La Russa: nessun taglio tredicesime in sicurezza
'Ho parlato con Tremonti, opzione eliminata'
ROMA
- ''Non vi e' nessuna ipotesi che preveda la
possibilita' di un taglio della tredicesima per
il personale del comparto sicurezza''. Lo
assicura il ministro della Difesa, Ignazio La
Russa che, al telefono, riferisce di aver
parlato con il responsabile del ministero
dell'Economia: ''per evitare ogni confusione -
spiega - il ministro Tremonti mi ha
preannunciato che con ogni probabilita'
eliminera' anche la semplice possibilita',
facoltativa, di optare per questa soluzione,
anziche' per il taglio degli aumenti a seguito
di promozioni''.
"Facciamo un punto chiaro e fermo sulla manovra
in merito alle tredicesime nel comparto
sicurezza", ha premesso La Russa. "Il punto di
cui si discute con Tremonti - ha proseguito il
ministro della Difesa - non è questo ma è il
blocco degli aumenti in caso di promozione che
per il comparto sicurezza è assai più pesante e
punitivo rispetto altri comparti perché da noi
le promozioni sono più frequenti. Nell'ambito di
questa discussione, l'economia ha proposto di
dare la facoltà, ma non l'obbligo, a ogni
comparto di optare per un taglio generalizzato
fra il 10 e il 20% della tredicesima al posto
del taglio sulle promozioni. Ma questa ipotesi -
ha spiegato La Russa - non è neanche stata presa
in seria considerazione né da me né dal ministro
Maroni con cui mi sono sentito questa mattina.
L'abbiamo notificato pubblicamente e io ho
appena finito di parlare con Tremonti che ne ha
preso atto. In parole povere, sia da me che da
Maroni è stato specificato che anche ove la
norma che dà la facoltà di optare per il taglio
delle tredicesime venisse inserita, noi fin da
ora dichiariamo che non intendiamo avvalercene
in nessun caso. In sintesi non vi è nessuna
ipotesi - ha concluso La Russa - che prevede la
possibilità di un taglio delle tredicesime per
il personale del comparto sicurezza". "Rimane
aperta - ha infine sottolineato La Russa - la
richiesta di considerare la particolarità del
comparto sicurezza per quanto riguarda l'aumento
degli stipendi a seguito delle promozioni".
GASPARRI, NESSUNO TOCCHERA' LE TREDICESIME
- ''Stiamo continuando il lavoro di
approfondimento sulla manovra economica con il
relatore, i rappresentanti del governo ed altri
vari ministri. Sono destituite di ogni
fondamento alcune notizie circolanti in queste
ore. Uno degli emendamenti in discussione non
taglia le tredicesime, ma lascia alle singole
amministrazioni la possibilita' di valutare se
questi contenimenti di spesa debbano essere
attuati su scatti e promozioni o su altre voci
retributive''. Lo afferma il capogruppo del Pdl
al Senato Maurizio Gasparri.
''Per quanto riguarda poi in particolare il
comparto sicurezza - difesa - riferisce Gasparri
- ho gia' sentito personalmente il ministro
dell'Interno, Maroni, e quello della Difesa, La
Russa, che mi hanno confermato che non ci sara'
nessun tipo di intervento sulle tredicesime nel
comparto. Anzi stiamo intervenendo sulle
indennita' accessorie e su altre fasi del
trattamento economico in considerazione della
specificita' delle forze dell'ordine e delle
forze armate''. ''La manovra - sostiene il
capogruppo del Pdl al Senato - e' certamente
impegnativa, ma e' coerente con tutto cio' che
l'Europa sta facendo nel campo della pubblica
amministrazione. Ma il nostro obiettivo e'
quello di mantenere aperto il confronto per
ulteriori interventi migliorativi. L'importante
e' che si interpretino correttamente le norme e
gli emendamenti senza dar luogo a campagne
basate su presupposti falsi''.
''E comunque - ribadisce Gasparri - nessuno
tocchera' le tredicesime del comparto
sicurezza-difesa, il cui lavoro duro e prezioso
imporrebbe rispetto e l'erogazione di scatti e
benefici economici per le promozioni. Su questi
temi proseguono le nostre iniziative''.
SAP, PROTESTE CLAMOROSE SE TAGLI TREDICESIME
POLIZIA
-
"Forme di dissenso e di protesta eclatanti" da
parte del comparto sicurezza vengono annunciate
dal Sap, il sindacato autonomo di polizia,"se
davvero il Governo e la maggioranza oseranno
toccare le tredicesime di poliziotti e
carabinieri". "La nostra reazione sarà durissima
e proseguiremo con ancora maggior forza col
percorso di mobilitazione che nei giorni scorsi
ci ha portato a scendere in piazza in tutte le
città italiane, dove abbiamo raccolto oltre
100.000 firme di solidarietà da parte dei
cittadini", annuncia il segretario generale
Nicola Tanzi. "Si tratta di una strategia
incomprensibile -dice- e non capiamo davvero
dove voglia andare a parare il Governo. Quando
nelle settimane scorse abbiamo incontrato i
capigruppo Pdl Gasparri e Cicchitto, ci sembrava
di averli convinti che esiste una specificità
delle forze di polizia, per altro stabilita per
legge. Speriamo che l'emendamento relativo alle
tredicesime possa abortire nelle prossime ore,
altrimenti il Comparto Sicurezza attuerà forme
di dissenso e di protesta eclatanti, sempre
nella legittimità".
