Le Paralimpiadi senza sottotitoli
Gioia per i trionfi di persone con alcuni
handicap, ma se ne escludono altre
di Giovanna Nuvoletti
A
proposito di tv: devo parlarvi di una
trasmissione che mi appassiona ma che non riesco
a seguire bene. Si tratta delle cronache delle
Paralimpiadi della neve, dal Canada. Le immagini
sono icastiche, luminose, trionfali. Il gesto
atletico è esaltato dalle limitazioni fisiche;
si sente come le menti volino al di là degli
ostacoli. Mi è facile identificarmi in queste
donne e in questi uomini che lottano contro il
loro destino. Oltretutto, di sci mi intendo
abbastanza, e oggi sono rimasta affascinata
dalle armoniose e potenti discese degli atleti “sitting”.
Veramente, stanotte sono stata anche ipnotizzata
dalle magiche e gelide geometrie del curling,
praticato in carrozzella. Ho ammirato gli atleti
non vedenti. Gli sciatori senza braccia. Ho
gridato ed esultato con loro.
Ho condiviso le gioie dei vincitori e la
soddisfazione di chi è comunque riuscito a
completare la gara. Purtroppo però, le splendide
imprese di questi miei simili non le potute
capire molto bene, e a fondo. Infatti Sky 109
non ha previsto la presenza di sottotitoli che
riportassero il parlato. Che buffo: la
trasmissione che esalta le realizzazioni di
persone con alcuni handicap, ha escluso dal
godimento gli spettatori portatori di un altro.
Gentile signora
Nuvoletti,
le sue parole
mi hanno toccato nel profondo e comprendo come,
malgrado l’enorme sforzo produttivo che Sky
Sport ha profuso nel dare conto delle
straordinarie gesta atletiche che tutti noi
abbiamo ammirato, questa mancanza possa averne
ridotto ai suoi occhi la portata. C’è da dire
però, che nel valutare la fattibilità di un
inserimento dei sottotitoli o di un’area video
dedicata ai non udenti, ci siamo scontrati con
alcune limitazioni oggettive dovute
all’impossibilità, prevista nel contratto di
acquisizione dei diritti, di modificare le
immagini trasmesse, oltre alla difficoltà di
conciliare i dati delle infografiche con la
presenza di sottotitoli. L’unica soluzione
possibile, ossia quella di replicare le
trasmissioni dei sei canali dedicati su
altrettanti canali per preservare l’integrità
delle immagini, offrendo in aggiunta un servizio
ai non udenti, non era di fatto percorribile per
l’indisponibilità di un’adeguata capacità
trasmissiva. Non è la ricerca di un alibi, ma in
questa mia risposta spero voglia cogliere tutto
il nostro impegno nel dare alle Paraolimpiadi lo
spazio e l’attenzione che esse meritano e quanto
la nostra azienda abbia a cuore i suoi abbonati
e la qualità del servizio che offre loro. Voglio
quindi sfruttare questa occasione per
assicurarle che, con le prossime Paraolimpiadi
di Londra, faremo il possibile per dare
soddisfazione a questa sua richiesta. I miei più
cordiali saluti
Massimo Corcione, Direttore
Sport Channels
24 marzo 2010
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