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Pensione minima e maggiorazioni

Il trattamento minimo, o pensione minima, è il trattamento pensionistico riconosciuto a coloro i quali, sulla base del calcolo dei contributi versati, otterrebbero una pensione inferiore ad un livello fissato dalla legge che è considerato il "minimo vitale", e il cui importo varia ogni anno, tenendo conto dell'indice Istat.

Per l'anno 2011 è stato  fissato a 467,42 euro, e può essere incrementato, se si è in possesso di determinati requisiti.

Per i casi previsti dall'art 38 della Legge 448/01 (mutilati e invalidi civili, titolari di pensione di inabilità, ultra 70enni, ciechi civili, sordomuti ultrassessantacinquenni, ecc) viene alzata a 591,87 euro. Invece viene alzata a 603,87 euro, come imposrto massimo totale, ovvero comprese tutte le maggiorazioni,  così come stabilito dall'art. 5, comma 5, della Legge 127/2007.

Il  trattamento minimo spetta solo se non vengoro superati determinati limiti di reddito (non si considera il reddito della casa di abitazione e il trattamento di fine rapporto), che variano a seconda che il soggetto sia o meno coniugato:  se si tratta di un soggetto non coniugato, o separato legalmente, l'integrazione è attribuita per intero se il reddito non supera, 5.956,60 euro (per il 2009), o in misura parziale se non si supera il limite di 11.913,20 euro (per il 2009).

Se invece il soggetto è coniugato, l'integrazione è attribuita per intero se il reddito complessivo del pensionato e del coniuge non supera, il limite di 23.042,24 euro (per il 2009), o in misura parziale se il reddito complessivo non supera 28.802,80 euro (per il 2009).

Nel caso vi sia il coniuge, i redditi di entrambi vanno sommati e la verifica va effettuata sia rispetto al reddito singolo che al reddito coniugale, e qualora vi sia il superamento anche di uno solo dei due limiti non si ha diritto all'integrazione. Inoltre,  la legge numero 127 del 3 agosto 2007 ha introdotto una somma aggiuntiva (la quattordicesima), a favore dei titolari di pensioni basse.

La normativa prevede una maggiorazione della pensione stessa nel caso in cui il cittadino non possegga redditi o ne disponga in misura limitatissima.

Dal 1° gennaio 2002, la Finanziaria ha stabilito un incremento della maggiorazione sociale così da garantire un reddito pari a 516,46 euro al mese per tredici mensilità, importo che varia di anno in anno.

Per poter avere la maggiorazione, sono previsti limiti sia di età che di reddito, ed anche in questo caso si considera anche il reddito del coniuge. Per i non coniugati il limite è 7.730,32 euro, per i coniugati redditi propri e del coniuge non devono complessivamente superare 13.047,97 euro.

 

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