perché poteva
morire soffocata. Ma
nonostante questo, dalla sua bocca non usciva
nessuna parola di disperazione, anzi diceva
continuamente: “Gloria a Gesù!” – Lei non aveva
paura di morire perché con Gesù nel cuore, la
speranza non muore mai, anzi diventa certezza
che chiudendo gli occhi in questo mondo, li
riapriremo nella gloriosa presenza di Dio.
Cordialmente
vostro
Amedeo
Bruno
QUANDO DIO UNISCE
La storia di Ramon e Francesca
La storia di Ramon
Il mio nome è
Ramon e sono nato a Madrid (Spagna). Fino
all’età di 16 anni abitavo in casa con i miei
genitori ed ero sottomesso ai loro insegnamenti.
Poi trovai un lavoro e cominciai ad essere
indipendente frequentando
però delle amicizie sbagliate che mi
portarono all’alcol e alla droga. All’età di 21
anni partii per il servizio militare dove mi
arrivò la notizia che mio padre era morto e ciò
mi portò a cadere sempre più nell’alcol e nella
droga. Mi arruolai come paracadutista e, dopo
che ebbi finito il servizio militare, andai in
Olanda come emigrante. Cominciai a lavorare in
una fabbrica, ma poiché facevo uso di droga, mi
licenziarono. Andai poi in Francia dove feci
diversi lavori, ma sempre a causa dell’alcol e
della droga anche quei lavori fallirono. Ero
molto scoraggiato e mi sentivo solo, e decisi di
prendere con me dei cani i quali furono gli
unici miei amici per molti anni. Un giorno mi
ricordai della mia infanzia, quando mia madre mi
diede un manoscritto dell’Evangelo; piangendo mi
chiedevo se Dio esisteva veramente e se mi
poteva tirare fuori dalla
mia triste situazione e darmi anche una
compagna. Il Signore mi parlò nella mente
dicendomi: “Non sei stanco
di questa vita? Lascia la bottiglia! Io ti darò
la compagna e la terra promessa.”
– Alla voce del Signore cominciai a fare
autostop da Marsiglia a
Genova e da Genova presi un treno per
andare a Palermo. Lì il Signore mi guidò nella
Chiesa cristiana evangelica del pastore
Chinnici. Dio mi liberò dall’alcol e da ogni
vizio ed io accettai il
Signore Gesù Cristo come mio personale
Salvatore e mi battezzai in acqua come è scritto
nella Parola di Dio. Trovai lavoro in una villa
come guardiano; lì feci un sogno nel quale
vedevo una ragazza con i capelli lunghi, e a
braccia aperte la chiamavo per tre volte
Francesca. Un giorno, mentre mi trovavo in
chiesa, vidi una ragazza che passava accanto a
me, e la stessa voce che mi aveva parlato a
Marsiglia mi disse: “Vai verso di lei, perché è
la tua futura sposa.”
– Sentii una grande
forza nelle mie gambe che mi spingeva verso di
lei, e le dissi ciò che Dio mi aveva detto. Dopo
quattro anni ci sposammo ed insieme
serviamo il Signore.
Dio vi benedica.
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La storia di Francesca
Il mio nome
è Francesca, conobbi
il Signore all’età di 17 anni. Fin da piccola
avevo dei disturbi particolari e
a motivo di questo
la mia famiglia mi portò da diversi medici ma
senza alcun risultato. Compresi alla fine che
avevo bisogno di una
grande liberazione. Cominciai a frequentare i
culti nella chiesa cristiana evangelica, durante
i quali stavo male, e
questo durò per diversi mesi. Ero molto
combattuta in famiglia perché non accettavano
che io avessi lasciato l’insegnamento della
chiesa cattolica, abbracciando la fede in Gesù
Cristo, il vero Dio. Dopo molti mesi, durante
una predicazione, il Signore mi liberò e mi
battezzò con lo Spirito Santo,
come è scritto nel
libro degli Atti degli Apostoli, capitolo 2.
