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Manovra, la maggioranza non esclude altre modifiche. E s'allarga il fronte della protesta

Il relatore di maggioranza spiega con la necessità del contrasto ai falsi invalidi la decisione di mantenere all'85% la soglia per chi è colpito da più patologie invalidanti. Il gruppo Pdl non esclude però nuove modifiche. Dall'opposizione attacco durissimo: "Le pezze sono peggiori del buco". E anche il quotidiano Avvenire chiede chiarezza: "Lotta ai falsi invalidi ma rispetto per quelli veri". Adesioni alla manifestazione di Fand e Fish del 7 luglio

 

ROMA - Con l'emendamento sugli assegni di invalidità "abbiamo escluso dalla elevazione della soglia (dal 74% all'85%) tutte le patologie evidenti e facilmente individuabili, mentre la soglia dell'85% è rimasta per le micropatologie per le quali spesso si è verificato il fenomeno delle false invalidità". Con queste parole il presidente della commissione Bilancio del Senato e relatore della manovra Antonio Azzolini (Pdl) ha spiegato il senso dell'emendamento presentato in tema di invalidità. Centrale, nell'ottica della maggioranza, resta il contrasto al fenomeno dei "falsi invalidi", e poiché la gran parte dei casi accertati sarebbe avvenuto in casi di più patologie, ecco che il provvedimento tende a stringere sui presupposti proprio di questa categoria di persone. "E' un lavoro che non discrimina - ha detto Azzollini - ma favorisce chi è colpito da una grave invalidità. Si continua a cercare le persone non colpite da grave invalidità e che hanno cercato attraverso questi strumenti di ottenere benefici".

In effetti, le modifiche proposte in commissione hanno colto di sorpresa anche molti esponenti della stessa maggioranza, che avevano in qualche modo dato per scontato l'abolizione totale della norma contenuta nella manovra. La prudenza si notano nel testo di un comunicato del gruppo Pdl del Senato, per cui "la norma sulla soglia di invalidità per accedere alla pensione, già allargata dall'emendamento del relatore alla manovra, potrebbe essere ulteriorimente modificata per assicurare una migliore tutela". "D'intesa con il governo - spiega il partito di maggioranza - il relatore ha presentato un emendamento che introduce sostanziali modifiche tese a garantire le persone colpite da invalidità e ad estendere la platea degli aventi diritto all'assegno dello Stato. Su questo emendamento - spiega il comunicato - sono in corso approfondimenti e su questo testo ci confronteremo anche con le associazioni impegnate nel superamento dell'handicap e nella tutela dei disabili per valutare se, in vista degli ulteriori esami del provvedimento in Commissione e in Aula, sia necessario introdurre ulteriori norme tese alla migliore tutela del mondo dell'invalidita'''.

La protesta delle associazioni scorre sulla stessa linea d'onda di quella dei partiti di opposizione. "C'è da rimanere senza parole - dice il segretario del Pd Bersani - di fronte alle proposte di emendamento che sono venute al Senato dal relatore di maggioranza: si tratta di emendamenti assolutamente irrilevanti, che non toccano in nulla la sostanza dei problemi e che, anzi, in alcuni casi si rivelano pezze peggiori del buco. Selezionare gli invalidi per categorie è totalmente improponibile". Sulla stessa linea la capogruppo Anna Finocchiaro: "   La segreteria nazionale del Pd aderirà alla manifestazione organizzata per il 7 luglio da Fand e Fish. Contro la manovra protesta anche la Cgil: "Quella di colpire gli invalidi e le loro famiglie - recita una nota della segreteria confederale -  è una vera e propria ossessione,  un accanimento che nasconde un'avversione, un latente razzismo verso gli invalidi ritenuti essere un peso per la comunità". "Con questo emendamento - continua - si cerca di colpire l'unica prestazione economica a favore degli invalidi gravi, l'indennità di accompagnamento, vigente in tutta Europa. Ma Tremonti ha capito bene la gravità di questo emendamento? E il Presidente del Consiglio condivide?".

Della vicenda si occupa oggi ampiamente anche il quotidiano "Avvenire", che nei giorni scorsi aveva seguito attentamente la vicenda. Sotto il titolo "Per favore, fate chiarezza", Avvenire scrive che "invece dell'annunciato, e semplice, ritorno alla soglia del 74%, chiesto - a ragione - dalle associazioni dei disabili, si è scelta una strada ben più tortuosa, e proprio per questo poco chiara". "Certo si escludono dall'innalzamento all'85% molte tipologie di invalidità gravi, ma l'elenco appare incompleto e generico: sembra aumentare la discrezionalità delle commissioni mediche che già in passato ha creato problemi, ostacoli e dolorose incomprensioni. Ora, ad esempio, si richiede un «deficit delle deambulazione permanente e assoluto». Ma un disabile mentale può camminare benissimo e non sapere dove sta andando. E allora - si chiede Avvenire - che cosa facciamo, gli togliamo l'indennità di accompagnamento? La burocrazia non è mai stata "amica" dei disabili e delle loro famiglie. Per questo continuiamo a chiedere chiarezza e linearità. Lotta ai falsi invalidi, rispetto per quelli veri". (ska)

 

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