Partecipano al progetto pilota dedicato alla gestione delle emergenze e gli incidenti 40 vigili urbani da tutti i municipi. Sarà esteso a tutti i dipendenti comunali che lavorano a contatto con il pubblico. Federazione nazionale sordi: "Un passo importante"
ROMA - Oltre a paletta e fischietto d'ordinanza, il vigile urbano di Roma avrà presto in ‘dotazione' anche la Lingua italiana dei segni (lis). È stato presentato questa mattina presso la sala Gonzaga del Comando del Corpo capitolino, infatti, il progetto "Conoscere il linguaggio dei segni", rivolto alla Polizia municipale della capitale e promosso dalla Federazione italiana sordi, l'assessorato alle Risorse umane del Comune di Roma e la Scuola di Formazione permanente della Polizia municipale. Il corso in futuro sarà esteso a tutti i dipendenti comunali che lavorano a contatto con il pubblico, ma per il momento i pionieri saranno una quarantina di vigili urbani provenienti da tutti Municipi capitolini, un paio per ogni municipio. "Il corpo dei vigili urbani che è sempre in prima linea in tutte le circostanze - ha affermato Enrico Cavallari, assessore alle Politiche delle risorse umane - , lo deve essere con le persone disabili che possono incontrare delle difficoltà in questa città e nel quotidiano. Quando si fanno i corsi di formazione c'è sempre a voglia di essere utili, imparare e crescere professionalmente. Chi ha scelto di fare questo corso sa che più di una conoscenza personale è un aiuto agli altri e lo fa soprattutto come missione".
Il corso, coordinato dalla Federazione nazionale sordi, prevede 17 incontri per la durata di 100 ore con l'obiettivo di fornire ai partecipanti le conoscenze e gli strumenti per poter comunicare mediante la modalità visivo-gestuale con le persone sorde "per superare - si legge nel testo del progetto - i disagi e le difficoltà di integrazione sul posto di lavoro e garantire accessibilità ai servizi e alle informazioni". Il corso, inoltre, punterà soprattutto alla gestione delle emergenze come nel caso di incidenti stradali. "Le problematiche della comunicazione ci riguardano soprattutto quando facciamo degli incidenti - ha spiegato Pietro Giardini, presidente della Federazione nazionale sordi -. Siamo nel panico anche noi, in più non riusciamo a comunicare. Per questo è importante che questo corso possa dare a tutto il corpo dei vigili urbani di Roma una capacità di comunicazione con le persone sorde".
Per Giardini, si tratta di un importante passo avanti per la città di Roma, mentre si attende che anche in Italia la Lingua dei segni possa ricevere un riconoscimento ufficiale come già accaduto in altre realtà europee. Ad oggi, spiega la Federazione, il riconoscimento è oggetto di alcune proposte di legge. "I sordi non esistono solo in Italia - ha aggiunto Giardini -, esistono in tutto il mondo. Esiste la lingua dei segni francese, quella americana. Nel resto del mondo veniamo aiutati, qui in Italia però ancora poco, ma questo passo è importante per cominciare a cambiare le cose". Il corso è stato finanziato dal Comune di Roma, ma per Cavallari, è giunto il tempo di puntare più in alto e presentare progetti che possano avere riconoscimento e fondi europei. "Le risorse sulla formazione sono sempre troppo poche - ha concluso Cavallari -. Quello che stiamo facendo è utilizzare al meglio tutti i fondi a favore della formazione, ma stiamo soprattutto lavorando per recepire fondi che possono provenire dalla Regione e dai fondi europei. Una cosa che a Roma non è stata mai fatta e invece dobbiamo assolutamente fare". (ga)
(24 marzo 2010)
Fonte: www.superabile.it

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