Invalidi, la manovra taglia l’assegno e fa
sparire i fondi per l’assistenza
Un
emendamento nato per cancellare l’iniquità delle
scelte del ministero dell’Economia peggiora nei
fatti la situazione
Le
associazioni manifesteranno mercoledì a
Palazzo Chigi.
Nel frattempo, però, qualcuno si è preso la
briga di fare due conti. E ha scoperto che
dietro la retorica del ministro
Giulio Tremonti
– “tremeranno i falsi invalidi per la manovra” –
l’articolo 10 della manovra economica ha un
effetto molto più dirompente sul welfare di
quanto si ipotizzava all’inizio.
TAGLIO
DEI CONTRIBUTI
-
L’articolo alza la percentuale di invalidità per
ottenere la pensione di 275 euro al mese dal 74
all’85%, e irrigidisce i criteri per il
cosiddetto accompagno, ovvero l’assistenza per
chi non è autonomo, pari a 480 euro.
L’emendamento presentato dal relatore
Antonio
Azzolini doveva
ristabilire la situazione ex ante, mantenendo
l’85% per tutti tranne che per i casi di cecità,
perdita irreparabile di lingua, sordomutismo,
cardiopatia, paresi. In realtà, però, dicono le
associazioni, l’emendamento crea ex post due
categorie di invalidità: chi ha una sola
patologia sta sotto la soglia del 74%, chi ne ha
più di una e supera la soglia senza però toccare
l’85% non avrà un centesimo di più. Scrive
Repubblica
che “una
persona affetta da nevrosi fobica ossessiva
(41-50% di invalidità riconoscibile)e da
disfonia cronica grave (un’alterazione della
voce, 21-30%) non ha diritto all’assegno,anche
se disoccupata e con un reddito non superiore ai
4.408,95 (gli altri due requisiti)”.
DEFICIT PERMANENTE
– L’emendamento, sempre secondo
Repubblica,
interviene anche sull’indennità di
accompagnamento, il cuore delle prestazioni Inps
agli invalidi (12,2 miliardi erogati nel 2009 su
16 miliardi totali, per il 70% ad over 75 che
spendono quei soldi per i badanti), ridefinendo
i requisiti medico-legali. Il
deficit di deambulazione
deve essere permanente e assoluto e
l’incapacità a compiere gli atti della vita ora
si estende agli “atti elementari”. In pratica,
l’anziano che si muove col tripode o in
carrozzina o un disabile mentale che può
camminare non potrà più avere l’accompagno. Lo
avrà chi è allettato, in fase terminale o in
coma. E tutto questo, secondo i calcoli di handylex.org,
per un risparmio di soli 33 milioni.
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