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I Sordi nella Valle dell’Eden

            

Estate. Tempo di evasione. Tempo di trascorrere luoghi esotici ed anche periodo di riposo al mare o ai monti. Ognuno, specialmente noi Sordi siamo liberi di andare dove ci pare sia in posti tranquilli o avventurosi. La maggior parte di noi conosce alcune comunità come associazioni di sordi che organizzano eventi su misura e sull’esigenza di qualcuno come gite culturali, appuntamenti in luoghi gastronomici, mostre e manifestazioni ricreative. L’associazione che vanta di organizzare le manifestazioni un po’ impegnative ed ardite anche se promuove come quelle delle altre è niente meno che l’Associazione Amici e Volontari Sordi Valtellinesi. Infatti quest’anno l’Associazione Amici e Volontari Sordi Valtellinesi ha organizzato una nutrita impresa, un po’ rischiosa dalla quale alcuni di noi anche se sono stati felicissimi ci hanno rimesso dei crampi, contusioni e cadute in fiume: camminate in alta montagna, sciapolate, sci, arrampicate, e rafting in torrenti impetuosi. Un esperienza utile ed anche salutare per ognuno di noi nel seguire quei programmi da “rambo” dai quali alcuni nostri arzilli si sono rinvigoriti di qualche anno… È normale che alcuni sordi provenienti di altre regioni e dalla Svizzera seguissero la “Dottrina” dell’Associazione Amici e Volontari Sordi Valtellinesi non per sentirsi superman anche per ritornarsi sempre più in forma. Si conferma a quanto si deduce che proprio la domenica del 24 luglio 2011 uno sparuto di irriducibili sordi, dopo il primo tentativo fallito domenica scorsa per una forte pioggia propagata in Alta Valtellina ci siamo ritrovati all’appuntamento con propri mezzi in Arnoga, un piccolo borgo situato nella Valdidentro (SO) ad un altezza di 1800 metri sul livello del mare. Si sapeva che in quel periodo estivo è piovuto molto, compromettendo le vacanze soleggiate,  con quest’arrivo d’agosto e con già le prime nevicate si rischiava di saltare tutto il programma. Tutti pronti con attrezzature quasi invernali per quel giorno del tempo un po’ incerto di nuvole e di qualche sfuggita nevicata abbiamo cominciato ad incamminare per la strada sterrata del sentiero. Lungo la mulattiera in lunga fila indiana con occhi circospetti abbiamo visitato bellissimi posti ed allo stesso tempo stati attenti di non incappare nelle insidie di cadute accidentali. Camminando e salendo lassù abbiamo incontrato a distanza ravvicinata scoiattoli che saltellavano fra un ramo e l’altro, scorto alcuni bellissimi fiori d’alta quota, laghetti quasi ghiacciati, pascoli liberi di mucche e cavalli, molte cascatelle e torrentizi d’acqua chiarissima ed anche ghiacciata. Alcuni di  noi hanno riempito le loro borracce. Nel tardo mezzodì giunti in uno spiazzo abbastanza scosceso con grossi mazzi sparpagliati ci siamo fermati per un pranzo al sacco. Ognuno in disparte o in famiglia si pranzava di panini farciti o di salamelle. Uno se ne ha portato un buon fiasco di vino… A vederli i nostri “rambo” in assetto di riposo ci sembravano dei vigorosi camosci in santa pace di pascolo… Dopo una frugale “transumanza” ci siamo recati in un vasto altopiano della Val Viola col suo bellissimo lago omonimo, attraversato un ponticello di legno dove scorreva un vivace torrente siamo giunti alla ex caserma di Viola, un capace rifugio dove la maggior parte del tempo alloggia la protezione civile e si esercita in corsi di salvataggio ai frequentatori della montagna. Lì per una breve sosta a pochi chilometri dal confine svizzero ad un’altezza di 2314 metri sul livello del mare ci sembrava di esserci in un paradiso terrestre per quasi d’aver toccato con le nostra dita le magnifiche cime delle montagne d’attorno. Ammaliati ed estasiati per quel panorama da sogno, gustandolo ci sembrava di essere trasportati in cielo e quasi potevamo vedere dall’alto le punte innevate delle montagne.

Passata quell’euforia così paradisiaca, coi piedi a terra e con malinconia ci siamo rimessi in viaggio per il ritorno, scendendo piano giù per il sentiero che ci sembrava più interminabile di quello del mattino. Dopo un’abbondante camminata  di tredici chilometri (totale fra andata e ritorno: km26) accompagnata con sprazzi di accattivante sole e brezze di fresco venticello siamo giunti sul piazzale dove dopo i saluti d’arrivederci siamo ripartiti per le nostre case. Una camminata così impegnativa che salutare soprattutto per quelli anziani e sedentari è stata un’esperienza positiva, dal quale speriamo un dì che loro si rifaranno ancora vivi con noi e soprattutto con l’Associazione Amici e Volontari Sordi Valtellinesi.

Del Grosso Giuseppe

 

 

 

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