Invalidità, restano i tagli e la protesta
Ci
prova fino all’ultimo e promette di non
arrendersi Maurizio Gasparri, ma il capogruppo
del Pdl al Senato sa già che di molti impegni,
non pochi sono quelli che verranno disattesi dal
Tesoro, e sui disabili, secondo Tremonti, già
molto è stato fatto con l’emendamento
incriminato dalle associazioni. Il capogruppo
del Pdl tenta la carta - Berlusconi, porta
l’istanza al premier, al quale mette anche nero
su bianco la richiesta di rivedere i parametri
per avere diritto alla pensione e
all’accompagnamento. Ma la manovra appare
intoccabile e oltre alla modifica inserita dal
relatore e presidente della Commissione bilancio
Azzollini poco o nulla resta da fare. Mentre le
associazioni sono ormai pronte a scendere in
piazza domani, per far sentire la propria voce.
Il presidente dei senatori del Pdl appare
amareggiato, ma non solo per la dura battaglia:
«Quando ho letto la condanna delle associazioni
all’emendamento, ho fatto presente a Tremonti i
calcoli di Fish e Fand, ma il Tesoro dà un’altra
interpretazione». Gasparri va avanti: «Neanche
io sono soddisfatto delle modifiche di Azzollini,
perché ritengo che vada fatto di più, e sono
molto preoccupato per questa manovra, ma quello
che non sopporto è la reazione delle
associazioni, perché non è vero che non è stato
fatto niente». L’emendamento reintroduce una
lista di disabilità, reclama Gasparri, che erano
state tagliate fuori. «Io, comunque, continuo a
combattere».
I margini però restano strettissimi e ieri
nessuno nella maggioranza, ma neanche nel
governo, sapeva dire molto: in sostanza gli
unici addetti ai lavori sono quelli chiusi in
Commissione bilancio (senatori e rappresentanti
del governo), strettamente vincolati al saldo da
mantenere invariato.
E allora, mentre ormai si respira aria di
fiducia, le federazioni di associazioni di
disabili scendono in piazza e trovano la sponda
del sindacato e del Pd. Per domani alle 10,
davanti a Montecitorio, sono previste
delegazioni di disabili da tutta Italia. La
richiesta è di ritirare, senza girarci intorno,
l’articolo che taglia i fondi ai disabili, e che
nulla ha a che vedere con la lotta ai falsi
invalidi. E di eliminare anche l’emendamento di
Azzollini, con il quale, denunciano Fish e Fand,
si creano «sperequazioni di dubbia
costituzionalità». Una richiesta rivolta al
ministro dell’Economia, visto che, notano, il
ministro Sacconi, «che ha la formale competenza
per le politiche sociali, appare ai margini da
un dibattito dominato dal collega Tremonti».
Roberta
D'Angelo
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