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Strepitoso
successo di un Brianzolo Sordo nella corsa
campestre FSSI a Torino!
qualcuno scrisse….
Sulla strada verso
Torino ho continuato la lettura del libro di Alan
Siltoe: ”La Solitudine del maratoneta” e in
quelle stesse righe rileggevo quella che sarebbe
stata la mia gara di quel pomeriggio.
“…..il percorso di
otto chilometri era segnato da schizzi di calce….”
Niente di più scontato quando si corre un cross, ma
fa piacere sapere che dal 1959 ad oggi la corsa
dopotutto non è cambiata poi di molto.
Ho effettuato la
ricognizione del tracciato appena arrivato, poco
prima di pranzo: piuttosto tranquillo, parecchie
curve a gomito, ma le ultime due gare svolte nelle
domeniche precedenti mi hanno lasciato oltre alla
stanchezza sulle gambe anche il giusto approccio per
affrontare una corsa di questo tipo.
Alle tre è arrivato
il momento di partire, tanta la tensione scaricata
nel vero senso della parola! si studiano i rivali e
via: alla prima curva ”… senza forzare, ero
ancora al secondo posto;e se qualcuno vuole sapere
come si corre, si ricordi di non avere mai fretta, e
di non lasciare mai che nessuno degli altri
corridori capisca che si ha fretta anche se è vero”-
sante parole -.
A dire il vero la mia
corsa non era ”talmente regolare da farmi
dimenticare che correvo”, ma mi sono ritrovato
immediatamente davanti a condurre la gara.
Il corridore alle mie
spalle non “doveva essere molto lontano” nonostante
ci fosse ”un gran silenzio”.
Con la coda
dell’occhio quanto correvamo alle spalle al sole
intravedevo la sua ombra accanto alla mia e la
tenevo a distanza di sicurezza.
Gli otto giri del
percorso si susseguivano con ritmo regolare e
mentalmente studiavo la possibile strategia e il
punto più idoneo dove sferrare lo scatto finale, ma
allo scadere del 7° giro ecco che inizia di gran
carriera l’attacco del mio diretto rivale.
Io gli sto appresso,
lo seguo, lui non molla, nemmeno io: mi sembra che
faccia fatica, ma pure io ne sto facendo tanta.
In quel momento
memore della lezione di due settimane prima penso a
Gelindo Bordin che in occasione della vittoria
Olimpica a Seul trovandosi dietro esclamò: ”e
no.…..Secondo pure oggi no!”.
Tutt’altra occasione,
miglior gloria, ma ho fatto mie quelle parole.
Siamo sull’ultimo
scollina mento dove ho ripetutamente considerato che
da qui sull’ultimo giro qualsiasi cosa fosse
successo avrei attaccato.
È cosi è stato.”Via
come un fulmine, più veloce del vento.”
Io corro soltanto e
in qualche modo so che se dimentico la gara e mi
limito a tenere un buon passo finché non so più che
sto correndo, vinco sempre” o perlomeno questa
volta!
Marco Frattini
(Atleta dell’Associazione Sordi Monza Brianza)
Torino, 21 marzo 2009
Campionato Nazionale Cross FSSI: 1° Assoluto
Da Del Grosso
Giuseppe
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