La soglia d’invalidità torna al 74% In pensione
con 40 anni di contributi
Le misure della manovra
Al via 250 mila controlli. Ma rimane il nodo
delle tredicesime

ROMA—
Giornata frenetica, piena di veleni, polemiche e
tensioni. Giornata frenetica, ma non risolutiva
per l’iter della manovra in Commissione Bilancio
al Senato. I lavori sono andati infatti avanti a
singhiozzo fra riunioni improvvise, vertici,
consultazioni telefoniche e liti. Nel pomeriggio
il ministro Giulio Tremonti, per fronteggiare
anche i malumori interni alla stessa
maggioranza, è stato addirittura costretto a
convocare a via XX settembre il relatore del
provvedimento a Palazzo Madama, Antonio
Azzollini. E con lui ha messo a punto le ultime
correzioni per cercare di chiudere entro stamane
l’esame in commissione. Poi la manovra andrà in
aula. E — recepite le ultime indicazioni — il
governo presenterà un maxi-emendamento con la
fiducia, che dovrebbe andare al voto finale il
14 luglio. Ieri intanto qualche modifica nel
testo è stata approvata. Ma per le contestate
norme su tredicesime, fiscalità per le imprese e
certificati verdi, sono state rinviate a oggi,
insieme ad alcuni interventi che potrebbero
essere messi a punto nella notte «per venire
incontro alle legittime aspettative dei
lavoratori della sicurezza e delle forza
armate». Ecco comunque le principali novità
discusse e approvate prima della sospensione dei
lavori della Commissione di ieri sera.
Disabili, annullata la stretta
I requisiti per le pensioni di invalidità
tornano come prima della manovra. Con un
emendamento del relatore, è stata ripristinata
al 74% la soglia di invalidità per ottenere
l’assegno. Viene dunque cancellato
l’innalzamento all’85% che era stato introdotto
dal governo per produrre risparmi su queste
delicato ma oneroso capitolo di spesa per le
casse pubbliche. Per mantenere invariati i saldi
e gli obiettivi di spesa, comunque, «nel massimo
rispetto per gli invalidi, si applicherà la
massima intransigenza verso i falsi invalidi»,
ha annunciato il senatore Azzollini. Dunque, per
stanare i furbi, viene aumentato il numero delle
verifiche annuali che l’Inps effettua: si passa
da 200 mila a 250 mila. E secondo le stime dello
stesso istituto previdenziale (basate
sull’incidenza percentuale dei furbi), quei 50
mila controlli in più all’anno dovrebbero
permettere di smascherare almeno 3000
«furbetti», con i conseguenti risparmi di spesa.
Le associazioni dei disabili però continuano a
chiedere garanzie sulle indennità di
accompagnamento, sulle quali si è abbattuta la
scure della manovra.
Pensioni, nuova correzione
L’ultimo emendamento approvato ha cancellato
quello che il ministro Maurizio Sacconi aveva
definito «un refuso». Restano pertanto
sufficienti i 40 anni di contributi per accedere
alle pensioni di anzianità. Ma secondo i
sindacati c’è ugualmente un «cambiamento in
peggio» per i lavoratori, come spiegato dalla
Cgil in una nota: «Dal 2015, quando comincerà ad
attuarsi l’adeguamento dell’età pensionabile
alle aspettative di vita, ci vorranno 3 mesi in
più per poter andare in pensione». Ed ecco
perché: «Dal 2015 secondo la nuova formulazione
del testo, i 40 anni di contributi, ai quali dal
primo gennaio 2011 si applicherà la finestra
mobile per cui diventeranno 41, saranno
nuovamente legati alla revisione triennale
dell’età pensionabile e dei requisiti di
anzianità contributiva». Secondo la Cgil,
quindi, anche se nella forma l’emendamento
sembra corretto, l’effetto resta invariato. Dal
ministero del Welfare, però, osservano che nella
nuova stesura, «c’è piena corrispondenza a
quanto auspicato dall’Ue». Con lo stesso
emendamento del governo, inoltre, viene recepito
direttamente nella legge il meccanismo che
collega l’età pensionabile all’aumento delle
speranze di vita, che completa la blindatura del
sistema previdenziale. Finora era previsto da un
semplice regolamento che il governo per non
correre rischi ha voluto assumesse dignità di
legge.
