Sui preti pedofili NYTimes attacca il Papa.
Vaticano: É ignobile
Città
del Vaticano, 26 mar. (Apcom) -
"C'è il pericolo di grande scandalo qualora il
caso venisse pubblicizzato dalla stampa". Sul
caso di padre Lawrence Murphy, un sacerdote
americano che negli anni Sessanta-Settanta
abusò sessualmente di circa duecento ragazzini
sordi in un istituto cattolico di Milwaukee, il
vescovo Rembert Weakland ci aveva visto lungo.
Era il 30 maggio del 1998.
Il presule era stato convocato in Vaticano per
discutere del caso Murphy con Tarcisio Bertone,
allora segretario della Congregazione per la
dottrina della fede guidata da Joseph Ratzinger.
Oggi Ratzinger è Papa, Bertone è segretario di
Stato, e il 'New York Times' ha ritirato fuori
la vicenda. Sulla scorta della documentazione
riservata di cui è in possesso, il quotidiano
Usa suggerisce che gli attuali vertici del
Vaticano - in queste settimane alle prese con
gli scandali dei preti pedofili in Irlanda,
Germania, Austria, Olanda ed altri paesi ancora
- insabbiarono le accuse e decisero di evitare
che padre Murphy venisse processato. Immediata
la reazione della Santa Sede.
Il direttore della Sala Stampa vaticana, padre
Federico Lombardi, respinge le accuse con forza.
Ricostruisce la vicenda e spiega che non c'è
stata nessuna copertura, nessuna proibizione di
denuncia degli abusi, e che la Congregazione per
la Dottrina della Fede venne informata dei fatti
solo una ventina di anni dopo. Più dura la presa
di posizione dell'Osservatore romano', secondo
cui i mass media hanno "l'evidente e ignobile
intento di arrivare a colpire, a ogni costo,
Benedetto XVI e i suoi più stretti
collaboratori". Invece, "come si può facilmente
dedurre anche leggendo la ricostruzione fatta
dal 'New York Times', sul caso di padre Murphy
non vi è stato alcun insabbiamento".