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UN PO’ STORIA SULL’
ISTITUTO “LORENZO APICELLA” DI MOLFETTA
VITA ED ESPERIENZA DI UN EX
RAPPRESENTANTE DEI GENITORI AVENTI FIGLI STUDENTI
SORDI
Mi
prendo atto a scrivere questo passo affinché tutti
possano conoscere il contenuto di tale racconto, è
fondamentale comprendere il valore umano che ci ha
ereditato il Canonico Lorenzo APICELLA, come unico
legittimo proprietario della scuola privata, grazie
alla Sua Opera, l’ educazione e l’ istruzione per
i sordi, con disposizione testamentaria (datata il
27.03.1893) le finalità prescritte nell’ utilizzo
della detta struttura, ora affidata nelle mani dell’
attuale Amministrazione Provinciale di BARI. Questa
struttura era nata da un’ iniziativa di illustri
fondatori e collaboratori come Padre Luigi AIELLO
(ex Pia Casa dei Sordi Muti di Molfetta sezione
staccata della Scuola di NAPOLI, era circa l’ anno
1864.), Padre Filippo SMALDONE ( inserimento delle
suore salesiani dei Sacri Cuori da lui fondato per
l’ ordine didattico e ausiliario con l’ appoggio
economico della municipalità molfettese.). Col
passare gli anni vi sono molti cambiamenti nella
struttura furono dovuti alle disposizioni
contrattuali e legislativi da parte della Provincia
di BARI.
Allora entrai per la prima volta, con l’ età di tre
anni, nella sezione maschile del collegio dell’
istituto, era l’ anno 1960. Dopo di me venne anche
mia sorella FRANCA, anch’ essa sorda, nella sezione
femminile del medesimo istituto. Mi ricordai che
c’erano molti bambini, ragazzi che giocavano nel
cortile e sul campo . In questo periodo conobbi Suor
JOLANDA BOFFI, cara e bonaria.
Dalla scuola materna sono passato alle elementari
con la durata di otto anni sotto la diligenza della
maestra DI GIOIA ANNA, affettuosa e paziente.
L’insegnamento era basato sul linguaggio parlato,
seguito dal metodo di vibrazione corporale (capo,
naso, gola e petto) percepita dal tatto, e sull’
apprendimento dei concetti illustrativi ( immagini
accompagnati dagli scritti). Una volta non
esistevano le protesi acustiche. In questi anni
conobbi il direttore GADALETA NICOLA, e molti
impiegati, assistenti educativi e gli insegnanti.
Durante il doposcuola frequentai il laboratorio di
Ceramica e di Disegno. Oltre a questo, nella sezione
maschile, c’ erano anche gli altri laboratori,
preferibilmente a scelta, di tipografia, di
falegnameria, di fabbro, di sartoria e di
calzoleria, mentre invece, nella sezione femminile,
il cucito, il ricamo e l’ uncinetto. Molti ragazzi,
dopo aver conseguito lo studio, trovassero subito un
lavoro grazie a quest’ esperienza scolastica. Venni
a conoscenza Don TOMMASO, l’ attuale Monsignore del
Cattedrale di MOLFETTA, e dopo di lui Don FRANCO, l’
attuale parroco della Parrocchia San DOMENICO di
MOLFETTA. Entrambi erano catechisti e maestri
della religione cattolica, che ogni volta
utilizzavano la cappella dell’ istituto per i sordi.
Alla
Scuola Media Inferiore conobbi il Preside Prof.
BARBARO ALFREDO, aperto e cordiale, e alcuni
professori.
Questa è la storia della mia infanzia .
Dopo
aver conosciuto il presidente nazionale ENS, grand’
uomo Vittorio IERALLA, ancheun altro, direttore
Dioniso MAGAROTTO, fratello del fondatore ENS ,
dell’ Istituto ITC di PADOVA, avuto da loro in
privato la benedizione, mi sono diplomato in
Ragioneria presso una scuola statale ed ho trovato
un posto di lavoro grazie al collocamento
obbligatorio legge 482.68. Dopo essermi sposato mi
trasferii a Molfetta per motivi familiari. Sono
padre di tre figlie, anch’esse sorde e le ho mandate
tutti e tre ad iscriversi nell’ istituto APICELLA,
sotto la direzione del preside Prof. BARBARO
Alfredo , che però sul profilo didattico era molto
cambiato: non c’era più il collegio né l’ ordine
delle Suore Salesiane, né i laboratori del
doposcuola, né la cappella, erano rimasti solo il
laboratorio dell’ educazione acustica e del
linguaggio e il recupero del doposcuola a causa
dell’ integrazione scolastica legge 517/77 che aveva
reso in difficoltà gli utenti , soprattutto i sordi
profondi, con l’ ausilio delle protesi, nel
seguire, in tempo, le lezioni scolastiche, in
compagnia degli studenti udenti.