Provai una grande
gioia nel mio cuore, e mi sentivo molto leggera
nello spirito. Poi mi feci battezzare in acqua
come insegna la
Bibbia. In quel periodo chiesi in preghiera a
Dio di provvedermi un marito. Un giorno, alla
fine di una predicazione, un fratello (adesso
col Signore) mi accompagnò a casa con la sua
auto. Durante il tragitto mi disse, da parte del
Signore, che il mio compagno doveva venire da
molto lontano. In quel momento non diedi molta
importanza a quel messaggio, ma dopo alcuni anni
il Signore confermò quella profezia facendo
venire dalla Francia
a Palermo, la città dove vivo, Ramon, colui che
adesso è mio marito. Dio gli disse di andare in
Sicilia dove gli avrebbe dato una compagna di
nome Francesca e la terra promessa.
Adesso siamo
felicemente sposati da 16 anni e serviamo il
Signore insieme. Vorrei dare un consiglio ai
giovani, di non avere fretta di sposarsi, ma di
aspettare chiedendo a Dio il marito o la moglie
adatta a ciascuno. Dio vi benedica.


UNA VITA SPEZZATA
La follia di guidare ubriachi
Quelle che seguono, sono le parole di una
ragazza investita da un auto
guidata da un ragazzo ubriaco. Un
giornalista che era presente sulla scena
dell’incidente, ha scritto queste parole che la
ragazza sussurrava mentre
moriva.
Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una
festa e mi sono ricordata quello che mi avevi
detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di
non bere visto che dovevo guidare, così ho
bevuto una sprite.
Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche
per aver ascoltato il modo in cui tu,
dolcemente, mi hai suggerito di non bere se
dovevo guidare, al contrario di quello che mi
dicono alcuni amici.
Ho fatto una scelta sana e il tuo consiglio è
stato giusto. Quando
la festa è finita, la gente ha iniziato a
guidare senza essere in condizioni di farlo. Io
ho preso la mia macchina con la certezza che
ero sobria. Non
potevo immaginare, mamma, ciò che mi
aspettava... Qualcosa di
inaspettato! Ora sono qui sdraiata
sull'asfalto e sento un poliziotto che dice:"il
ragazzo che ha provocato l'incidente era
ubriaco".
Mamma, la tua voce sembra cosí lontana! Il mio
sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con
tutte le mie forze, di non piangere. Posso
sentire i medici che dicono: "questa
ragazza non ce la fará". Sono certa che il
ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo
immaginava neanche,
mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha
deciso di bere e io adesso devo morire...
Perchè le persone
fanno tutto questo, mamma? Sapendo che
distruggeranno delle vite? Il dolore è come se
mi pugnalasse con un centinaio di coltelli
contemporaneamente. Dì a mia sorella di non
spaventarsi, mamma; dì a papà
di essere forte.
Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si
deve bere e guidare... Forse,
se i suoi genitori glielo avessero detto, io
adesso sarei viva... La mia respirazione si fa
sempre più debole e incomincio ad avere
veramente paura. Questi sono i miei ultimi
momenti, e mi sento così disperata... Mi
piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre
sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe
dirti che ti voglio
bene. Per questo... ti voglio bene e... addio.
Questo giornalista, scioccato per quello che ha
visto, ha iniziato una campagna contro la guida
in stato di
ubriachezza. Se
questo messaggio ha toccato il tuo cuore,
diffondilo tra i tuoi amici e conoscenti. E’
un’opportunità per far capire a tanta gente
che guidare in stato di
ebbrezza è veramente pericoloso, è un
atto irresponsabile che può mettere seriamente a
rischio la vita di tante persone.
“Guai a quelli che la mattina si alzano
di buon ora per
correre dietro le bevande alcoliche, e fanno
tardi la sera, finché il vino li infiammi.”
(Isaia 5:11) –
“Guai a quelli che sono prodi nel bere il
vino e valorosi nel mescolare le bevande
alcoliche.” (Isaia
5:22) – “E non vi inebriate di vino; esso
porta alla dissolutezza; ma siate ripieni
dello Spirito Santo.” (Efesini
5:18)
Cari Amici, la nostra è una missione cristiana
evangelica, il cui scopo
principale è quello di raggiungere le persone
sorde col messaggio puro della Parola di Dio.
Ma il nostro
giornalino è indirizzato anche agli udenti e a
qualsiasi altra categoria di persone perché
l’Evangelo di Gesù Cristo è il messaggio di Dio
per tutta l’umanità.
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