Lettera a Rai Tre: "Perché no ad un programma
sulla disabilità?"
La scrive Marina Cometto, madre di una giovane
disabile gravissima. Ospite a "Cominciamo bene
estate", ha potuto parlare di disabilità, e da
quell'esperienza la proposta: andare oltre il
semplice raccontare e costruire momenti di
servizio pubblico televisivo sulla disabilità.
In prima serata
ROMA
- Non solo semplici "ospitate" per raccontare la
difficoltà e la solitudine in cui tante famiglie
piombano quando in casa arriva la disabilità, ma
dedicare a questo tema veri e propri momenti
televisivi di conoscenza e approfondimenti:
programmi dedicati, insomma, che vadano oltre la
pietà e diano a famiglie e amici strumenti per
comprendere e affrontare la disabilità in tutte
le sue più diverse sfaccettature. A chiedere "il
salto di qualità" alla Rai, in quanto "servizio
pubblico televisivo di eccellenza", è Marina
Cometto, torinese e madre di una giovane
disabile gravissima.
Ospite alcuni giorni fa a "Cominciamo bene
Estate"per un totale di oltre 1 milione di
spettatori, Marina Cometto ha parlato di
disabilità. Da quell'esperienza, la proposta:
andare oltre il semplice raccontare e costruire
momenti di servizio pubblico televisivo.
"Sono una telespettatrice di Rai Tre. Mi
permetto di disturbarla per sottoporle un
importante quesito - scrive in una lettera
indirizzata la direttore della rete - che spero
lei vorrà aiutarmi a risolvere. Una settimana
fa, esattamente il 13 di luglio, ho
partecipato alla trasmissione ‘Cominciamo bene
Estate' in onda su Rai Tre, rete da Lei diretta.
Una bella trasmissione. Che affronta argomenti
seri e altri più leggeri, ma sempre rendendo il
pubblico partecipe. E questo, grazie al
coinvolgimento che i conduttori, Michele
Mirabella e Arianna Ciampoli, riescono con la
loro professionalità a realizzare".
"L'ascolto è stato di 1 milione e 100
mila spettatori. Non male per l'orario, le 10 di
mattino in settimana; l'argomento era
importante, un grande tema sociale, la
disabilità. E' stata fatta informazione, si è
parlato senza remore e senza falsi tabù: la
disabilità fa parte della vita di molte persone
e la chiarezza è fondamentale per chi vive una
vita, complicata dalla burocrazia e dalla poca
informazione sul tema. Come se fosse sufficiente
eludere un argomento - scrive ancora Marina
Cometto - per allontanarlo dalla nostra vita.
Non è così: quando capita, colpisce duro, fa
male nello spirito e nel corpo. Poi, nella
grande maggioranza dei casi, si reagisce e si
riesce a apprezzare la vita per quello che ci
offre ogni giorno, anche se molto diverso dalle
aspettative".
"La trasmissione è stata molto apprezzata
e io forte della mia militanza di 37 anni di
esperienza con la disabilità, ho lanciato in
studio una richiesta che riporto ora anche per
scritto, sperando che lei legga per intero la
mia lettera: perché non realizzare una
trasmissione al mese, in prima serata, dove si
parli di questo importante argomento? No, non
tema, non una serata di storie lacrimevoli, ma
una serata di informazione. Lei neppure immagina
quanta disinformazione vi sia al riguardo.
Spesso gli uffici preposti non sono
all'altezza e le informazioni ce le trasmettiamo
tra di noi con il passaparola: una serata,
dunque, con risposte ai quesiti, in cui
persone come ad esempio il giornalista Franco
Bomprezzi possano approfondire con chiarezza i
vari aspetti positivi e negativi che la
disabilità può offrire, sia alla persona con
disabilità che alla sua famiglia. Insomma una
trasmissione da servizio pubblico che finalmente
si renda conto che i temi sociali vanno
affrontati e discussi per una crescita della
società".
"Credo anche - e conclude - che saranno in
molti ad apprezzare una trasmissione del genere:
non solo le persone con disabilità, ma anche gli
amici o i parenti che spesso vorrebbero fare di
più ma hanno timore di sbagliare. Insomma, una
trasmissione per tutti e di tutti. Stia certo
che gli ascolti non calerebbero. Anzi, sono
pronta a scommettere che sarebbe un successone.
Peraltro, sono disposta a mettere al servizio
dell'informazione la mia modesta esperienza
gratuitamente, perché credo veramente che una
trasmissione del genere sarebbe di enorme
utilità per la nostra società. Io credo che la
Rai, servizio pubblico per eccellenza, abbia il
dovere di affrontare i temi importanti del
vivere comune e civile, dovere che diventerebbe
piacere, mi creda, perché chi si addentra
nell'argomento approfondendolo ne rimane
coinvolto e difficilmente riesce poi a
buttarselo alle spalle. Vuole essere il
precursore di questo importante salto di
qualità?".
Marina Cometto
(23 luglio 2010)
http://www.superabile.it/