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Madre coraggio vince la crociata per i bimbi sordi

La protesta: «Protesi troppo care,
le Asl non pagano». Cota la convoca
e cambia le regole per le malattie rare

M. TR.

TORINO - Alla fine la determinazione di una mamma astigiana garantirà ai 300 bambini piemontesi affetti da una malattia rara di farsi rimborsare dall’Asl competente il costo di un’apparecchiatura acustica digitale e sconfiggere così la sordità. Da mesi la signora Silvia Del Monaco ha sollecitato all’Asl la revisione delle norme che fissano i contributi pubblici per l’acquisto di protesi, norme vecchie di 20 anni che nel caso delle cure delle mutazioni della Connessina 26 prevede un contributo di 1300 euro a fronte di un costo di un’attrezzatura digitale che costa circa 4500 euro. Poi ha scritto all’assessorato e al presidente della Regione. E questa volta ha ottenuto non solo una risposta, per altro positiva, ma anche un appuntamento nell’ufficio di Roberto Cota.

Sordità, la Regione rimborsa solo in parte le protesi

 

OPINIONI A ruota libera MARINA PALUMBO

Ieri il governatore ha mandato un auto blu a prenderla sotto casa nell’astigiano e ad accoglierla nel suo ufficio al secondo piano di piazza Castello. Il presidente ha voluto farsi raccontare di persona il travaglio di questa famiglia. E la loro rabbia crescente per la mancanza di risposte da parte della sanità pubblica: «Non si possono autorizzare spese per tante cose e impedire a un bimbo di sentire: è una questione di etica all’interno delle istituzioni», ha spiegato la signora.

Cota, poi, con l’aiuto del direttore dell’Asl di Asti, Luigi Robino, convocato in piazza Castello, si sono studiati gli strumenti per coprire la spesa (sarà fatta una delibera) e come renderli operativi per tutti i bambini piemontesi che vivono questa situazione drammatica. Drammatica per le difficoltà di inserimento nel mondo della scuola e drammatica anche per i costi: le protesi si devono cambiare nel tempo e i ragazzini sopra i 15 anni le pagano a prezzo pieno, 9 mila euro l’una.

Cota ha preso questa decisione superando il no iniziale formulato dall’assessorato alla Sanità in una lettera di risposta alla signora Del Monaco. Lettera scritta dai funzionari in forma molto burocratica dove si spiegava che i tagli alla sanità non avrebbero permesso di aumentare il sostegno pubblico. Lettera che avrebbe dovuto firmare anche il presidente che invece ha deciso di intervenire perché ha spiegato ai suoi l’opera di razionalizzazione delle spese non deve andare a discapito delle famiglie. E così la lettera è finita nel cestino e la segreteria del presidente ha contattato la famiglia del Monaco. Dopo l’incontro Cota ha deciso di chiedere agli uffici una revisione del sistema di co-partecipazione regionale alle spese sanitarie per la cura delle malattie gravi.

 

http://www3.lastampa.it

 

 

 

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