
Ricordo, per chi non avesse seguito il caso dell’Istituto Antonio Provolo di Verona, oggi gestito interamente da laici, anche se al vertice ci sono sempre i religiosi della Congregazione della Compagnia di Maria, è divenuto nel corso del tempo un Centro educativo e di formazione professionale. In passato, all’incirca 50 anni fa, l’Istituto Antonio Provolo ospitava piccoli sordo muti delle famiglie povere. E proprio tra quelle mura sembra che siano successe le violenze psicologiche e fisiche che, alcuni sacerdoti e fratelli laici, (25 circa) avrebbero inferto in diversi luoghi e ore della giornata ai ragazzini che l’Istituto ospitava. Le denunce sono di 60 sordomuti, 60 uomini e donne che nei ricordi della loro fanciullezza affiorano ricordi di scene raccapriccianti:
- Avveniva nella sua stanza all’ultimo piano. E mi costringeva a fare queste cose anche a Villa Cervi durante le colonie estive e al campeggio sul lago di Garda”.(Guido, dichiara di essere stato molestato da un prete)
- “Mi costringeva spesso con punizioni (in ginocchio per ore in un angolo) e percosse (violenti schiaffi e bastonature) ad avere rapporti con lui”……“nello stanzone dove dormivo con altri sordi spesso mi svegliava per portarmi nei bagni dove mi sodomizzava o si faceva masturbare. Non ho mai dimenticato”. (Carlo è rimasto all’istituto dai 7 ai 18 anni, e chiama in causa un altro sacerdote)
- “La violenza è avvenuta nei bagni e nelle stanze dell’Istituto Provolo e anche nella chiesa adiacente”. (Ricostruisce Ermanno)
- “Se rifiutavo minacciava di darmi un brutto voto in condotta, questi fatti mi tornano sempre in mente” (un’altra testimonianza)
- “ancora oggi quando lo vedo provo molto disagio. Non sono mai riuscito a dimenticare”. (Giuseppe qualche volta a Verona incontra il suo violentatore)
- Lina ora ha cinquant’anni, è rimasta “all’istituto per sordomuti dai sei ai 17 anni. A tredici anni nella chiesa, durante la confessione faccia a faccia (senza grata), il sacerdote mi ha toccata il seno più volte. Ricordo bene il suo nome. Io mi sono spaventata moltissimo e da allora non mi sono più confessata”.
- Giovanna scrive che un altro prete “ha tirato fuori il membro e voleva che lo toccassi”. E per molte ragazzine i fatti avvenivano nella chiesa dell’istituto, sotto l’altare. A qualcuna, però, è andata molto peggio.
- Nella stanza adibita a confessionale della chiesa di Santa Maria del Pianto dell’Istituto Provolo, alcuni preti approfittavano per farsi masturbare e palpare a loro volta da bambine e ragazze sorde (la porta era in quei momenti sempre chiusa a chiave).
- I rapporti sodomitici avvenivano nel dormitorio, nelle camere dei preti e nei bagni sia all’Istituto Provolo di Verona che al Chievo e, durante il periodo delle colonie, a Villa Cervi di San Zeno di Montagna”.
“Come non bastasse, i bambini e ragazzi sordi venivano sottoposti a vessazioni, botte e bastonature. I sordi possono fare i nomi dei preti e dei fratelli laici coinvolti e dare testimonianza”. Seguono le firme: nome e cognome di 67 ex allievi.
Tutto questo terribile elenco perché?
Continue Reading »

![[Click to enlarge]](th_5marius-superman.jpg)