Nettuno diventa «smart» per i disabili
In futuro attenzione ai non vedenti e ad altre
località
Accordo per tre mesi di sperimentazione tra IBM
e Comune di Nettuno: dati di accessibilità e
percorsi resi disponibili ai disabili motori
tramite telefonini
NETTUNO
(RM) –
La località di vacanza che da Nettuno, signore
dei 7 mari, prende nome, presto aprirà le porte
a una pacifica invasione di tecnologia: le
informazioni che la riguardano più utili ai suoi
abitanti o ai turisti con disabilità motoria e –
in un secondo tempo – ai non vedenti giungeranno
infatti agli interessati soprattutto attraverso
i telefonini. È questo il succo di un accordo
già stipulato dall’amministrazione cittadina e
dalla multinazionale IBM e finalizzato a rendere
la cittadina più accessibile.
SEMPRE CONNESSI, SEMPRE INFORMATI –
Il sistema è semplice – si fa per dire – e
consiste nel rendere immediatamente disponibili
ai disabili notizie sull’accessibilità di
uffici, ristoranti, negozi, stabilimenti
balneari... e nel fornire indicazioni sui
percorsi più agevoli per raggiungere questi
luoghi: per averle basterà «navigare» tra le
applicazioni installate su un cellulare di
ultima generazione – i cosiddetti smartphone –,
ovvero un apparecchio caratterizzato da un ampio
display e che sempre più riunisce in sé le
funzionalità di un computer, di un navigatore
satellitare dotato di radiolocalizzatore Gps e
di un normale telefono cellulare. Proprio
pensando a questo tipo di apparecchi, IBM ha
sviluppato anche per il paese del litorale
laziale un cosiddetto «pilota» denominato «Act!»
(«Accesibility city tag database»), cioè un
sistema software capace di individuare la
posizione dell’utente e fornirgli in tempo reale
– scaricandoli sul suo telefonino via «wifi» o
«rete 3G» – i dati di percorso e accessibilità
già immagazzinati: in questo modo sarà possibile
conoscere la struttura d’interesse più vicina,
segnarla su una mappa elettronica ed essere
guidati per raggiungerla, ma anche contattarla
direttamente via telefono e registrarla nella
propria lista di destinazioni preferite. Non
solo. «Act!» sarà anche in grado di recepire i
suggerimenti, le correzioni e i riscontri che
possono arrivare dai feedback trasmessi dalla
persona in carrozzina che si muove per strada.
Così il sistema tanto più sarà usato e tanto più
potrà migliorare. Si tratta insomma una sorta di
servizievole grande fratello orwelliano con cui
interagire, un’applicazione scaricabile da
Internet, personalizzabile in base alla propria
disabilità e capace di attivarsi – se tale
preferenza verrà impostata – non appena l’utente
si avvicini ad un’area in cui è operativo il
servizio (domani Nettuno, poi chissà...).
TRE MESI DI PROVA –
Il software «pilota» è passato dalla fase di
progetto a una sperimentazione lunga tre mesi in
cui, oltre a proseguire la raccolta delle
informazioni per la banca dati, l’applicazione –
studiata attualmente solo per chi abbia
disabilità motorie – sarà disponibile per i
terminali dotati di sistema operativo Android.
Per gli utenti più esperti sarà utile sapere che
«Act!» è un’applicazione sviluppata
sull’architettura «I’m Smart», supportata
dall’IBM Innovaton Center di Milano e arricchita
dall’innovativo sistema di traduzione «IBM
n.fluent» come strumento automatico di
traduzione multilingua. L’obiettivo della
multinazionale dell’informatica è quello di
raccogliere dati per ottimizzare processi,
usabilità e accessibilità delle interfacce di «Act!»
anche per i non vedenti, in vista di una
successiva estensione del servizio sia ad altre
piattaforme più diffuse (Apple i-Phone, Symbian,
RIM) sia ad altre città che, avendo già raccolto
anche parzialmente i dati, desiderassero offrire
lo stesso tipo di opportunità ai propri
cittadini e visitatori.
Corrado Fontana
14 marzo 2010
http://www.corriere.it/