Manovra, tagli a stipendi Rai: "20% ai non
dipendenti"
Arriva
un taglio agli stipendi della Rai. Lo prevede un
emendamento del relatore alla manovra presentato
questa mattina in commissione Bilancio al
Senato, che ricalca la proposta lanciata dal
ministro leghista Roberto Calderoli e che quasi
un mese fa ha ottenuto il via libera del
Consiglio dei ministri. La proposta prevede un
taglio del 20%, a partire dal 2011 e fino al
2013, per i lavoratori non dipendenti, mentre
per il personale si stabilisce un tetto del 25%
rispetto alla spesa complessiva annua dei costi
operativi della società.
COMUNI PRONTI
A RIMETTERE DELEGHE Se non
arriveranno risposte ufficiali e concrete di
riforma alla manovra, anche i sindaci sono
pronti a rimettere le deleghe. Lo ha detto il
presidente dell'Anci e sindaco di Torino, Sergio
Chiamparino, prima dell'inizio dell'Ufficio di
presidenza dell'Anci, precisando che «abbiamo
fatto al governo proposte precise e responsabili
alle quali non è stata data alcuna risposta, c'è
solo qualche piccolo segnale informale. Quindi,
deciderà certo l'Ufficio di presidenza, credo
che se le cose restano così noi rimetteremo le
deleghe nel nostro ruolo di ufficiali di
governo, in particolare bloccheremo anagrafe,
stato civile e il funzionamento della giustizia
locale».
DISABILI IN
PIAZZA Sono già più di mille i
disabili che manifestano in presidio davanti a
Montecitorio, per una manifestazione contro la
manovra indetta da Fish e Fand, le due
federazioni che riuniscono le maggiori
associazioni. Al presidio non mancano problemi
logistici: i manifestanti lamentano mancanza di
spazio per le carrozzine e i mezzi di emergenza,
ma nonostante questo i disabili stanno facendo
sentire le loro recriminazioni. Si appellano
soprattutto al presidente del consiglio, Silvio
Berlusconi, e al ministro dell'Economia Giulio
Tremonti, chiedendo di non essere «cancellati».
Tra i tanti striscioni uno recita: «Berlusconi
santo subito. Con un gesto ha fatto sparire
tutti i disabili». Al presidio si sono
affacciati parlamentari di maggioranza e
opposizione, tra i quali Livia Turco e Rosy
Bindi del Pd, e Carmelo Porcu, del Pdl e
anch'egli portatore di handicap.
PENSIONI,
SACCONI: "NIENTE INCERTEZZE SUI 40 ANNI" «Se
l'oggettività del testo dovesse rivelarsi non
certa troveremo il modo di correggerlo in aula».
Così il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a
margine di un'audizione alla Camera, ha risposto
ai rilievi della Cgil secondo cui, nonostante la
correzione del 'refusò sui 40 anni di contributi
per andare in pensione di anzianità, la sostanza
della norma prevista nella manovra non cambia.
Sacconi ha spiegato che, su questo punto, «la
volontà politica è chiara e dichiarata ed è
quella di considerare soggette all'incremento
dell'età della pensione, in relazione alle
aspettative di vita, le pensioni di vecchiaia e
anzianità, tranne che nel caso dei 40 anni di
contributi, che erano e restano esclusi».
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