Mi
ero iscritto nella facoltà di Giurisprudenza ma in
un momento inopportuno l’ istituto APICELLA tolse
anche il doposcuola di recupero e la mensa ai sordi.
Ciò mi costrinse a rivolgere all’ Ente Nazionale
dei Sordi per chiedere un suo intervento in difesa
per gli studenti sordi, tra cui le mie figlie, soci
aggregati, al pari del costo di tesseramento dei
soci effettivi, ma nulla gli era servito, allora mi
spinsi a convocare un’ assemblea dei genitori e ad
istituire un comitato con lo scopo di riunire tutte
le forze necessarie a determinare un obiettivo
essenziale per salvaguardare gli interessi degli
studenti sordi.
Fu
così che ho conosciuto alcuni insegnanti, tra i più
significati ed attivi, sig.ra MASTROPIERRO LUCIA in
segnante della scuola materna; dott.ssa SANTA PIERRO,
direttrice al posto del prof. BARBARO Alfredo
uscente per il pensionamento; dott.ssa DE PINTO ROSA
lo specialista della fonetica; consiglieri dell’
istituto APICELLA dott. CAMPO MAURO, prof. CAPUTI
ONOFRIO; Medici ORL dott. MININNI e dott. GELARDI;
Vescovo TONINO BELLO di MOLFETTA per la
partecipazione liturgica, e altre persone che
avevano fatto un esempio di valori umani.
Dopo
un po’ di tempo mi dovetti dimettere da studente
universitario per fronteggiare la tutela nell’
interesse dei più deboli. Dopo essere Presidente del
Comitato Genitori per circa tre anni fui eletto
consigliere Provinciale ENS di BARI per quattro anni
sotto la guida del Comm. NICOLA DENTAMARO
presidente, e nominato rappresentante per l’
istituto APICELLA di MOLFETTA per circa otto anni
con le ripetute convocazioni di riunione con i
genitori. Oltre a questi operati si erano fatti gli
estremi accordi con gli enti privati, incorporati
nella stessa struttura , preposti ai corsi
professionali dell’ informatica di base per i sordi,
con l’ adeguamento degli interpreti LIS. Molte
iniziative e proposte da parte del consiglio
Direttivo APICELLA sembravano destinate ad essere
puntualmente dimenticati dal Consiglio Provinciale
di BARI. Purtroppo l’ istituto non era abilitato ad
orientare gli studenti sordi nel mondo del lavoro
per la mancanza dei corsi professionali .Dopo questi
operati fui uscito dall’ incarico di consigliere
provinciale per la scarsezza di votazione da parte
dei soci ENS .
Nell’ anno 2000 fui sostituto con un altro
rappresentante per l’ istituto APICELLA, privo di
preavviso scritto da parte del consiglio provinciale
ENS di BARI, senza aver consultato in tempo il
parere dei genitori. Così, da questo inizio,
cominciasse il declino dell’ affluenza degli
iscritti sordi a causa del comportamento
irresponsabile da parte delle parti interessati ,
preposti a curare il mondo scolastico per i sordi,
proprio quando in quel momento il laboratorio dell’
educazione acustica e del linguaggio non c’ erano
più, mentre altri si tennero ad aprire i corsi di
base per il LIS (linguaggio italiano dei Segni) .
Dopo pochi anni l’ ENS di BARI si mobilitò per
evitare la chiusura dell’ istituto APICELLA per la
scarsa presenza di alunni sordi. La struttura
comincia a riempire nel vuoto di altre istituzioni
scolastiche come l’ Alberghiero e ITC SALVEMINI.
Da
voci attuali il destino dell’ istituto APICELLA
venne affidato, per fortuna, nelle mani dell’ ENS
di ROMA forse per progettare un rilancio della
struttura, possibilmente una sede universitaria per
i sordi? Varie iniziative proposte a favore delle
associazioni dei sordi? Oppure saranno l’
educazione e l’ istruzione utili alla formazione
professionale mirate nel mondo del lavoro a favore
dei sordi ? Perché si tratta di non sprecare la
vita scolastica senza un apporto sicuro per l’
integrazione sociale dei sordi.
CAV.MICHELE AMATO
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