Il bambino avrà nove anni non di più ed è seduto davanti ad un piatto di cappellacci burro e salvia in una trattoria del centro. E’ seduto tra i genitori che gli stanno spiegando che deve mangiare, per crescere e diventare grande. Nutrirsi per lui è un odioso passatempo e non è così ansioso di diventare grande. I suoi genitori per convincerlo arrivano sbrigativamente all’argomento risolutivo, cioè quello dei bambini del terzo mondo che muoiono di fame.
Figurarsi, lui quando immagina i bambini del terzo mondo che muoiono di fame di solito la fame gli passa del tutto. Non riesce a vedere una sola ragione per cui quei bambini dovrebbero trarre sollievo dal fatto che lui mangi quel piatto. Mentre ci pensa su passa di li un sordomuto che deposita sul tavolo un pupazzo portachiavi. Il papà dice al piccolo di non prendere il pupazzo perché dopo il sordomuto ripassa e ti chiede dei soldi. Se invece non lo tocchi lui quando ripassa si riprende il pupazzo e se ne va. Suo padre ne sa di cose.
Il piccolo si chiede perché quel sordomuto faccia tutto questo. Pensa che magari quell’uomo ha un figlio che avrebbe piacere di mangiare il suo piatto. Pensa che, seppure a gesti, si potrebbe convincere il sordomuto a barattare il piatto con il pupazzetto. Potrebbe farlo suo padre. Suo padre conoscerà pure anche il sordomutese! Suo padre ha l’aria di sapere tutto, si è vantato per telefono di aver piazzato una villa ad un arabo che ha sei mogli. Il bambino pensa come sarebbe avere sei madri.
Poi pensa che se suo padre è riuscito a convincere sei mogli a vivere nella stessa villa riuscirà a piazzare anche un piatto di cappellacci ad un sordomuto in cambio di un pupazzetto!
Il bambino si chiede come sarebbe se il suo papà fosse sordomuto. Si immagina quale sforzo di gesti e facce dovrebbe fare per convincerlo a mangiare. E ride all’idea, mentre sei madri gli urlano seccate “cos’hai da ridere. Mangia!”
Il bambino pensa che se suo papà fosse sordomuto, sarebbe sordomuto anche lui, perché la natura, gli hanno detto a scuola, fa i figli uguali ai padri, anche se non sempre.
Poi guarda il padre che in quel momento risponde al cellulare. Il piccolo si chiede come farebbe suo papà se fosse sordomuto, come farebbe a non poter usare il cellulare. Poi pensa che hanno inventato il videofonino! E capisce quale utilità abbia per i sordomuti il videofonino. Poter usare un videofonino per i sordomuti deve essere una cosa che gli cambia la vita. Così, giusto per avere un rapporto di misura, come quando a lui avevano regalato la prima playstation.
Magari con i soldi ricavati dai pupazzetti il sordomuto vuole comprare un videofonino.
Come’è che non ci ho pensato prima? Si chiede.
Mangia! Grida sottovoce il padre.
Allora il piccolo pensa che più che mangiare per fare contenti i bambini del terzo mondo che muoiono di fame si potrebbe comprare quel pupazzetto e aiutare il sordomuto a comprare un videofonino. E poi un signore al tavolo di fianco ha lasciato la bistecca e nessuno gli ha fatto notare quanto poco carino fosse il suo gesto. Il signore, fra l’altro, ha preso un pupazzetto e il sordomuto lo ha ringraziato con un inchino ritirando i soldi.
Il bambino segue rapito il sordomuto con lo sguardo. Lo vede uscire fuori dalla trattoria e lo segue con lo sguardo attraverso la finestra. Vede un uomo che si avvicina al sordomuto. L’uomo sembra fare qualche gesto minaccioso verso il sordomuto, guardandosi intorno. Il sordomuto gli dà i soldi che ha guadagnato. Il bambino pensa con dispiacere che il sordomuto non riuscirà a comprarsi il videofonino se regala in giro i pochi soldi che guadagna.
L’uomo che ora intasca i soldi non è un sordomuto, pensa il bambino.
In quel momento squilla il cellulare del padre. Il padre guarda il display e stavolta decide di non rispondere perché -dice alla mamma - è un cliente rompiballe che non conta niente.
Il bambino si imbroncia. Resta in silenzio qualche istante con una certa irritazione si rivolge al papà e gli dice che non è carino non rispondere al cellulare quando ci sono tanti sordomuti che non possono neppure usarlo il cellulare.
Il padre non capisce e rimane congelato per qualche istante su quella frase con uno sguardo tra lo stupito e il preoccupato.