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La Sicilia del 19-12-2011
La Messa anche per i sordomuti
AGRIGENTO. La celebrazione di una messa con
l'ausilio della LIS, lingua italiana dei segni, per
consentire la piena partecipazione dei sordomuti. È
stato questo il momento clou della manifestazione
«Natale insieme», una serie di iniziative che hanno
coinvolto non solo i componenti delle associazioni
che raggruppano i sordomuti di Favara, ma anche
tanti ragazzi che stanno frequentando alcuni corsi
per apprendere proprio questa particolare forma di
comunicazione che è la Lis. La traduzione simultanea
della messa celebrata dall'arciprete di Favara don
Mimmo Zambito, ha consentito ai numerosi presenti di
seguire tutte le fasi del rito, essendo anche loro
parte attiva della messa. Grazie alla lingua dei
segni, infatti, sono state abbattute tutte le
barriere della comunicazione con chi non sente e non
può parlare.
Tra i promotori dell'iniziativa Antonio Costanza
componente del Consiglio regionale delle
associazioni di categoria.
«Si può parlare con le mani e sentire con gli occhi
- ci spiega - questa è la lingua italiana dei segni.
A Favara ci sono diverse strutture che hanno
attivato corsi di formazione professionale, per
imparare questa comunicazione».
Proprio gli allievi dei corsi Lis della Palladium,
dell'Infaop, Ago e associazione San Gerlando, hanno
dato vita, dopo la messa, nella sala del Collare del
castello di Chiaramonte, ad uno spettacolo teatrale
e canoro, proprio nella Lingua italiana dei segni.
L'occasione è servita per evidenziare agli
amministratori presenti le problematiche e gli
ostacoli che, purtroppo, i sordomuti trovano nella
pubblica amministrazione. di Giuseppe Moscato
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