Pino Maddaloni contro la politica: "No alla
chiusura della palestra di Scampia"
Il
campione olimpionico di Judo difende la palestra
a rischio chiusura che sorge nell'ex complesso
per l'artigianato di proprietà comunale: "Qui si
aiutano i minori a rischio e i disabili, la
politica è ipocrita"
L'olimpionico
di Sidney nel judo,
Pino Maddaloni,
difende le sorti
di una palestra di Scampia,
chiusa da quando l'Enel
ha staccato la corrente,
dal momento che non venivano pagate le bollette.
"Lì si aiutavano minori a rischio e disabili",
spiega Maddaloni contestando alla politica
locale napoletana di
essere
"ipocrita". La
struttura, un
complesso per
l'artigianato del Comune
di Napoli, è gestita dal padre del campione,
Giovanni Maddaloni, che ospita oltre mille
ragazzi, seguiti da volontari.
"E' tempo che non solo le
istituzioni
locali, ma anche gli
imprenditori di Napoli si facciano carico e
diano un aiuto concreto alle iniziative sociali
come quelle di Scampia - afferma Pino Maddaloni
- Finora gli aiuti economici sono arrivati solo
dal Nord. Tra i primi sostenitori - ricorda - ci
fu la famiglia Benetton". Maddaloni attacca la
politica cittadina: "Ho idea che a Napoli le
iniziative sociali piacciono solo per
l'immagine, ma nulla si fa per sostenerle e dar
loro continuità ed efficacia".
L'olimpionico
intende chiamare a raccolta le "forze sane"
della città. Non solo le istituzioni. "Come al
Nord gli imprenditori scendono in campo in
prima persona è il caso che ciò accada anche qui
da noi - ha dichiarato il campione - Ho
l'impressione che qui ci siano dei preconcetti.
Ma così non salviamo e non miglioriamo la nostra
città. E' difficile ma se non si interviene
fattivamente e si pretende, invece, che siano
altri a farlo, non c'é assolutamente da
lamentarsi poi del fatto che
i ragazzi di
Napoli sono
maleducati, difficili, ingestibili. Sono ragazzi
come tutti quelli del resto d'Italia che vanno
semplicemente formati".
"Mio padre è una sorte di missionario - è la
conclusione dello sfogo - ma se le cose
rimangono così a Napoli io stesso, esaurito
l'entusiasmo dell'insegnante, esperienza che sto
portando avanti con grande passione, andrò via.
Andrò via con dolore perché io mi rivedo in
questi giovani e credo nel loro futuro. Questa
Napoli pare che ami solo chi si comporta da
sanguisuga".
http://www.napolitoday.it