BRICOLO, DA LEGA NO A TAGLIO TREDICESIME POLIZIA
- "Non siamo disposti a tagliare la tredicesima
alle forze di polizia, ai carabinieri e ai
vigili del fuoco. Lemendamento presentato dal
relatore deve essere riformulato. Stiano
tranquilli poliziotti e carabinieri la Lega Nord
si gi attivata affinché non siano penalizzati.
Svolgono una funzione fondamentale per la
sicurezza del Paese e nessuno pu pensare di
mettere le mani sui loro stipendi". Lo dichiara
Federico Bricolo, presidente della Lega Nord al
Senato in riferimento all'emendamento del
relatore al decreto fiscale che prevede il
taglio delle tredicesime per le forze di
polizia.
A copertura di una nuova norma che prevede di
escludere promozioni, straordinari e arretrati
dai tagli della pubblica amministrazione
previsti in manovra potrebbero arrivare
riduzioni delle tredicesime di una serie di
categorie tra cui i poliziotti, i magistrati, i
ricercatori e professori universitari, i
diplomatici e i prefetti. E' quanto prevede un
emendamento del relatore, Antonio Azzollini,
alla manovra in commissione Bilancio al Senato.
Il testo prevede, infatti, che per garantire
comunque i risparmi previsti "nei confronti del
personale di cui all'articolo 3 del decreto
legislativo 30 marzo 2001 numero 165 (ovvero,
tra gli altri, magistrati ordinari,
amministrativi e contabili, gli avvocati e
procuratori dello Stato, il personale militare e
delle Forze di polizia di Stato, il personale
della carriera diplomatica e della carriera
prefettizia ndr.) la tredicesima mensilità
spettante al predetto personale può essere
ridotta con decreti non regolamentari su
proposta dei ministri competenti di concerto con
il ministero dell'Economia e delle Finanze; con
decreti è fissata la percentuale di riduzione
necessaria ai fini del conseguimento del
predetto risparmio di spesa". "In particolare -
si legge ancora nel testo - possono essere
emanati decreti per personale forze armate e
forze di polizia; personale non dirigente delle
forze armate e forze di polizia; personale
dirigente dei vigili del fuoco; professori e
ricercatori universitari; magistrati; personale
della carriera prefettizia; personale
diplomatico; personale della carriera
dirigenziale penitenziaria".
SCHIFANI AI GOVERNATORI, GARANTIRO' CONFRONTO
- I governatori hanno rappresentato al
presidente del Senato Renato Schifani le loro
preoccupazioni insieme "alla loro disponibilità
al confronto sulla riduzione della spesa a
condizione che essa sia proporzionale alla
riduzione della spesa statale". E' stato lo
stesso presidente del Senato, conversando con i
giornalisti, a spiegare il senso dell'incontro
con una delegazione dei presidenti delle
Regioni, guidata dal presidente della Conferenza
Vasco Errani accompagnato dai presidenti della
Lombardia, Roberto Formigoni, e del Lazio,
Renata Polverini. "Trasmetterò alla presidenza
del Consiglio - ha detto Schifani - le loro
preoccupazioni. Per quanto è nel mio ruolo,
garantirò un ampio dibattito assicurando ampi
spazi di confronto".
ZAIA, GUARDIAMO POSITIVAMENTE A PROSSIMI
INCONTRI
- "Le Regioni vogliono fare la loro parte,
vogliamo interloquire ancora con il governo e
guardiamo positivamente ai prossimi incontri".
Così il governatore del Veneto, Luca Zaia, si
esprime a margine dell'assemblea di Coldiretti
sul confronto Regioni-governo in tema manovra.
"Chiedo da parte mia - aggiunge Zaia - che si
penalizzino gli spreconi e si premino le realtà
virtuose, il che significa che questa manovra
potrebbe essere una grande occasione per
introdurre il principio dei costi standard e
degli indici dei parametri".
FORMIGONI, RISCHIO DOVER TAGLIARE SERVIZI
ESSENZIALI
- "Siamo pronti a farci carico di spiegare la
necessità di alcuni tagli ai cittadini, ma non
vogliamo dover essere costretti a tagliare la
testa ai cittadini" perché se la manovra resta
invariata "potremmo essere costretti a tagliare
alcuni servizi essenziali come il trasporto
pubblico o l'assistenza alle famiglie". Lo ha
detto il governatore della Lombardia, Roberto
Formigoni, dopo l'incontro di oggi di alcuni
rappresentanti della Conferenza delle Regioni
con il presidente del Senato Renato Schifani.
Formigoni ha criticato anche la "caricatura
delle regioni" emersa dalla relazione del Tesoro
sul federalismo fiscale perche "i dati che
abbiamo condiviso nella bicamerale per
l'attuazione del federalismo fiscale non sono
stati riportati correttamente".
POLVERINI, RISCHIO E' REGIONI SIANO MESSE IN
GINOCCHIO
- "Abbiamo rappresentato al presidente Schifani
una posizione condivisa da tutti i governatori"
sulla manovra "a cui io ho voluto aggiungere
altre osservazioni in particolare sulla
relazione del Tesoro sul federalismo fiscale,
sulla questione dei piani di rientro e del patto
di stabilità". Lo ha detto la governatrice del
Lazio Renata Polverini dopo il colloquio di
alcuni rappresentanti della Conferenza delle
Regioni con il presidente del Senato Renato
Schifani. Queste quattro elementi che, ha
sottolineato la Polverini, "rischiano di mettere
in ginocchio le regioni", per questo "serve un
colloquio istituzionale per permettere alle
regioni di compiere il loro ruolo".
COTA, ABBIA I GIUSTI MIGLIORAMENTI
-
"Abbia i giusti miglioramenti". Così il
presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota,
ha risposto alla domanda se sia necessaria una
modifica della manovra economica del governo.
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