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NOTIZIARIO DI VITA E TESTIMONIANZA CRISTIANA – Settembre 2009

Stampato in proprio e distribuito gratuitamente

 

LA GRANDE CRISI

 

Dopo la crescita economica e industriale cominciata negli anni sessanta e proseguita negli anni settanta e ottanta, abbiamo assistito, dagli anni novanta in poi, ad un calo costante del benessere mondiale. Gli ultimi mesi dell’anno 2007, hanno dato inizio a quella che possiamo chiamare la più grande crisi economica del nostro tempo. Poi, con l’anno 2008, la crisi ha preso campo in quasi tutto il mondo. Prima con l’aumento continuo e ingiustificato del prezzo del petrolio che ha provocato il crollo di molti settori produttivi; poi con la crisi dei mutui, cominciata col fallimento della grande banca americana Lehman Brothers, che ha fatto tremare tutto il sistema bancario mondiale e infine con la caduta delle borse che ha gettato nell’incertezza tutta l’economia mondiale. La Bibbia già da molto tempo ci avverte dell’arrivo di tempi difficili ed ecco ora li vediamo arrivare. L’apostolo Paolo scrisse a Timoteo: “Or sappi questo, che negli ultimi giorni verranno tempi difficili. Perché gli uomini saranno egoisti, amanti del danaro e del piacere, superbi, spietati, traditori…” – Il Signore Gesù stesso, parlando dei tempi della fine, disse: “Voi udrete parlare di guerre e rumori di guerre, ma guardatevi di non turbarvi perché bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. Poiché si leverà nazione contro nazione, regno contro regno, e ci saranno pestilenze, carestie e terremoti in vari luoghi, ma tutto questo non sarà che principio di dolori.” (Matteo 24:6-8) – Alcuni mesi fa, mentre le borse mondiali  registravano la perdita notevole del valore di alcuni importanti titoli, i giornali e i telegiornali allarmati informavano la gente dicendo che a causa di questo miliardi di euro erano stati bruciati in pochi istanti. Questi sono gli effetti devastanti di un sistema economico mondiale fondato su basi fragili e instabili, e su allettanti prospettive di facili guadagni, ma che si sta mostrando un vero e proprio castello di carta che bastano alcune fiammelle per consumarlo. E intanto, come conseguenza di tutto questo, milioni di persone hanno perduto il loro posto di lavoro e la loro sicurezza economica. Infatti oggi sta diventando sempre più facile perdere il proprio posto di lavoro, mentre diventa sempre più difficile trovarlo per chi ne è alla ricerca.

Ecco uno dei più grandi drammi del nostro tempo! Ma che cosa ha provocato questa grande crisi? Alcune cause le possiamo individuare nell’egoismo, nell’avidità e nella disonestà di molte persone. Oggi ci sono enormi depositi di danaro, spesso di dubbia e illecita provenienza, conservati nelle banche in conti più o meno segreti e anche in banche che non possono essere controllate dagli stati (i cosiddetti paradisi fiscali) perché appartengono a poteri occulti ben nascosti e protetti. Se queste enormi somme di danaro potessero essere spese per il bene comune, la crisi economica svanirebbe in poco tempo. Quanto a coloro che si accaparrano ingiustamente dei beni o delle ricchezze altrui e si arricchiscono a danno della collettività con loschi stratagemmi, prima o poi riceveranno la loro giusta retribuzione perché la parola di Dio ci fa chiaramente capire che l’uomo può anche sfuggire alla giustizia terrena, ma non sfuggirà a quella divina. Il Signore Gesù raccontò la storia di un uomo che pensava ad accumulare grandi tesori, ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata, e di chi sarà quello che hai preparato?” (Luca 12:16-21) – Oggi più che mai è valido l’invito del grande Maestro che disse: “Non vi fate tesori sulla terra, dove la ruggine consuma e i ladri rubano; ma fatevi dei tesori nel Cielo dove la ruggine non guasta e i ladri non rubano.” (Matteo 6:19-20) – Spesso gli uomini sono preoccupati del loro futuro; ma il Signore dice: “Non siate con ansietà solleciti dicendo: Cosa mangeremo? Di che ci vestiremo? Perché il vostro Padre Celeste sa che voi avete bisogno di tutte queste cose; ma voi cercate prima il regno e la giustizia di Dio e  tutte queste cose vi saranno date in sopraggiunta.” (Matteo 6:31-33)  – Che ogni vero credente possa fare completo affidamento su queste divine promesse che avranno il loro compimento per tutti quelli che sperano veramente nel Signore. Dunque, anche per questo periodo di crisi economica, il Signore non ci ha lasciati senza una speranza e senza un rifugio sicuro ma, anzi, ancora oggi Egli ci incoraggia e ci rassicura con queste parole che Egli indirizza alla Sua Chiesa di ogni tempo: “Non temere, o piccolo gregge, perché è piaciuto al Padre vostro di darvi il Regno” (Luca 12:32).

