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(ASCA) - Bologna, 7
set - In Regione sono 50 le sezioni di
scuola materna che il prossimo anno
scolastico non saranno attivate,
nonostante la richiesta delle famiglie,
39 saranno invece le sezioni per cui non
ci sara' la copertura delle ore
pomeridiane, a causa del taglio di 140
posti di insegnante.
Nella scuola primaria oltre 70 le classi
che non avranno il tempo pieno, che
anche quando sara' attivato non avra' il
modello organizzativo degli anni
precedenti. Questi sono solo alcuni dei
dati presentati dalle Province
dell'Emilia-Romagna, sulla base dei
quali si e' discusso oggi a Bologna, in
un incontro promosso dalla Regione a cui
sono stati invitati i parlamentari
eletti in Emilia-Romagna.
''Sulla scuola c'e' una sordita' totale
da parte del Governo - ha detto
l'assessore regionale alla Scuola,
Giovanni Sedioli - Da mesi la Regione
Emilia-Romagna ha espresso la sua scelta
di contrarieta' sui tagli pesantissimi
alla sua scuola e ha sollecitato un
confronto con il ministro, mai avvenuto.
Per questo motivo abbiamo deciso di
coinvolgere i parlamentari eletti in
Regione, perche' comprendano la reale
portata sul territorio e si attivino
nelle sedi opportune''. I parlamentari
che hanno partecipato all'incontro hanno
manifestato la propria sensibilita' sul
tema e la condivisione della modalita'
di confronto e degli obiettivi proposti.
''I tagli in Emilia-Romagna
rappresentano inevitabilmente un danno
alla efficacia e alla qualita' del
servizio scolastico - ha continuato
Sedioli - Alcuni sono numericamente
rilevabili, altri sono meno appariscenti
ma colpiscono profondamente la qualita'
complessiva della scuola regionale:
1.637 posti di insegnanti in meno e 713
di personale tecnico amministrativo in
una regione che aveva gia'
razionalizzato il proprio sistema ai
sensi del dpr 233/98, sono un grave
problema. I tagli lasciano alunni e
famiglie senza la scuola richiesta,
soprattutto nel segmento strategico
della filiera educativa: la scuola
dell'infanzia e la scuola elementare''.
In molte realta' viene segnalato il
taglio delle ore di inglese, perche' i
posti in organico vengono esauriti dalle
scuole per garantire l'insegnamento
curriculare di base. Alle medie e alle
superiori le classi saranno
inevitabilmente piu' numerose, una
situazione che non favorisce certamente
la didattica e che pone un serio
problema di sicurezza e di agibilita'
delle classi e degli istituti
scolastici. La funzionalita' dei corsi
nei centri per l'istruzione degli adulti
viene messa in discussione. Ma la
prospettiva e' anche peggiore: il
provvedimento del Governo del luglio
2008 e il conseguente piano
programmatico prevede tagli di organici
per il triennio 2009-2011: cio'
significa che nel 2010 e nel 2011 ci
saranno ulteriori riduzioni di risorse
umane nel comparto scuola.
''Notevoli sono quindi i danni alla
qualita' della scuola, che e' un bene
prezioso ha aggiunto l'assessore Sedioli
- La Regione intende intervenire anche
con risorse proprie a difesa della
didattica e a sostegno dell'autonomia. A
questo scopo intendiamo coinvolgere le
scuole, gli enti territoriali, le forze
economiche, le organizzazioni sociali,
le associazioni culturali, il
volontariato ed il privato sociale in un
progetto di collaborazione che metta a
disposizione del sistema scolastico le
risorse presenti nel territorio per la
qualificazione della didattica''.
Altro grave problema, il precariato
indotto dai tagli. ''La linea del
Governo, ad ora, e' quella di chiedere
alle Regioni di intervenire con proprie
risorse ad integrazione di quelle
previste per l'indennita' di
disoccupazione - ha spiegato - Si tratta
di una linea sbagliata, aggravata dal
fatto che vengono ricercati accordi con
le singole Regioni, senza la costruzione
di un riferimento nazionale. Lavoreremo
assieme a tutte le Regioni affinche' non
si creino discriminazioni tra precari e
precari e si creino comunque le
condizioni per la salvaguardia della
risorsa docente. Questo e' cio' di cui
c'e' bisogno''.
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