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La scomparsa della chiamata numerica nel collocamento dei disabili

Recenti dichiarazioni del Centro per l’impiego di Roma Cinecittà confermerebbero l’abolizione dei bandi per l’avviamento presso datori di lavoro privati e di conseguenza la chiamata numerica effettuata con la graduatoria dei disabili disoccupati partecipanti al bando.

Il sistema delle assunzioni obbligatorie vigente nella Provincia di Roma è rimpiazzato dalla preselezione, in cui le aziende che devono assumere presentano la richiesta indicando la figura professionale che il disabile deve possedere, successivamente il centro per l’impiego pubblica l’annuncio ed i disabili possono presentare la loro domanda di adesione corredandola con il curriculum personale.

Le domande di adesione sono trasmesse alla ditta obbligata all’assunzione che successivamente provvederà a convocare i disabili selezionati a loro discrezione ovvero dichiarerà al centro per l’impiego che nessun disabile ha i requisiti per l’assunzione e sarà necessaria una nuova preselezione con conseguente dilatazione dei tempi.

Oltre la preselezione vige il sistema match, uno strumento amministrativo in cui le aziende dichiarano la loro quota di scopertura e le figure professionali richieste in seguito il centro per l’impiego effettua delle selezioni a campione ossia convocherà il disabile presso la ditta obbligata la quale si riserverà di verificare la sussistenza o meno dei requisiti richiesti per l’assunzione.

Preselezione, match e chiamata nominativa tramite ricerca del personale con le agenzie interinali comportano un ampia discrezione delle ditte nelle assunzioni dei disabili e non vi è dubbio che si elimina l’ostacolo dell’obbligatorietà d’assunzione.

La chiamata numerica fondata sulla graduatoria dei disabili disoccupati permetteva a coloro con maggior percentuale di disabilità, età, carico familiare e basso reddito di rimediare un lavoro che in condizioni d’estremo disagio sociale permettono la sopravvivenza d’interi nuclei familiari, pertanto, la decisione dei Centri per l’Impiego di escludere la chiamata numerica non è che deplorevole se non illegale.

Attualmente la compilazione della graduatoria resta in vigore solamente per il settore pubblico il cui bando avviene una volta l’anno ed i pochissimi posti pubblici sono un numero irrisorio se confrontati con i 4700 disabili disoccupati partecipanti all’ultimo bando d’avviamento della Provincia di Roma.

Vi è da chiedersi la legittimità delle convenzioni stipulate in base all’art. 11 legge 68/99 che, in assenza di previsione, permettono di avvalersi interamente della facoltà di scelta nominativa dei disabili da assumere. Dal momento dell’entrata in vigore della Legge 68/99 fino ai nostri giorni si è assistito ad una graduale erosione della chiamata numerica la quale a seguito del rilascio del nulla osta configura un vero e proprio obbligo d’adempimento da parte delle imprese. La chiamata numerica era in linea con la precedente disciplina che obbligava le ditte ad assumere il disabile che ne avesse diritto in base alla categoria impiegatizia od operaia a condizione dell’idoneità del disabile a svolgere le mansioni.

Nel quadro dei nostri giorni lo Stato avrebbe abbandonato i disabili, soprattutto i più gravi, al loro destino nonché  smarrito il fondamento costituzionale delle assunzioni obbligatorie che a suo tempo era ravvisato nell’art.38, 3°comma Cost., quest’articolo si trova immerso in un sistema diretto a far sì che l’iniziativa economica pubblica e privata assuma un ruolo d’utilità sociale comune. L’avviamento dei disabili, in possesso di residua capacità lavorativa, avviati nelle imprese, sul presupposto che all’interno dell’intera quota di personale esistano mansioni esplicabili dai disabili e, quindi, vadano riservate a loro, cosicché non si avrebbe diminuzione di profitto d’impresa, e l’unico sforzo dell’imprenditore sarebbe di un’opportuna distribuzione del personale.

Giovanni Polidoro

 

 

 

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