                                                                                                             Cordialmente vostro

                                                                                                                 Amedeo Bruno     

QUELLE PAROLE COLPIRONO IL MIO CUORE…

La storia di un giovane sordo

 

Questa è la storia della mia vita. Voglio raccontarla perché ho  trovato una ragione di vita per mezzo della fede in Gesù. Il mio nome è Vincenzo e sono sordo. Quando ero piccolo, sono cresciuto nella religione cattolica. Ascoltavo quello che insegnava il prete, ma dentro di me sentivo che il mio cuore era sempre vuoto. Non avevo un contatto con Dio, non lo sentivo vicino. La mia vita era pesante, piena di ansia, senza gioia e sempre uguale. Avevo una grande passione: lo sport. Giocavo al calcio e al tennis da tavolo. Proprio con il tennis da tavolo ho vinto circa 25 coppe e queste vittorie mi rendevano molto orgoglioso e mi sentivo il più forte di tutti. Nel 2002, ho conosciuto Massimo e suo figlio Valerio, con cui giocavo a calcetto una volta a settimana. Massimo ha molto a cuore i sordi e ha organizzato un corso di lingua dei segni nei locali della chiesa cristiana evangelica. Mi ha invitato a frequentarlo, e un po’ di tempo dopo ha cominciato anche a spiegarmi la Bibbia, facendo con me degli studi regolari. Io capivo con la mente quello che mi diceva ma il mio cuore era ancora molto lontano da Dio. Non riuscivo a collegare il fatto che quello che Dio dice alla mente deve scendere anche nel cuore e diventare una parte di noi stessi. Un giorno Massimo mi domandò: “Tu sei un peccatore? Hai peccato?” – Io ho risposto: “Si.” – Lui mi disse: “Allora, se tu vuoi,  puoi pregare subito e chiedere perdono a Dio.” – Ma io ho risposto: “Se sono un peccatore, non posso farci niente. Ormai rimango come sono.” – E Massimo mi disse: “Leggi qui nella Bibbia, nella lettera di Paolo ai Romani, capitolo 5, verso 8: Dio mostra la grandezza del suo amore per noi in questo, che mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.” – Quelle parole colpirono il mio cuore, e lo Spirito Santo mi aiutò a capirle. Ho pregato, ho chiesto perdono a Dio, ho pianto, ho abbracciato Massimo. Lo Spirito Santo è entrato in me e mi ha dato una nuova vita. Il giorno dopo mi sentivo più leggero, in pace. Dio ha vinto il mio orgoglio e ha cominciato a cambiare il mio carattere. Sono diventato più tranquillo, sincero e onesto. Perfino Laura (udente), la mia fidanzata, ha visto questo e ha accettato di venire in chiesa con me. Anche lei si è convertita e andiamo avanti pensando a un futuro come marito e moglie, con una famiglia e una casa. Ringrazio Gesù che è morto al mio posto, e prego che, anche tu che leggi, possa capire che hai bisogno di Lui per diventare felice come lo sono io.

                                                                                                                   Vincenzo V.

UNA RESURREZIONE DAI MORTI IN INDIA

 

Vogliamo raccontarvi la meravigliosa storia di Shetty Naik. Sua moglie è una vera cristiana che frequenta la chiesa della loro città. Egli stesso andava ogni tanto al culto in chiesa, ma non voleva avere niente a che fare con Gesù Cristo. Qualche anno fa gli è venuto il tifo ed è stato curato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale. I medici hanno cercato di fare del loro meglio, però è morto. Dopo avere constatato la morte, i dottori chiesero alla moglie e ai parenti presenti di portare il corpo del defunto a casa per fare la cremazione del corpo, secondo l’usanza indiana. La moglie rifiutò di portarlo a casa e andò dal pastore della chiesa. Si fece dare dell’olio per ungere il marito e per pregare per lui. Tornando in ospedale, versò l’olio sul marito morto e pregò per lui. Non poteva rassegnarsi per la sua morte soprattutto per il fatto che non era convertito al Signore. I parenti nel frattempo avevano organizzato tutto per bruciare il corpo. Nel paese d’origine era già stata preparata la catasta di legno, perché in India, a causa del grande caldo, ogni morto viene incenerito lo stesso giorno della sua morte. Però, proprio lì in ospedale, è accaduto quello che è scritto nella Bibbia, nella lettera agli Ebrei, capitolo 11, verso 35. Quell’uomo che i medici avevano dichiarato morto, cominciò a tremare un po’, e poi iniziò a respirare. Però restò in coma profondo per i tre giorni successivi. Durante questo tempo, la moglie e i parenti pregarono molto per lui. Dopo tre giorni lui aprì di nuovo gli occhi e si alzò in piedi. Era stato completamente guarito dal tifo! Per i medici e per tutti i parenti non convertiti si trattava chiaramente di un  miracolo. Per prima cosa Shetty Naik è tornato in chiesa, si è convertito al Signore e si è fatto battezzare. Poi ha raccontato quello che gli era accaduto durante i tre giorni del coma. Era arrivato davanti ad una grande porta. Lì è stato accolto da una persona tutta vestita di bianco. Questa lo ha accompagnato in un grande campo con un prato verde e morbido e con alberi. Da lontano egli vide delle alte montagne ed una città luminosa. Camminavano insieme, mano nella mano, sull’acqua. Si meravigliò molto per il fatto che poteva camminare sull’acqua. Quella persona vestita di bianco gli disse che egli doveva ritornare sulla terra perché doveva adempiere un compito. Vide allora il suo corpo morto in ospedale e i suoi parenti intorno. Vide allora molto chiaramente che lui rientrava nel suo corpo. Vedendolo ritornare in vita, tutti i suoi parenti e molti abitanti del suo paese, si sono convertiti al vero Dio.

