L’alunno sordo necessita, se non si
vuole fare pure demagogia, di interventi abilitativi e
scolastici specifici
fin dall’insorgere della sordità e per
tutto il ciclo scolastico, compresa l’Università. Ciò
non significa “sfiducia”
nel bambino sordo, ma tenere
correttamente presente le difficoltà di comunicazione,
di decodificazione e di
codificazione del linguaggio orale
materno.
L’AIES, forte dell’esperienza passata e
tenendo conto di tutto ciò, ha elaborato un Modello di
Servizi
Scolastici Specializzati Integrati per
Sordi e in quasi tutti i Centri, i cui operatori,
docenti e non, iscritti
all’Associazione, si sta realizzando
questo modello.
Presso i Centri Scolastici “F.Smaldone”
in Calabria ( Palmi), in Campania ( Napoli e Salerno),
nel Lazio
(Roma) e in Puglia (Lecce, Bari,
Barletta, S.Cesario, Foggia), presso la Scuola
Audiofenetica di Brescia,
presso l’Istituto per Sordomuti di
Torino-Pianezza,, presso i tre Istituti di Modena,
presso l’Istituto “Assarotti”
di Genova e presso l’Istituto per
Sordomuti “M.A Di Francia” di Messina le scuole sono
tutte Specializzate
Integrate e si offrono come risposta
adeguata per l’educazione ed istruzione dei sordi.
In tutti i Centri Scolastici (vedi:
, sez. Istituzioni) si sta
realizzando il MoSSSIS. In questa ottica
questi Centri offrono un modello di
integrazione, che appare risolutivo per una adeguata
scuola in favore dei
sordi. Queste sono le caratteristiche
più evidenti:
a) Le classi sono integrate con alcuni
sordi e udenti
b) Nelle classi operano insegnanti
curriculari, insegnanti di sostegno, interpreti e
assistenti alla
comunicazione, con un progetto
condiviso, verificato e ben articolato
c) In base alle richieste delle
famiglie, si usa l’oralità e la LIS ( Bilinguismo)
d) All’interno del Centro funziona il
servizio riabilitativo con l’otorino-audiologo-foniatra,
il
neuropsichiatria, gli psicologi, le
logopediste, l’audiometrista, l’assistente sociale.
e) Le figure professionali docenti e
riabilitative operano in stretta collaborazione ed
insieme, in incontri
settimanali, elaborano i documenti,
progettano le attività, verificano, si incontrano con le
famiglie,
che sono costantemente coinvolte nel
“progetto di vita” del proprio figlio
f) Gli alunni sordi seguono tutti i
lavori in classe, aiutati dall’insegnante di sostegno,
dall’interprete e
dall’assistente alla comunicazione e
quindi possono approfondire gli apprendimenti più
complessi
g) Tutto il lavoro scolastico viene
concordato tra i vari operatori, per cui tutto è
funzionale e ben
organizzato
h)
In estrema sintesi, possiamo dire che un
tale modello scolastico di integrazione offre le
seguenti garanzie:
1 – integrazione reale tra un gruppo di
sordi e gli udenti
2 – eliminazione del rischio di
isolamento e di esclusione di un unico sordo nella
classe
3 – stretta collaborazione tra i vari
operatori scolastici e socio-sanitari
4 – presenza nello stesso stabile e con
competenza specifica, di tutte le figure professionali
di riabilitazione
5 – raggiungimento degli obiettivi di
integrazione scolastico, rispettando le specificità e i
bisogni educativi
diversificati
Questo è il modello di scuola per i
sordi che l’AIES offre e propone ai genitori, troppo
spesso abbandonati a
se stessi e senza punti di riferimento.