IL GIORNALE
DELL’UMBRIA Lunedì 21 dicembre 2009
Un modo per sentire le voci
del silenzio e per comunicare con i sordi
PERUGIA – Lo sanno bene i
sordi, persone che non sentono e che faticano a
farsi ascoltare: c’è un velo
sottile e difficile da squarciare divide chi
vive
sotto una campana di vetro
dalla vita che scorre attorno. E' per facilitare
l'inserimento dei non udenti
che l'Ausru (associazioni unite dei sordi della
regione Umbria) ha ideato il
progetto “Voci dal Silenzio”, finanziato dal
Bando
Cesvol per la progettualità
sociale delle organizzazioni di volontariato
2007-
2008. “Il nostro obiettivo –
afferma Giorgina Drinoczi, presidente
dell'associazione – era di
rilevare la presenza dei non udenti sul
territorio e
di analizzarne i relativi
bisogni con particolare attenzione ai problemi
di
inserimento lavorativo”. Un
monitoraggio accurato che ha coinvolto Asl,
azienda
ospedaliera, Inps e
Provveditorato degli Studi di Perugia. Ma quali
i dati
emersi? “A Perugia – dice
Giorgina – nel 2008, ben 241 persone hanno
usufruito
dell'indennità di
comunicazione, mentre 142 persone hanno ricevuto
l'indennità
di comunicazione associata
alla pensione di invalidità civile”. Trentasei,
in
tutto, i sordi sui banchi di
scuola, di cui ventitré alunni che frequentano
le
primarie e tredici iscritti
alle secondarie. “Utilizzeremo i dati raccolti
per
sensibilizzare i cittadini sui
problemi che i sordi affrontano ogni giorno e
per attivate un servizio
sperimentale di assistenza ai non udenti presso
gli
sportelli Cesvol”, afferma
Giorgina. “Non bisogna dimenticare che nei
bambini
la sordità ostacola
l'acquisizione del linguaggio e genera
difficoltà di
apprendimento, negli adulti
induce spesso a rompere i rapporti sociali con
possibili conseguenze sul
piano della salute psico-fisica”. Si tratta
insomma
di un problema da non
sottovalutare, tanto più che in Europa circa il
sei per
cento della popolazione soffre
di disturbi all'udito, mentre in Italia la
percentuale è pari al dieci
per cento (circa sette milioni di persone). Una
situazione destinata per altro
a peggiorare con il crescere dell'inquinamento
acustico e dell'aspettativa di
vita delle persone. “Per chi non sente – dice
Giorgina – anche comunicare
con i medici può essere un ostacolo
insormontabile.
Il nostro auspicio – sostiene
– è che ovunque venga preso ad esempio lo
sportello di comunicazione per
sordomuti attivato dall’Associazione di
volontariato Asvomedicalis
presso l’Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo.
Si
tratta di un esperienza
esemplare che è bene replicare”. “Comunicare –
ribadisce – è un diritto di
ogni cittadino. Siamo stanchi di dover ricorrere
all'interprete per ogni
sciocchezza... Basterebbe conoscere poche cose
per
dialogare con noi...in fondo
si tratta solo di imparare una lingua
straniera”.
SILVANA LEONI

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