CHIAMATA NUMERICA NEL COLLOCAMENTO
DISABILI, NON SCOMPARIRÀ...
Risposta
di Francesco Costanzo, dirigente Servizi
per l'impiego di Cinecittà, alla
questione sollevata su Superabile.it da
Giovanni Polidoro dell'associazione
Coscioni: nessuna abolizione della
chiamata numerica da parte dei datori di
lavoro
ROMA - In
relazione alla lettera di Giovanni
Polidoro (associazione Luca Coscioni)
pubblicata sulle news del sito
Superabile.it con cui si prospetta, a
detta di "alcune voci" del Centro per
l'Impiego di Cinecittà, l'"abolizione
dei bandi per l'avviamento presso i
datori di lavoro privati e di
conseguenza la chiamata numerica
effettuata con la graduatoria dei
disabili disoccupati partecipanti al
bando" si evidenzia l'assoluta
infondatezza di tali supposte "voci". La
modalità di chiamata numerica da parte
dei datori di lavoro privati per il
tramite del Bando pubblico non è,
infatti, affatto abolita bensì si palesa
come uno dei sistemi alternativi -
unitamente alle preselezioni ed al
collocamento mirato tramite Match -
attraverso cui la Provincia di Roma
persegue l'obiettivo di garantire
l'avviamento al lavoro delle persone
diversamente abili nonché il rispetto di
quanto previsto dalla Legge 68/99.
Quanto poi alla supposta illegittimità
delle convenzioni stipulate con i datori
di lavoro privati ai sensi dell'art. 11
della L. 68/99 in base al prospettato
assunto secondo il quale le convenzioni
medesime "in assenza di previsione,
permettono di avvalersi interamente
della facoltà di scelta nominativa dei
disabili da assumere" si sottolinea come
anche questa asserzione non sia conforme
al vero. Le convenzione stipulate dalla
Provincia di Roma - infatti - recano una
obbligatoria percentuale di salvaguardia
pari al 30% del totale per le assunzioni
da effettuarsi mediante chiamata
numerica nonostante la normativa vigente
(Accordo Conferenza Unificata 22.02.2001
e più recentemente Atto di indirizzo e
di coordinamento in materia di
collocamento al lavoro delle persone con
disabilità approvato con D.G. Regione
Lazio n.918 del 17.12.2008) consenta che
"gli inserimenti lavorativi possono
essere effettuati interamente mediante
chiamata nominativa, in deroga alle
disposizioni di cui all'art. 7 della L.
68/99".
Fonte: superabile.it
DAL 5
PER MILLE ALLA RIFORMA CODICE CIVILE: LE
RICHIESTE DEL NO PROFIT AL GOVERNO
Una
“chiara riforma organica” della
disciplina del Libro primo del Codice
civile in materia di associazioni,
fondazione ed altre istituzioni di
carattere privato senza scopo di lucro,
la stabilizzazione del 5 per mille, far
decollare l’impresa sociale, ma anche
l’attuazione della Legge
sull’associazionismo di promozione
sociale e la richiesta al ministero del
Lavoro e delle Politiche sociali di
partecipare al Tavolo misto con
l’Agenzia delle entrate sulle politiche
dei controlli fiscali.
Sono
queste le cinque richieste presentate
oggi al governo da parte del mondo del
terzo settore e del non profit durante
la II Conferenza
nazionale sull’associazionismo sociale
in corso a Roma durante il quale è stato
presentato un documento con le proposte
approvate dall’Osservatorio nazionale
dell’associazionismo.
