Il racconto di una signora che, disabile fin dalla nascita, ha avuto a che fare con la visita di verifica richiesta dall'Inps: fax e centralini, telefonate e raccomandate, con tutte "le difficoltà affrontate per una semplice visita risolvibile tramite documentazione trasmissibile da ufficio ad ufficio"
ROMA - Ecco il testo di una lettera giunta alla nostra redazione e che racconta le vicissitudini cui una pensionata è dovuta andare incontro dopo aver ricevuto la richiesta di una visita di controllo da parte dell'Inps.
Mi chiamo Lorena Rosini, vivo ad Alcamo, e sono disabile sin dalla nascita nello specifico sono affetta da tetraparesi spastica e da sordità congenita, quindi con doppio handicap. Vorrei raccontare le vicissitudini incontrate nell'attuare la visita di verifica richiesta dall'Inps di recente a numerose persone disabili.
Comincia tutto quando lo scorso giugno mi arriva l'avviso della chiamata a verifica dall'Inps di Trapani per il 24 Luglio. Io dovevo partire per un ricovero programmato a Rimini nel mese di luglio e quindi il giorno della visita sarei stata con ogni probabilità fuori sede. Allora, mio marito cerca di telefonare all'ufficio addetto per spiegare la situazione e per verificare se potevamo inviar loro i miei certificati tramite fax, come era chiaramente scritto sull'avviso per cui certe patologie erano escluse dal controllo personale. Dico cerca,perché riuscire a parlare con l'ufficio in questione è stata un'odissea ogni volta che ci abbiamo provato...Sull'avviso inviatoci, l'unico numero è quello del fax a cui inviare gli eventuali documenti. Il numero unico dell'Inps nazionale non ha altri numeri dell'ufficio che quello del fax, ed il centralino di cui si può rilevare il numero sulle pagine bianche non risponde mai.
Ricorriamo all'ufficio Inps presente in città e proprio sotto casa ( a cui con semplicità si sarebbe potuta lasciare la documentazione perchè la trasmettessero alle sede provinciale) per avere dei numeri telefonici da poter contattare,e riusciamo finalmente a parlare con qualcuno che ci indirizza al numero giusto (sono presenti diverse linee) e finalmente parliamo dopo diversi tentativi con chi ci può dare indicazioni. Ci viene detto che si,in effetti possiamo mandare la documentazione tramite fax,quindi soddisfatti prepariamo il materiale e l'indomani cerchiamo di mandarlo via fax...sorpresa,il fax non funziona,e questo succede anche il giorno dopo. Richiamiamo e ci viene detto che si,in effetti hanno il fax guasto, se magari aspettiamo qualche giorno che risolvano il problema...
Aspettiamo altri tre giorni, poi dovendo partire a breve e visto che il fax ancora non funziona,decidiamo di andare di persona a consegnare la documentazione o comunque far eseguire la visita nella stessa occasione.Veniamo ricevuti e la visita effettuata da una sola persona ed in base alla documentazione portata, ma mancando un certificato, ci viene chiesto di farlo avere alla commissione magari via posta,in modo che,il giorno già deciso per la seduta di visita da loro,abbiano tutto il materiale occorrente per dichiararmi invalida come già sono. Unica cosa da ricordare per me,è di chiamare anche se ricoverata quel giorno in modo tale da poter attestare,sia di essere ancora in vita (sic!) sia di non poter partecipare di persona alla seduta. Spediamo appena tornati a casa il documento mancante e partiamo più tranquillizzati.
Dopo un mese,il giorno previsto,trovandomi ricoverata come prevedevo,invio via fax (finalmente funziona), la certificazione relativa dell'ospedale dove mi trovo,e cerco riuscendoci come sempre dopo numerosi tentativi,di parlare al telefono con i membri della commissione. Mi viene detto che il documento da me spedito (ho la ricevuta di ritorno della raccomandata) non è tra la documentazione che hanno loro (sic!) e che sarebbe meglio che quando torno a casa io mi faccia sentire per prenotare una nuova visita (sic sic!).
Quando torno, dopo alcuni mesi, telefono (ancora in modo problematico) e mi viene risposto che sono già prenotata per la nuova visita nel giro di pochi giorni...per fortuna sono tornata prima perché non ero stata avvisata... Mi presento alla nuova visita portando tutta la documentazione e mi viene richiesto soltanto il documento di cui sopra che non trovano (problema loro!) tra la documentazione. Breve scambio di battute,fotocopia del documento, appena un cenno di un altro componente della commissione alle mie protesi acustiche e finalmente il lungo iter sembra finito.
Morale della favola...ho aspettato e vissuto con ansia questi mesi la prima pensione dopo la visita spaventata dalla possibilità ci fosse qualcosa che non andava. Per fortuna almeno quello va bene, ma sento intorno a me varie voci di persone ingiustamente defraudate di un loro diritto. A tutto questo aggiungo le difficoltà a cui ho dovuto sottostare per una semplice visita risolvibile tramite documentazione trasmissibile da ufficio ad ufficio.
Ma davvero ancora oggi ogni volta dobbiamo dimostrare noi i nostri diritti in questo modo quando ci sono decine di visite e carte che parlano per noi in un sacco di uffici? Davvero la burocrazia se ne infischia così tanto di noi e dei nostri bisogni oltre che giocare sulle nostre paure? Scusate l'amaro sfogo.
Lorena Rosini
(28 dicembre 2009)

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