Manovra, taglio da 1000 euro al mese per
deputati
Deputati, taglio da 1000 euro al mese
Alla Camera ripresa la discussione generale
ROMA,
27 LUG - E' ripresa alla nove nell'aula della
Camera la discussione generale sulla manovra
economica. Per la giornata di oggi e' previsto
che la maratona oratoria dell'opposizione venga
interrotta da un voto dell'aula dopodiche'
dovrebbe essere posta la fiducia sul
maxiemendamento governo.
Sara' di mille euro netti al mese il taglio
sulla retribuzione dei deputati deciso
dall'ufficio di presidenza della Camera sulla
base delle indicazioni della manovra economica.
Il taglio incidera' per 500 euro sulla diaria di
soggiorno (oggi pari a 4.003,11 euro) e per i
restanti 500 sulla somma destinata al ''rapporto
eletto-elettore'', quei 4.190 euro destinati
anche ai 'portaborse'.
Un taglio retributivo arriva anche per i
dipendenti della Camera in analogia con quanto
previsto dalla manovra per la generalita' dei
dipendenti pubblici. La riduzione sara' del 5%
per le retribuzioni sopra i 90 mila euro e del
10% per quelle sopra i 150 mila negli anni dal
2011 al 2013. In questo stesso triennio verranno
sospesi i meccanismi di adeguamento automatico
delle retribuzioni. La Camera, poi, si impegna
ad un risparmio in tre anni complessivamente
pari a 60 milioni di euro e a un taglio delle
proprie spese non vincolate.
Tali risparmi, viene precisato, si aggiungono a
quelli gia' realizzati a Montecitorio dal 2003,
prima che partisse il dibattito sui costi della
politica, con un indirizzo teso al progressivo e
deciso contenimento dei costi di funzionamento.
Il risparmio previsto di 60 milioni nel triennio
2011-2013 si aggiunge ai risparmi, stimabili in
oltre 300 milioni, conseguiti dalla Camera in
termini di riduzione della dinamica di crescita
della dotazione nel quinquennio 2006-2010.
La palla passera' ora a Consiglio di presidenza
del Senato, che dovrebbe assumere nelle prossime
ore decisioni analoghe a quelle di Montecitorio.
La settimana scorsa la 'forbice' dei tagli per
le retribuzioni dei parlamentari oscillava tra
circa 550 euro al mese (il 10% dell'equivalente
dell'indennita') e 2.127,19 euro lordi al mese
(pari al 10% relativo a tutte le voci che
compongono lo 'stipendio' del parlamentare):
questa ultima ipotesi era stata proposta dal
presidente della Camera Gianfranco Fini. Oggi si
e' arrivati a una soluzione ''salomonica''. In
un comunicato diffuso al termine della riunione
di Montecitorio si precisa che ''la
partecipazione della Camera allo sforzo
complessivo cui e' chiamato il Paese risponde ad
un doveroso senso di responsabilita' e non
dipende dal fatto che le spese per l'attivita'
parlamentare siano eccessive o improduttive,
trattandosi di costi essenziali per il
funzionamento della democrazia''.
Ecco il dettaglio dei tagli, secondo il
comunicato:
TRATTAMENTO ECONOMICO DEI DEPUTATI.
''Si e' ritenuto di intervenire sugli emolumenti
strumentalmente connessi all'esercizio del
mandato. Sulla indennita' parlamentare si e'
infatti gia' operato in riduzione negli ultimi
anni; l'importo attuale dell'indennita' (pari a
11.703,64 euro mensili lordi- 5.486,58 netti)
corrisponde alla misura vigente nell'anno 2006,
come risultante a seguito della riduzione del
10% stabilita dall'Ufficio di Presidenza,
secondo quanto previsto dalla legge finanziaria
per il 2006. Va, inoltre, ricordata la mancata
applicazione, alla sola Camera dei deputati,
dell'adeguamento relativo all'anno 2007 (2,58%),
mentre la legge finanziaria per il 2008 ha
bloccato per il quinquennio 2008-2012 ogni
meccanismo di rivalutazione dell'indennita'''.
L'Ufficio di Presidenza ha, pertanto, stabilito
di effettuare, nel triennio 2011-2013, le
seguenti misure: a) riduzione di 500 euro della
diaria di soggiorno, nella prospettiva di
definire una disciplina per la rilevazione delle
presenze in Commissione; b) riduzione di 500
euro delle spese per il rapporto
eletto/elettori.
TRATTAMENTO RETRIBUTIVO DEI DIPENDENTI.
In analogia con quanto previsto dal
decreto-legge per la generalita' dei dipendenti
pubblici vengono stabilite: a) riduzione del 5%
delle retribuzioni sopra i 90 mila euro e del
10% di quelle sopra i 150 mila euro negli anni
2011-2013; b) sospensione, nel medesimo
triennio, dei meccanismi di adeguamento
automatico delle retribuzioni.
TAGLIO SPESE NON VINCOLATE.
''I risparmi previsti andranno ad aggiungersi a
quelli gia' realizzati dalla Camera a partire
dal 2003, e quindi molto prima che si originasse
il dibattito concernente i costi della politica,
mediante l'adozione di un indirizzo teso a un
progressivo e deciso contenimento dei costi per
il proprio funzionamento; cio' soprattutto
attraverso un vincolo alla crescita della
dotazione che ha imposto, in questi anni,
interventi strutturali sulla composizione della
spesa e sui costi organizzativi e funzionali.
Tale indirizzo ha consentito, anche in questa
legislatura, di raggiungere importanti risultati
come la previsione di crescita zero della
dotazione per gli anni 2010 e 2011 (cio' non
avveniva dal 1960) e una dinamica della spesa
per gli anni 2009 e 2010 pari a 1,30% (quindi al
di sotto del tasso di inflazione programmato),
che risulta essere la piu' bassa dell'ultimo
decennio. La Camera sara', quindi, in grado di
restituire al bilancio dello Stato, nel triennio
2011-2013, una somma complessiva di 60 milioni
di euro. Tale somma va aggiungersi ai risparmi,
stimabili in oltre 300 milioni di euro,
conseguiti dalla Camera, in termini di riduzione
della dinamica di crescita della dotazione, nel
quinquennio 2006-2010''.
ANCHE PER SENATORI TAGLI DI 1000 EURO AL MESE -
Fra qualche ora l'Ufficio di presidenza del
Senato deliberera' sui tagli alle indennita' dei
senatori. Saranno misure assolutamente in linea
con quelle adottate dalla Camera, dal momento
che i rispettivi uffici sono stati costantemente
in contatto per varare misure uniformi. Anche a
Palazzo Madama, quindi, la scure o il bisturi, a
seconda dei punti di vista, andra' a incidere
per 500 euro sulla diaria di soggiorno e per i
restanti 500 sulla somma destinata al ''rapporto
eletto-elettore''.
CASINI,RAMMARICO PER SOLDI A TRUFFATORI QUOTE
LATTE -
''Siamo rammaricati di una cosa: che in una
manovra in cui si chiedono sacrifici alle forze
dell'ordine, ridotte in condizioni difficili, si
trovino i soldi per i truffatori delle quote
latte, e per chi non ha pagato le multe''. A
dirlo Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, a
margine della presentazione del Forum nucleare
italiano - presieduto da Chicco Testa - oggi a
Roma. A proposito del voto di fiducia che sara'
posto alla manovra, Casini dice che ''era
previsto'' e che nonostante questo c'e'
rammarico per ''una manovra che comunque era
inevitabile''.
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