“Le diverse leggi che si sono succedute
negli anni hanno sicuramente contribuito
a far crescere in modo corretto nuove
organizzazioni sociali – spiegano le
organizzazioni in un documento - ma
hanno altresì creato squilibri,
sovrapposizioni e non poche zone
d’ombra, particolarmente preoccupanti se
si tiene in considerazione il numero e
la rilevanza dei soggetti cui le
normative si riferiscono. Si sono
inoltre sviluppate, a partire dalla
riforma del Titolo V della Costituzione
italiana legislazioni regionali
riguardanti il Terzo settore, spesso
ancora parziali e talvolta poco
armonizzate tra loro”. Ragioni, queste,
che hanno spinto il mondo del terzo
settore e del non profit ad avanzare
oggi al governo, rappresentato oggi dal
ministro del Lavoro e delle politiche
sociali, Maurizio Sacconi, cinque
richieste. La prima riguarda la riforma
del Codice Civile. “Si chiede che tale
riforma regoli i rapporti tra il potere
pubblico e l’autonomia privata alla luce
del principio di sussidiarietà
introdotto dalla Legge Costituzionale
n.2/2001. La riforma del Libro I del
Codice civile potrà essere il primo,
indispensabile passo nella direzione di
un riordino complessivo della
Legislazione speciale riguardante il
Terzo settore”. Altre richieste
riguardano, oltre alla stabilizzazione
del 5 per mille, che si “facciano le
necessarie modifiche legislative alla
legge n. 118/2005 per far decollare
realmente l’impresa sociale”.
Dal non profit e terzo settore anche la
richiesta affinché “si crei un tavolo
misto ministero del Lavoro e delle
Politiche sociali con le regioni e i
comuni che affronti con chiarezza il
tema dell’attuazione e della
conciliazione delle norme nazionali e
regionali della legge
sull’associazionismo di promozione
sociale 383/2000”. Infine la richiesta
rivolta direttamente al ministero del
Lavoro e delle Politiche sociali
affinché “partecipi come garante a
tutela del variegato mondo
dell’associazionismo sociale al Tavolo
misto con l’Agenzia delle entrate (e
altri soggetti) sulle politiche dei
controlli fiscali nei confronti del non
profit”.
Fonte: superabile.it
LETTERA
A RAI TRE: "PERCHÉ NO AD UN PROGRAMMA
SULLA DISABILITÀ?"
La scrive Marina Cometto,
madre di una giovane disabile
gravissima. Ospite a "Cominciamo bene
estate", ha potuto parlare di
disabilità, e da quell'esperienza la
proposta: andare oltre il semplice
raccontare e costruire momenti di
servizio pubblico televisivo sulla
disabilità. In prima serata
ROMA -
Non solo semplici "ospitate" per
raccontare la difficoltà e la solitudine
in cui tante famiglie piombano quando in
casa arriva la disabilità, ma dedicare a
questo tema veri e propri momenti
televisivi di conoscenza e
approfondimenti: programmi dedicati,
insomma, che vadano oltre la pietà e
diano a famiglie e amici strumenti per
comprendere e affrontare la disabilità
in tutte le sue più diverse
sfaccettature. A chiedere "il salto di
qualità" alla Rai, in quanto "servizio
pubblico televisivo di eccellenza", è
Marina Cometto, torinese e madre di una
giovane disabile gravissima.
Ospite alcuni giorni fa a "Cominciamo
bene Estate"per un totale di oltre 1
milione di spettatori, Marina Cometto ha
parlato di disabilità. Da
quell'esperienza, la proposta: andare
oltre il semplice raccontare e costruire
momenti di servizio pubblico televisivo.
"Sono una
telespettatrice di Rai Tre. Mi permetto
di disturbarla per sottoporle un
importante quesito - scrive in una
lettera indirizzata la direttore della
rete - che spero lei vorrà aiutarmi a
risolvere. Una settimana fa, esattamente
il 13 di luglio, ho partecipato alla
trasmissione ‘Cominciamo bene Estate' in
onda su Rai Tre, rete da Lei diretta.
Una bella trasmissione. Che affronta
argomenti seri e altri più leggeri, ma
sempre rendendo il pubblico partecipe. E
questo, grazie al coinvolgimento che i
conduttori, Michele Mirabella e Arianna
Ciampoli, riescono con la loro
professionalità a realizzare".
"L'ascolto è stato di 1 milione e 100
mila spettatori. Non male per l'orario,
le 10 di mattino in settimana;
l'argomento era importante, un grande
tema sociale, la disabilità. E' stata fatta
informazione, si è parlato senza remore
e senza falsi tabù: la disabilità fa
parte della vita di molte persone e la
chiarezza è fondamentale per chi vive
una vita, complicata dalla burocrazia e
dalla poca informazione sul tema. Come
se fosse sufficiente eludere un
argomento - scrive ancora Marina Cometto
- per allontanarlo dalla nostra vita.
