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Svago e informazione per ciechi e sordi: "La Rai non rispetta gli obblighi"

Giornata internazionale. Accessibilità di informazione e intrattenimento: sottotitoli, audiodescrizioni e notiziari in lingua dei segni. Le critiche delle associazioni di sordi e ciechi al servizio pubblico

la pagina di televideo dedicata ai non udenti

ROMA - Diritto all'intrattenimento e all'informazione. Anche per i sordi e per i ciechi. C'è pure l'accessibilità del servizio pubblico radiotelevisivo fra i principali temi critici messi in evidenza dalle Federazioni di persone disabili (Fand e Fish) in occasione della Giornata internazionale del 3 dicembre. Nessuna emittente eccelle in modo particolare, ma a non andare bene (se non altro perché titolare di obblighi precisi) è soprattutto la Rai, criticata per "l'insuccesso di alcuni impegni assunti sull'audiodescrizione, sulla sottotitolazione e sui notiziari Lis". La celebra pagina 777, insomma, non va come dovrebbe, e non fanno meglio i notiziari in lingua dei segni (ancora troppo pochi) e le descrizioni audio preparate per i sordi.

Per i sordi, il sistema del Televideo/Teletext è usato correntemente sia dalla Rai sia dalle emittenti private, che provvedono a sottotitolare alcuni programmi, soprattutto quelli della prima serata. Un compito che per la Rai, appunto, è anche un dovere stabilito dal Contratto di servizio e che si estende anche all'informazione e ai telegiornali in diretta. Nel Contratto di servizio 2007-2009 (parametri ora alla base del Contratto 2010 in fase di negoziazione) si prevedeva l'obbligo per la Rai di realizzare almeno una edizione al giorno di Tg1, Tg2, Tg3, e una edizione del Tg regionale in ciascuna regione, nella lingua dei segni (Lis) e con sottotitoli. La Rai doveva anche garantire il raggiungimento di una quota pari ad almeno il 60% della programmazione complessiva, ampliando le tipologie di generi di programmazione previste e inserendovi anche trasmissioni culturali e di approfondimento e informazione a tema. Livelli che nel corso del periodo 2007-2009 non sono stati raggiunti, suscitando la viva protesta delle associazioni, con l'Ente nazionale sordi a sottolineare anche il peggioramento qualitativo della sottotitolazione, affidata dalla Rai ad una società esterna.

In tema di audiodescrizioni riservate alle persone non vedenti, la televisione pubblica non ha rivali: nei primi sei mesi del 2009, sulle reti del servizio pubblico radiotelevisivo sono andate in onda 126 serate audiodescritte contro una trasmessa da La7. Il sistema associa alla messa in onda di un film, una descrizione audio che durante le scene senza dialoghi descrive quanto accade sullo schermo: una modalità per la quale si utilizza generalmente il primo canale radiofonico in onde medie (ma con l'avvento del digitale terrestre la tecnologia è destinata a cambiare). Anche le audiodescrizioni sono previste dal Contratto di servizio tra il sistema radiotelevisivo italiano e il ministero delle Comunicazioni: secondo l'articolo 8 del contratto di servizio 2007-2009, "la Rai è tenuta a favorire l'accesso alla propria offerta multimediale alle persone con disabilità sensoriali o cognitive anche tramite specifiche programmazioni audiodescritte e trasmissioni in modalità telesoftware per le persone non vedenti". Quest'ultimo servizio, che si trova alle pagine 781, 782 e 783 del Televideo Rai, pubblica anche informazioni e comunicati in collaborazione con l'Unione italiana ciechi e ipovedenti (pagina 790). Norme destinate a rimanere - e semmai a rafforzarsi - nei nuovi accordi previsti per gli anni a venire. Se le tv commerciali sono latitanti in fatto di audiodescrizioni, le associazioni (Unione ciechi - Uic - in testa) non sono soddisfatte nemmeno della Rai, alla quale si addebita la presenza quasi esclusiva di telefilm seriali di scarso interesse o repliche di vecchie programmazioni, con penalizzazione forte per i film e le fiction di maggior successo.

(2 dicembre 2009)

 

il CONTRIBUTO DI Gabriele Filistrucchi

 

 

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