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Colori psichedelici, scritte
che partono con ritardo o anticipo in un
tripudio di refusi, errori di ortografia e di
sintassi, con la “x” a sostituire il “per” come
in un sms tra adolescenti…Eppure paghiamo il
canone come tutti gli altri cittadini”.
Queste le parole che sottolineano la rabbia e
l’indignazione dell’ENS.
E’ proprio la fruizione di un servizio, a
partire dal 1° gennaio 2009, scadente che
lamenta l’Ente Nazionale Sordi e che muove una
protesta a causa della scarsa qualità della
sottotitolazione dei programmi televisivi
offerti dalla Rai.
Consapevoli dell’importanza del servizio, le
società che curavano la sottotitolazione dei
programmi preregistrati, affiancati da psicologi
e linguisti, avevano raggiunto standard
qualitativi di buon livello, offrendo una
sottotitolazione il più possibile corretta e
efficace.
Certamente il problema alla base del cattivo
servizio offerto agli utenti sordi sta nella
riduzione di fondi e nella ricerca del ribasso,
ma ciò determina uno spregio ai diritti di chi
non sente.
Perché mai fare una gara al ribasso sulla pelle
dei sordi? Si sta risparmiando a scapito del
diritto all’informazione e della possibilità di
sviluppare la propria cultura dei sordi che,
come tanti, una volta a casa, comodi sul sofà si
rilassano, in compagnia di amici e parenti, di
fronte al televisore.
Oltre a chiedere il ripristino degli standard
qualitativi precedenti, l’ENS ha chiesto
chiarimenti su come la Rai intenda raggiungere
gli standard quantitativi previsti nel contratto
di servizio.
A noi non resta che aspettare ed unirci in coro
per dire basta a sottotitoli mancanti o
improvvisati!