Non è così: quando capita, colpisce
duro, fa male nello spirito e nel corpo.
Poi, nella grande maggioranza dei casi,
si reagisce e si riesce a apprezzare la
vita per quello che ci offre ogni
giorno, anche se molto diverso dalle
aspettative".
"La
trasmissione è stata molto apprezzata
e io forte della mia militanza di 37
anni di esperienza con la disabilità, ho
lanciato in studio una richiesta che
riporto ora anche per scritto, sperando
che lei legga per intero la mia lettera:
perché non realizzare una trasmissione
al mese, in prima serata, dove si parli
di questo importante argomento? No, non
tema, non una serata di storie
lacrimevoli, ma una serata di
informazione. Lei neppure immagina
quanta disinformazione vi sia al
riguardo. Spesso gli uffici preposti non
sono all'altezza e le informazioni ce le
trasmettiamo tra di noi con il
passaparola: una serata, dunque, con
risposte ai quesiti, in cui persone come
ad esempio il giornalista Franco
Bomprezzi possano approfondire con
chiarezza i vari aspetti positivi e
negativi che la disabilità può offrire,
sia alla persona con disabilità che alla
sua famiglia. Insomma una trasmissione
da servizio pubblico che finalmente si
renda conto che i temi sociali vanno
affrontati e discussi per una crescita
della società".
"Credo
anche - e conclude - che saranno in
molti ad apprezzare una trasmissione del
genere: non solo le persone con
disabilità, ma anche gli amici o i
parenti che spesso vorrebbero fare di
più ma hanno timore di sbagliare.
Insomma, una trasmissione per tutti e di
tutti. Stia certo che gli ascolti non
calerebbero. Anzi, sono pronta a
scommettere che sarebbe un successone.
Peraltro, sono disposta a mettere al
servizio dell'informazione la mia
modesta esperienza gratuitamente, perché
credo veramente che una trasmissione
del genere sarebbe di enorme utilità per
la nostra società. Io credo che la Rai,
servizio pubblico per eccellenza, abbia
il dovere di affrontare i temi
importanti del vivere comune e civile,
dovere che diventerebbe piacere, mi
creda, perché chi si addentra
nell'argomento approfondendolo ne rimane
coinvolto e difficilmente riesce poi a
buttarselo alle spalle. Vuole essere il
precursore di questo importante salto di
qualità?".
Marina Cometto
(23 luglio 2010)
http://www.superabile.it/
GMG
2011: OLTRE 10 MILA I GIOVANI DISABILI
PARTECIPANTI
Saranno oltre 10 mila i giovani
diversamente abili che
parteciperanno alla prossima
Giornata Mondiale della Gioventù che
si svolgerà a Madrid dal 16 al 21
agosto 2011.
Per loro il Comitato organizzatore
ha siglato nei giorni scorsi un
accordo con la Fondazione Alares che dovrà
formare i volontari che li
assisteranno. Javier Benavente,
presidente della Fondazione, ha
sottolineato che questo accordo
“rappresenta uno dei compiti di più
alta responsabilità mai ricevuti
dalla Fondazione e dunque si tratta
di una sfida di grande spessore”.
Tra le
competenze abituali di Alares – ricorda
l'agenzia Sir - vi è l’inserimento e
l’integrazione delle persone disabili
nel campo del lavoro. L’accordo con il
Comitato organizzatore prevede una
formazione a vari livelli: generale per
tutti i volontari, e più specifica per
quei volontari che si occuperanno
direttamente dei disabili e per i loro
coordinatori.
Durante
la Gmg, la Fondazione Alares metterà
anche a disposizione, 24 ore su 24, un
numero di telefono per trovare soluzioni
ad eventuali problemi o richieste nel
campo dell’assistenza. Da parte sua, il
Comitato spagnolo della Gmg sta mettendo
in campo ogni sforzo per garantire ai
giovani disabili le condizioni migliori
di trasporto, alloggio e spazi riservati
nei grandi eventi in programma. (A.L.)
http://www.oecumene.radiovaticana.org