Linguaggi senza parole e dati via radio: ecco la
tecnologia che include gli esclusi
I sei progetti finalisti dell'Imagine Cup 2010.
C'è anche il software contro lo spreco
quotidiano di cibo
VARSAVIA
- Nel mondo esistono 364 milioni di persone con
problemi di udito. Ci sono molte scuole
specializzate per consentire loro di ricevere
un’educazione di base. Ma a mano a mano che il
livello della formazione si alza, diminuiscono
le possibilità di proseguire negli studi. Una
sola università, negli Usa, è dedicata a questi
studenti. Il software elaborato dal team
thailandese - che si è aggiudicatol'Imagine
Cup 2010dopo la sfida
finale con Finlandia, Serbia, Singapore, Nuova
Zelanda e Malaysia - permette invece loro di
seguire qualunque tipo di lezione, dalle scuole
elementari all’università. Il software Skeek
converte infatti le parole dell’insegnante in un
testo che viene riprodotto su un monitor che
trasmette l’immagine del professore sottoforma
di un «balloon», la classica nuvoletta dei
fumetti. Non solo: in un’altra icona lo stesso
testo viene riprodotto nel linguaggio dei segni.
Il tutto realizzabile con una webcam, un
computer e un microfono.
LINGUAGGI SENZA PAROLE -
Il progetto del team finlandese serve invece ad
agevolare coloro che, per motivi professionali o
semplicemente perché hanno a che fare con
persone sordomute, hanno necessità di imparare
il linguaggio dei segni. Il software sviluppato
dai ragazzi dell’università di Turku si basa su
una libreria di mini-video che mostrano come
compiere con esattezza il movimento che
corrisponde ad una parola o ad una frase.
Prevede inoltre la possibilità di esercitarsi
davanti alla webcam come se si fosse davanti ad
uno specchio e di ripetere la cosa ogni volta
che è necessario. Insomma, come avere un
insegnante – e di una materia così particolare e
complessa – sempre a disposizione.
NIENTE INTERNET? C'E' LA RADIO -
Dotare i bambini africani, o di altre regioni
sottosviluppate nel mondo, di un laptop ormai
non è più considerato qualcosa di impossibile.
Computer a basso costo sono stati studiati e
sviluppati proprio pensando alle esigenze di
questi angoli svantaggiati del pianeta. Ma i
computer, se restano isolati, servono a poco. E
che in certe aree del mondo sia difficile
connettersi al web è risaputo. Il progetto del
team della Nuova Zelanda punta a risolvere
questo problema facendo ricorso alle onde radio.
Un software trasforma un testo o uno speech in
un segnale compatibile con la trasmissione in Am
e in Fm. Una volta recepito mediante una normale
radiolina (o un lettore mp3 dotato di ricezione
radio) e trasmesso al computer mediante un cavo
del costo di pochi centesimi il segnale viene
riconvertito in testo. In questo modo è
possibile garantire anche ai bambini che vivono
nei villaggi più sperduti l’accesso a
informazioni e materiali di studio che
altrimenti sarebbero preclusi loro.
MENO SPRECHI CON IL FRIGO INTELLIGENTE -
Il progetto del team Malaysia parte dalla
constatazione che esiste al mondo una grande
percentuale di cibo che viene buttato perché
semplicemente scaduto o andato a male. Una
tendenza, come è facile immaginare, concentrata
nei Paesi ricchi. Solo negli Usa ci sarebbero
200 milioni di tonnellate di cibo buttato ogni
giorno. Che non sono solo un “peccato”, ma anche
uno spreco di risorse e di energia, quelle
servite per produrlo, trasportarlo e
immagazzinarlo. Energia che ha un costo
ambientale ovviamente molto elevato. Di qui
l’idea di razionalizzare i contenuti di dispense
e frigoriferi mediante un software che avvisa
l’utente se ci sono cibi in giacenza da troppo
tempo, consigliano anche ricette per
privilegiare quelli vicini alla scadenza. Non
solo: abituandosi a trascrivere la lista della
spesa anche nel programma, e non solo sul
fogliettino del block notes, il software è in
grado di lanciare un alert qualora si stiano per
comprare dei doppioni, magari a causa di una
confezione di cibo deperibile dimenticata nella
parte più nascosta del frigo. E’ poi possibile
prevedere delle diete personalizzate grazie ad
un’estensione del programma capace di calcolare
per ogni cibo valori nutritivi e calorie e di
elaborare statistiche su quanto è stato
consumato con relativa analisi delle
ripercussioni sul proprio benessere.
COMUNICARE CON GLI OCCHI -
Cosa sarebbe una vita senza possibilità di
comunicare? Se lo sono chiesti gli studenti del
team della Serbia che si sono ispirati ad una
puntata di “Dr. House”, in cui il medico capiva
quello che il paziente completamente paralizzato
gli diceva attraverso il movimento degli occhi,
per elaborare un programma che consente a chi si
trova in condizione di immobilità forzata di
parlare con gli altri, inviare sms, partecipare
a chat, navigare in Internet o leggere libri. Il
tutto grazie a degli elettrodi da ecg
leggermente modificati che, applicati alla
fronte del soggetto, sono in grado di
riconoscere i movimenti della fronte e delle
palpebre. E proprio attraverso di essi la
persona che usa il software può compiere scelte
nel menù di navigazione. Una persona
completamente paralizzata dal collo in giù e che
magari non ha possibilità di esprimersi neppure
attraverso la voce può così comandare il
programma allo stesso modo in cui lo farebbe con
un mouse o con uno schermo touch screen e
accedere dunque al web, utilizzare i social
network (sono stati previsti appositi plug in
per utilizzare Facebook ma anche per navigare
tra le mappe di Bing e via via il sistema può
essere implementato).
INSEGNANTI IN NETWORK -
Di istruzione nei paesi sottosviluppati si sono
occupati anche gli studenti del team di
Singapore che con Teacher Think Tank hanno
previsto un’interfaccia che mette in
comunicazione insegnanti di tutto il mondo.
Quelli che vivono in nazioni povere e che magari
hanno a loro volta dei debiti di formazione (e
che quindi possono avere necessità di chiedere
consulenze su singoli argomenti o sul come
tradurre parole e frasi) possono chiedere aiuto
ai colleghi del resto del mondo tramite un sms,
non avendo magari a disposizione una connessione
ad Internet. Il network degli insegnanti che si
sono resi disponibili ad aiutare i colleghi in
difficoltà ricevono la richiesta e possono
rispondere con un altro sms che raggiungerà la
persona che aveva fatto la richiesta. Il tutto
avviene potenzialmente in tempo reale.
Al. S.
08 luglio 2010
http://www.corriere.it