Gli invalidi italiani sono ricchi!
Gli
invalidi italiani sono ricchi, ha ragione il
Governo! Togliete anche l’indennità di
accompagnamento!
Il 7 luglio
manifestazione nazionale a Montecitorio
LETTERA APERTA
Le
parole sono come le pietre, ma i fatti
rappresentano macigni. La manovra finanziaria
non colpisce solo la dignità delle persone
disabili, ma di fatto, scardina lo Stato
Sociale, forma concreta di democrazia rispettosa
dei diritti umani. Sempre che possa essere
definito diritto umano
vivere con 8
euro e 50 centesimi al giorno, a
tanto ammonta la pensione d’invalidità civile
per un totale di 256 euro al mese.
Forse il Governo ha ragione, rappresentiamo
costi superflui! Considerato poi, che la soglia
di indigenza per individui estremamente poveri
ammonta ad un dollaro al giorno (i dati sono
della Banca Mondiale),
scopriamo che
gli invalidi italiani sono ricchi.
E le novità non finiscono qui! Qualcuno ha
rispolverato l’arte della demagogia, far finta
di colpire i falsi invalidi per eliminare quelli
veri.
Ora ci scopriamo anche una società sana. Un vero
miracolo! 8 euro e 50 centesimi al giorno
potranno essere erogati solo alle persone
affette da un’unica minorazione (con percentuale
di invalidità superiore al 74%), mentre quelle
affette da varie patologie inferiori all’85% non
percepirebbero il sussidio. Ci sarebbe dunque il
paradosso che chi è affetto da un’unica
invalidità del 74% percepirebbe la pensione,
invece chi ha più menomazioni anche se arriva
all’84.% non ne potrebbe usufruire .
Vogliono anche introdurre nuovi criteri per
assegnare le indennità di accompagnamento. Se
passasse questo emendamento, praticamente solo
che si trova in uno stato vegetativo potrà
beneficiarne,
in quanto verrebbero inclusi all’indennità solo
le persone che non sono in grado di compiere non
solo un atto, ma tutte le azioni quotidiane
della vita escludendo anche quelli che
deambulano con ausili, cittadini che non
riescono a mangiare, a vestirsi o ad orientarsi
autonomamente.
Il Nomenclatore Tariffario è bloccato da
decenni, così come i livelli essenziali di
assistenza sono fermi. Il collocamento
obbligatorio è un disastro, tant’è che recenti
indagini Istat sostengono che solo il 3,5% degli
italiani disabili ha un lavoro. E’ stato
abrogato il fondo per le non autosufficienze,
sono state tagliate drasticamente le ore per la
riabilitazione fisioterapica, per quella
domiciliare e per l’assistenza; dopo il blocco
del sostegno scolastico e il fallimento dei
progetti di vita indipendente, che fine hanno
fatto il modello biopsicosociale e l’ICF? Perché
il disagio mentale è abbandonato a se stesso?
Non funziona ancora l’Osservatorio nazionale
sulla disabilità, senza poi parlare del problema
gravissimo delle barriere architettoniche e del
diritto alla mobilità.
Il Decreto Legge n. 78 del 31/05/2010 è una
vergogna, non può essere convertito così com’è
da un Parlamento di una nazione che si definisce
civile, perché colpisce le fasce deboli della
società, quelle più emarginate. Le famiglie che
da anni assistono malati gravissimi senza il
sostegno delle istituzioni spesso diventano
anch’esse portatrici sane di disabilità.
Questo provvedimento va cambiato anche in virtù
di una legge che qualcuno ignora, ma che
sancisce i principi della convenzione ONU sui
diritti delle persone con disabilità, che vanno
in tutt’altra direzione.
Per questo, nella forma e nella sostanza,
l’atteggiamento del Ministro dell’Economia
Giulio Tremonti continua ad essere lesivo della
dignità delle persone con disabilità e delle
loro famiglie.
Moltissimi disabili abruzzesi parteciperemo alla
manifestazione nazionale indetta da dalla FISH e
dalla FAND che si terrà il
7 luglio a
piazza Montecitorio per bloccare
questo provvedimento pericoloso, vergognoso,
anticostituzionale e discriminatorio.
(Foto) Claudio Ferrante
Persona disabile abruzzese