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LA VIA CHE PORTA A DIO 

Il noto evangelista americano, Dwight Moody, vissuto nel 1800, fece una straordinaria esperienza durante una delle sue numerose campagne evangelistiche. Ecco il suo racconto. - Una volta, mentre predicavo, un uomo di circa trentadue anni si avvicinò a me. I suoi capelli erano molto grigi. Egli mi disse: “Io desidero che notiate come i miei capelli siano grigi e non ho che trentadue anni. Da dodici anni sono afflitto da un grave peso”. – “Bene – dissi – di che si tratta?” – Il giovane si guardò intorno quasi temendo che qualcuno lo ascoltasse, poi cominciò il suo racconto. - “Mio padre morì e lasciò a mia madre soltanto il giornale della contea: era tutto ciò che ella possedeva. Dopo la morte di mio padre il giornale cominciò ad andare in rovina ed io vedevo mia madre sempre più sopraffatta dal bisogno. L’edificio e la carta erano assicurati per mille dollari, e quando avevo vent’anni appiccai il fuoco all’edificio ed ottenni l’assicurazione di mille dollari che io diedi a mia madre. Da dodici anni quel peccato mi perseguita. Ho tentato di allontanarlo dalla mia mente indulgendo in piaceri e peccati vari; sono arrivato perfino a bestemmiare Iddio. Sono stato molto infedele; ho tentato tra l’altro di affermare la falsità della Bibbia. Ho fatto tutto quello che potevo di male, ma per tutti questi anni sono stato molto tormentato.” – Io dissi: “V’è una via d’uscita.” – Il giovane chiese con ansietà: “Quale?” – Io dissi: “Restituisca tutto. Sediamoci, calcoliamo gli interessi e poi versate la cifra alla compagnia assicuratrice.” Avreste dovuto vedere come la faccia di quel giovane si illuminò non appena scorse la possibilità di ottenere misericordia. Affermò di essere contento di restituire il danaro con gli interessi al solo pensiero di essere perdonato. Oggi vi sono tante persone che si trovano in uno stato di tenebre e schiavitù proprio perché non sono disposte ad allontanarsi dai loro peccati e a confessarli ed io non so come un uomo possa sperare di essere perdonato se non è disposto a confessare i suoi peccati.

 

 LA POTENZA DELLA PREGHIERA

 

Una notte, alcuni indigeni ostili al cristianesimo, accerchiarono i locali della missione di cui era responsabile John Paton, allo scopo di dare fuoco alle costruzioni e uccidere lui e sua moglie. Il missionario con la moglie rimasero in preghiera per tutta la notte finché gli indigeni si allontanarono ed andarono via. Un anno dopo, il capo della tribù si convertì a Cristo e John Paton, che non aveva dimenticato l’esperienza di quella terribile notte, gli domandò che cosa avesse impedito loro quella notte di bruciare la casa e uccidere lui e la moglie. Il capo tribù rispose: “Chi erano tutti quegli uomini che stavano con te e circondavano il centro missionario?” – “Quali uomini?” – rispose il missionario – “Non c’era nessuno oltre me e mia moglie” – Il capo tribù spiegò che anche tutti gli altri indigeni che erano con lui, avevano visto centinaia di uomini in piedi e di guardia, con abiti risplendenti e con spade sguainate in mano. Allora Paton capì che Dio aveva mandato i suoi angeli per proteggerli. Anche il capo fu d’accordo che non ci poteva essere un’altra spiegazione.

 

 

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