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L’ ULTRAMARATONETA SORDO ROBERTO VENTURI
IL
RACCONTO DI UN ANNO DI SACRIFICI PER PASSIONE DELLE CORSE PODISTICHE.
Roberto Venturi che vive a Sasso
Marconi (Bologna), il 31 dicembre ha chiuso l’anno podistico a Calderara di
Reno(Bo) alla maratona di San Silvestro. L’ultramaratoneta sassese nell’arco
dell’anno ha preso parte a 32 gare; 16 maratone di 42,195 km su strada
in queste località: NAPOLI (miglior tempo del 2011 con 3:03:45), VERONA,
PIACENZA, BRESCIA, ROMA, MESSINA (2° posto nel campionato italiano sordi e
per pochissimo tempo sfiorato il primo posto), MILANO, PADOVA, PORTO SAN
GIORGIO (FM), SUVIANA (BO), ARONA (NO)-VERBANIA, SALERNO, PALERMO, REGGIO
EMILIA, PISA e CALDERARA DI RENO(BO). 5 maratone ed ecomaratone di 42,195
km su sterrato e montagna nelle seguenti località:
SAN
BENEDETTO DEL TRONTO(AP) (percorso tutto su circuito sabbioso), BUSANA(RE)
(cima molto ripida Monte Ventasso a 1.720m.), MONTEALBANO DI CARMIGNANO(PO)
(3° posto assoluto), FORLI’(2° posto assoluto) e CUNEO. 11 ultramaratone;
tra le quali la 100 KM DEL PASSATORE (FIRENZE-FAENZA), una 12
ore in pista a SAN GIOVANNI LUPATOTO (VR) 112,347 km (arrivato al 2°
posto, sarebbe potuto diventare vice campione d’Italia, ma la gara era
organizzata da una federazione (IUTA) diversa dalla sua (FIDAL) per cui non
ha potuto conseguire tale titolo. Questa gara 12 ore di pista è stata molto
faticosa per lui. Sicuramente più faticosa
rispetto ad altri atleti, in quanto loro correndo potevano parlarsi e farsi
forza, oppure ascoltare musica che è noto, è uno stimolo
nei momenti critici. Lui era da solo poiché è sordo. 3 gare 6 ore
in circuito su strada: BANZI (PZ) km 61,988, CURINGA (CZ) km 65,890
(entusiasmante per risultato 15° posto assoluto, ma ancor più per la
premiazione sul palco con alcuni atleti nazionali e campioni di
ultramaratone) e SAN BENEDETTO DEL TRONTO (AP) km 63 (il giro sempre sul
molo del porto). 2 gare di 50 km a CASTELBOLOGNESE (RA) e
PISTOIA-ABETONE. 1 gara di 47 km su sterrato a TRAVERSARA DI
BAGNACAVALLO (RA). 1 ecomaratona montagna di 43,5 km a
CORNIGLIO(PR). 1 gara trail di 49 km a ROCCA SAN CASCIANO (FC). 1
gara skymarathon di 44,5 km da SENALE(BZ) a RUMO (TN) (per lui la gara
più bella di tutte; montagne di 2.500m. con brividi correndo sul ciglio
della scarpata). L’atleta sassese non è una velocista, ma nelle lunghe
distanze si fa rispettare. In totale, solo di gare, ha percorso 1.573 km
sommando più o meno 40 km a settimana di allenamento, non di più per impegni
familiari. Nel marzo scorso doveva partecipare alla 110 KM DEL DESERTO
SAHARA in Tunisia ma all’ultimo momento la gara è stata annullata per
motivi di sicurezza a causa della rivolta della popolazione locale.
E’ un
atleta che non usa alcuna sostanza chimica. E’ abituato a non prendere
medicine neanche quando ha la febbre o mal di testa ecc... Non prende mai
niente né prima né durante né dopo la gara. Si ferma solo nei punti di
ristoro a bere per reidratarsi. A lui non interessa la competizione;
arrivare primo in classifica o fare la gara in meno tempo. Pensa solo ad
arrivare al traguardo in base al suo ritmo senza essere sfinito. A volte gli
è capitato di fare un buon tempo ed ottenere una buona posizione ma è dipeso
dall’andamento degli altri atleti. Da 8 anni è insieme ad una persona sorda
che stima moltissimo. Si sono sposati ed hanno due bambini (6 anni e 16
mesi) anche loro sordi. E’ una bella famiglia e sua moglie è una donna molto
comprensiva, sa la passione che ha per le gare e gli lascia fare questo
sport che ama moltissimo. Per questo le è molto grato. Non è facile allevare
2 bimbi sordi. Sono molto impegnativi rispetto ad altri, comporta molto
tempo dedicato a visite per le protesi uditive, riunioni della scuola,
incontri con logopedisti, allenamenti a minibasket; però ci stanno riuscendo
bene. Ha anche i genitori sordi e anziani quindi anche loro a volte hanno
bisogno perché non sono molto autonomi, così si divide tra i suoi genitori
e la sua famiglia ed è molto faticoso. Anche lo sport gli porta via molto
tempo ma non riesce a smettere perché è una passione grandissima e gli
permette di scaricare la tensione e svagarsi un po'. Non saprebbe rinunciare
a questo. Per partecipare alle gare viaggia sempre da solo. A volte lo
accompagna suo padre ma non avendo la patente tocca guidare sempre a lui.
Anche gli allenamenti li fa sempre da solo perché essendo sordo gli altri
atleti lo mettono un po' in disparte. A volte si alza alla 4 di mattina ed
affronta parecchie ore di viaggio per raggiungere la località di gara ma lo
fa volentieri perché la passione per questo sport supera la fatica ed i
sacrifici.
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