Scienziato italiano: nel 2013 nuovo farmaco
antitumore
A un giovane ricercatore bolognese i
finanziamenti Ue del programma di ricerca Marie
Curie
(di Patrizia Lenzarini)
BRUXELLES
- L'Europa lascia la parola ad un giovane
scienziato italiano per annunciare nuove
speranze a chi soffre di un tumore celebrale.
"Se il nostro lavoro porterà i frutti previsti,
i nuovi farmaci antitumorali potrebbero essere
pronti per il 2013, dice Milo Malanga, 33 anni,
bolognese, che proprio grazie ai finanziamenti
Ue del programma di ricerca Marie Curie,
partecipa allo sviluppo di una terapia
innovativa.
Il giovane ricercatore, dopo la laurea in
chimica e tecnologia farmaceutica a Bologna,
alle proposte italiane ha preferito di andare
vedere "cosa succede all'estero", grazie ad una
borsa di dottorato europea particolarmente
alettante: pagata "quasi tre volte quello che
avrei ricevuto in Italia". Ora lavora ad un
progetto comune a nove paesi, sostenuto
dall'Europa, a Budapest (Ungheria) nel più
grande laboratorio al mondo per questo tipo di
ricerche, il Cyclolab, All'Ansa racconta i primi
risultati di quei lavori, "particolarmente
promettenti" che illustrerà a Torino, alla
Conferenza Marie Curie.
L'obiettivo: un nuovo farmaco a base di
zuccheri, i cui profili si stanno precisando,
che potrebbe rappresentare una valida cura per
la lotta contro il tumore celebrale, che spesso
non può essere rimosso chirurgicamente. "L'idea
- spiega Malanga - è di creare dei veicoli per
trasportare farmaci antitumorali, o addirittura
veicoli fatti di farmaci antitumorali, che
colpiscono le cellule malate e non quelle sane".
Altra caratteristica, aggiunge, "il farmaco è a
base di ciclodestine, zuccheri che si possono
estrarre dall'amido, quello delle patate o dal
riso: sono sostanze biocompatibili, non tossiche
ed economiche quindi possono essere prodotte a
livello industriale a basso costo".
La ricerca in corso punta quindi a sviluppare
questi 'veicoli' abbastanza piccoli da superare
le barriere che proteggono il cervello e contro
cui i farmaci di oggi sono inefficaci. Insomma,
"proprio grazie ai nostri migliori talenti -
commenta fiduciosa la commissaria Ue
all'istruzione Androulla Vassiliou - si potrebbe
salvare milioni di vite". Prospettive per il
futuro? Finirò il dottorato a Budapest dove
lavorano in modo eccezionale - dice Malanga -
poi probabilmente presenterò richiesta per
ottenere fondi per un mio progetto. Ho delle
idee in mente, nello sviluppo di farmaci non
solo antitumorali ma anche antivirali; penso che
siano buone". Allora sarà il ritorno di un
talento? "Lavorare in Italia, perché no, ma sono
pronto a ripartire dove posso realizzare il mio
progetto". Non le mancherà il suo paese? Vuole
una risposta sincera, a Bologna ho lasciato solo
il cuore".
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