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Lettera aperta all’On.Leo Luca Orlando, Presidente” Commissione Parlamentare per gli errori della Sanità”

Signor Presidente,

in data 14 giugno c.m. ho inviato alla “Commissione per gli errori della Sanità” da Lei presieduta ed istituzionalmente competente in materia di sanità pubblica, una richiesta intesa a conoscere la situazione di una possibile carenza di tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera ( che ho denominato “budget del ricoverato”) per quei pazienti in fase cronica come disabili, anziani e talora persone in fase terminale, che pare, verrebbero dimessi dalle corsie ospedaliere anzi tempo, per il superiore concetto del risparmio, senza trovare strutture atte a continuare cure assistenziali.

Se è vera ! é una autentica vergogna,  non degna di un Paese civile !

Comunque dal 30 ottobre 2009 attendiamo una risposta alla mia Petizione ( n. 787 alla Camera dei Deputati; n. 911 al Senato della Repubblica ) da queste Istituzioni, richiedente un accertamento di verità, nella speranza che si possa aprire uno spiraglio di luce nella “vicenda”, ma che si spegne, ripeto, nel mare del silenzio e del disinteresse !

Sarebbe opportuno stendere un velo di pietà su questa “ipotetica situazione”,  ma ciò non toglie il ritenere essere conseguenza ed indice di una conduzione della sanità in maniera molto precaria e deplorevole.

Mi sono rivolto a Lei in tutta sincerità, fiducioso che il mio appello, rivolto alla Sua sensibilità di cattolico ed ai Componenti rappresentanti del popolo della SuaCommissione”, non cadesse nel vuoto come è fin’ora, in quanto la richiesta di accertamento della verità e del non impossibile intervento, continua a gemere sotto il silenzio dell’indifferenza e relegato nell’angolo più buio del Palazzo.

Desidero aggiungere che la famiglia, destinataria in primis di questo ipotetico “trattamento”, è risorsa insostituibile in un modello sociale e bene prezioso che vogliamo ancora vedere con valori di solidarietà e coesione. La famiglia non è solo quella che reclama questioni economiche, ma anche quella che continua a farsi carico dei figli, dei propri genitori ammalati, anziani e disabili che hanno la sfortuna di cadere nelle maglie di strutture ospedaliere oberate,pare, da una schizofrenica sintomatologia del concetto risparmio.

Tutti hanno il diritto di difesa e non essere considerate persone che non servono più alla società, anzi di essere un peso sociale.

Ormai è vano ripetere, fatto salvo in caso di una risposta delucidante da parte della  “Commissione”, che sussiste una così “strana condizione” per ora ritenuta non valutata, anzi peggio di quella riservata agli “esseri senzienti”( gli animali) come recita la Costituzione Europea art.III°- 121 : che “ non vedono, non sentono, non odono”.

Dovrei pormi la frase che Re Juan Carlos di Spagna ingiunse il 10 novembre 2007 a Hugo  Chavez Presidente Venezuelano durante il vertice ispano-americano a Santiago del Cile . “por que no te callas !” (perché non stai zitto !”) .

Ma come si può tacere innanzi per quanto avverrebbe nelle corsie ospedaliere,sempre con il beneficio d’inventario, in una Nazione dove a volte pensiamo di vivere da stranieri nella n/s Patria o domiciliare nell’inferno dantesco?

Cosa dobbiamo dire ai “politici” che ci dovrebbero seriamente governare ed invece si comportano come galli nel pollaio di manzoniana memoria, beccandosi per un nonnulla non riuscendo a distinguere le cose urgenti e prioritarie da quelle inutili ? 

E’ per questo che interpelliamo e guardiamo con fiducia verso la Sua Commissione, con la certezza che venga esaminata con grande attenzione e priorità, tra altre, questo “budget del ricoverato” e non ritenere solo validi “fattacci” deplorevoli di una  malasanità ospedaliera per interventi chirurgici  o diagnosi sbagliate ? Abbiamo una sanità malata molto lenta e molto lontana dalla realtà !

Non si può, ripeto, disattendere il “problema” volgendo lo sguardo altrove. L’opinione pubblica “guarda”. Soprattutto “osserva” con grande attenzione il mondo della sofferenza e quello cattolico.

Con deferenza ringrazio ed  attendo una Sua cortese risposta.

Previte

previtefelice@alice.it

21 giugno 2010

 

 

 

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