Tagli flessibili agli enti locali
In Commissione Bilancio è stato poi confermato
il taglio per 8,5 miliardi di euro alle Regioni,
ma è stato introdotto un sistema di
flessibilità. Secondo l’emendamento del relatore
Azzollini, infatti, sarà la Conferenza
Stato-Regioni a decidere, entro tre mesi
dall’entrata in vigore della manovra, con quali
criteri saranno adottati i tagli «nel rispetto
del Patto di stabilità interna » e recepiti in
un decreto della presidenza del Consiglio dei
ministri. Una formulazione, secondo il senatore
Azzollini, che garantirà un sistema di
premialità per le Regioni virtuose, mantenendo
comunque invariati i saldi fissato dal ministro
Tremonti. Se però la Conferenza Stato-Regioni
non stabilirà i criteri entro i tre mesi
indicati, allora sarà il governo a fissare le
regole per decreto. Lo stesso emendamento
ribadisce anche la sforbiciata per Province e
Comuni: nel primo caso è di 300 milioni per il
2011 e di 500 milioni a partire dal 2012; per i
Comuni sopra i 5 mila abitanti invece il taglio
ai trasferimenti è pari a 1,5 miliardi nel 2011
e 2,5 miliardi dal 2012. In questo caso la
definizione dei criteri è affidata alla
conferenza Stato-Città. Per i Comuni sotto i 30
mila abitanti slitta di un anno, al 31 dicembre
del 2011, il termine per cedere o liquidare le
società controllate.
Abruzzo, tasse «congelate» fino a Natale
Al termine di una lunga («e molto vivace»
racconta chi era presente) discussione in
Commissione Bilancio, ieri mattina è stato
approvato anche l’emendamento che proroga a
tutto dicembre per le popolazioni terremotate il
termine per la restituzione delle tasse non
pagate. La sospensione dei tributi vale anche
per lavoratori autonomie titolari di partite Iva
con reddito fino a 200 mila euro. Ed è stata
ripristinata la «zona franca»—con le conseguenti
agevolazioni fiscali — per l’area urbana della
città dell’Aquila. Sono state invece respinte le
proposte di emendamento targate Pd per la
rateizzazione in 10 anni (e con lo sconto del
40%) delle somme dovute. La copertura di queste
misure sarà in parte garantita dall’aumento
dell’accisa sui tabacchi per le sigarette «low
cost».
Tredicesime, trattative a oltranza
L’atteso chiarimento sulle tredicesime dei
lavoratori pubblici (poliziotti, militari,
ricercatori e professori universitari,
magistrati, diplomatici e avvocati dello Stato)
ancora non c’è stato. Il relatore Azzollini ha
annunciato che sarà corretta la norma che lui
stesso aveva introdotto, e cioè la possibilità
dei tagli alle tredicesime per reperire risorse
per finanziare alcune deroghe al blocco delle
retribuzioni per tutti i dipendenti pubblici, in
particolare per quanto riguarda promozioni,
arretrati e straordinari. Il governo sta dunque
cercando in extremis una soluzione per trovare
questi fondi, senza toccare le tredicesime,
anche se ieri si è parlato della possibilità di
un «contributo di solidarietà» sulle tredicesime
per i lavoratori pubblici con redditi superiori
a 80 mila euro all’anno. Il rebus sarà risolto
oggi. Insieme alla correzione della fiscalità
delle imprese e a quella spinosissima dei
certificati verdi. Confindustria e Rete Imprese
hanno ottenuto garanzie sul ripristino
dell’utilizzazione della compensazioni dei
debiti fiscali con i crediti: dovrebbero essere
cancellate o comunque ammorbidite le restrizioni
introdotte con la manovra. Lontana sembra invece
la soluzione sui certificati verdi: il governo
non vuole fare marcia indietro sulla norma che
revoca l’obbligo per il Gestore della rete
elettrica di riacquistare dalle imprese i
certificati in eccesso (misura che era stata
introdotta per favorire gli investimenti in
energie rinnovabili).
Paolo Foschi
07 luglio 2010
http://www.corriere.it