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INTERNET E PERSONE CON DISABILITÀ: DALL'ACCESSIBILITÀ ALL'ADATTABILITÀ

Gli standard internazionali non bastano più: l'analisi di Brian Kelly, responsabile dell'Ente di ricerca sulle Biblioteche digitali nazionali del Regno Unito. "La disabilità è una sovrastruttura sociale"

mano che muove un mouse

ROMA - Vista la costante evoluzione del web, il concetto di accessibilità alla rete da parte dei disabili non può limitarsi al rispetto degli standard internazionali e delle linee guida WCAG 2.0. Bisogna passare dal concetto di accessibilità della rete a quello di adattabilità. A sostenerlo, sul notiziario internazionale sull'accessibilità del britannico Royal National Institute of Blind People, è Brian Kelly, responsabile dell'Ente di Ricerca sulle Biblioteche Digitali nazionali del Regno Unito, che a sede presso l'Università di Bath. La definizione di adattabilità, secondo Kelly, si basa sul parere espresso dalla Convenzione Onu sulle persone con disabilità, secondo cui l'handicap non può essere definito di per sé ma deriva dall'interazione fra le persone e le barriere attitudinali e ambientali che ostacolano la loro partecipazione alla società.

"Di conseguenza - spiega Kelly - la disabilità è una sovrastruttura sociale e non una caratteristica propria dell'individuo. In particolare - prosegue Kelly - l'accessibilità alle risorse è l'adattamento di una risorsa alle esigenze ed alle preferenze di un individuo, e non l'attributo di una determinata risorsa". Questa è una prospettiva diversa rispetto a quella che viene espressa dalle direttive Wai (Iniziativa per l'Accessibilità alla Rete) del World Wide Web Consortium, secondo le quali l'accessibilità universale può essere ottenuta concentrandosi esclusivamente sulle singole risorse di rete, sugli strumenti usati per accedere a tali risorse e sulle peculiarità dei browser. L'approccio di Kelly, tuttavia, non rifiuta le valide indicazioni fornite dalle direttive Wai, ma ne chiede un utilizzo pragmatico e non inflessibile. L'approccio basato sull'adattabilità, secondo Kelly,  si concentra sulle sfide rappresentate dai sistemi utilizzati nel mondo reale anziché sull'imposizione delle direttive indipendentemente dal contesto di utilizzo, dalle complessità tecniche dell'odierno ambiente di rete, dalla notevole diversità di impieghi della rete stessa e dalle svariate esigenze e necessità di ogni singolo individuo. Leggi la relazione originale di Kelly e la notizia del notiziario sull'accessibilità del Royal National Institute for the Blind (RNIB). (Maurizio Molinari)

(9 settembre 2009)

 

Fonte: www.superabile.it

il CONTRIBUTO DI g.filistrucchi

 

 

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