Lavoro: stipendi italiani i più bassi d'Europa
«Il primato (negativo) spetta al Belgio, paese
in cui il carico di tasse e contributi è pari al
56%, seguito da Ungheria (54,1%), Germania
(52%), Francia (49,3%) e Austria (48,8%).
Il
minor carico del cuneo si fa sentire in Messico,
in cui assume un valore pari al 15,1%,
immediatamente preceduto in graduatoria da Corea
(20,3%), Nuova Zelanda (21,2%), Irlanda (22,9%),
Australia (26,9%), Islanda (28,3%), Svizzera e
Giappone (29,5%)», continua l'Eurispes.
«Rispetto all'anno precedente nel 2008
esattamente metà dei paesi considerati ha fatto
registrare passi in avanti nella direzione di
una riduzione, più o meno importante, del cuneo
fiscale, per un valore che oscilla da -3,18%
(Polonia) a -0,05% (Portogallo). Tra le
performances migliori si registrano quelle di
Turchia (-3%) Regno Unito (-1,21%) e Spagna
(-1,16%), attestandosi tutte le altre sotto al
punto percentuale: -0,71% per la Svezia, -0,57%
per la Germania, -0,45% per il Lussemburgo,
-0,44% per l'Ungheria, -0,19% per la Danimarca,
-0,06% per la Finlandia e -0,05% per il
Portogallo», continua il Rapporto. «L'altra metà
della classifica si connota invece per un
aumento del peso di imposte e contributi legati
al costo del lavoro dipendente, per una
variazione che incide dallo 0,04% della Francia
allo 0,69% dei Paesi Bassi: 0,2% per il Belgio e
l'Austria, 0,12% per la Grecia, 0,15% per la
Norvegia, 0,29% per la Slovacchia e 0,46% per la
Repubblica Ceca.
In parole povere, il lavoratore italiano
percepisce un compenso salariale pari a quasi la
metà del costo effettivamente sborsato dal
datore di lavoro per la sua prestazione
professionale, a causa dell'eccessivo costo del
lavoro. Se invece di un lavoratore single e
senza figli si prende come punto di riferimento
la figura-tipo di un lavoratore dal salario
medio sposato e con due figli, il carico del
cuneo fiscale si riduce, continuando comunque a
mantenere un valore elevato (36%), facendo
scendere l'Italia all'undicesimo posto in
classifica».
Fonte: www.leggonline.it